Articoli marcati con tag ‘Ohlins’

Per Riccardo Russo un fine settimana da incorniciare

lunedì, 19 aprile 2010

Russo Riccardo

CASERTA. Sull’autodromo “Piero Taruffi” di Vallelunga, davanti a tredicimila spettatori è partito il Campionato Italiano Velocità, la massima espressione competitiva nazionale riservata ai piloti che si cimentano nel settore della velocità. Le gare sono state tutte spettacolari e cariche di emozioni. Quella della categoria 600 Stock ha visto il trionfo di Fabio Massei, ma autore di una prova maiuscola è stato Riccardo Russo, che ha chiuso al quarto posto. Il giovane casertano del Team Bike & Motor Racing partiva dalla sesta piazza, ed è stato in lotta per tutte le tornate nel trenino dei piloti che si sono giocati il podio: “Il passo gara – spiega il pilota del Moto Club Piccole Pesti – è stato davvero elevato. Dopo il primo giro ero quarto, ed è stato bello duellare per tutta la gara con Dino Lombardi e Lorenzo Zanetti. Mi sarebbe piaciuto salire sul podio, ma sono lo stesso contento, perché c’è la consapevolezza di avere i mezzi per conquistare traguardi prestigiosi”. Se nella prova del Civ Russo si è accontentato, in quella della R6 Cup, la sua gioia non ha conosciuto limiti, perché sul gradino più alto del podio è salito lui: “Quest’anno – dice – di concerto con gli uomini del team, ho deciso di affrontare anche la sfida della R6 Cup, gruppo A, perché offre la possibilità ai piloti più veloci molta visibilità. Nelle qualifiche mi sono concentrato sulla messa a punto della moto, ed è arrivata anche la pole position. In gara me la sono vista con Gianpietro Avanzi, che è stato al comando per metà dei passaggi. Al settimo passaggio, dopo averlo studiato in fondo, ho deciso di sorpassarlo alla curva Campagnaro, e l’attacco è andato a buon fine. Da quel punto non ho avuto più problemi, ed ho chiuso al traguardo con oltre tre secondi di vantaggio. Questa vittoria è fondamentale, perché mi permette di iniziare con la ruota giusta. La dedico al mio team, ai tecnici della Ohlins ed alla mia famiglia. Il 2 maggio saremo a Monza per il secondo round, pista che adoro”.

ALFREDO DI COSTANZO

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Presentata la Mavizen TTX02 , la prima vera superbike elettrica per correre su base KTM

venerdì, 6 novembre 2009
la Mavizen TTXGP svelata alla stampa

la Mavizen TTXGP svelata alla stampa

E finalmente arrivato al las vegas il tanto atteso momento della presentazione della Mavizen , la superbike realizzata sull’esperienza della Agni-suzuki vittoriosa al TTXGP e ma su base telaistica KTM che di fatto si candida ad essere la kit bike  per eccellenza destinata a far correre molti piloti nel nascente campionato mondiale per moto elettriche. le caratteristiche di base sono quelle che già si sono rivelate vincenti nella Agni , la motorizzazione agni costituita da due motori collocati ai lati poco piu avanti del perno del forcellone , proprio davanti alle pedane , capaci di una potenza di picco di circa 100 cv a cui vengono accoppiate 3 batterie per una potenza totale di 11 kw/h con una capacità tale da permettere di compiere l’intero giro del tourist tropy (66 km di saliscendi , buche , dossi ecc..) alla media di 160 orari con punte di 208 orari… il tutto nell’assoluto silenzio e senza cambio.
A differenza della Agni suzuki , la base telaiestica  e ciclistica e decisamente più professionale. pinze radiali e freni Brembo, forcelle Ohlins regolabili ed un formidabile telaio a traliccio concepito per sollecitazioni ben maggiori.

ma la vera sorpresa e che la kit bike permetterà di affrontare il mondiale con un budget di 40.000 dollari… decisamente molto meno di qualsiasi altro campionato.

se volete vedere di che cosa e capace questa creatura guardatevi le immagini dall’elicottero o dal circuito che spiegano con l’eloquenza delle immagini che cosa ha saputo fare la Agni al ttxgp… questa moto e maledettamente veloce!

Source: Asphalt and Rubber

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Scorpion Performance , un vero esempio di tuning estremo.

martedì, 6 ottobre 2009
90 cv per meno di 100 kg e l'impressionante biglietto da visita di questa special fatta in casa...

90 cv per meno di 100 kg e l'impressionante biglietto da visita di questa special fatta in casa...

Questa special bike in origine era una semplice Cagiva Mito 125cc del 2000 con soli 15cv limitati per legge. Dal punto di partenza ad’oggi prende vita una prototipo da me soprannominata “Scorpion performance”, una moto dalle prestazioni uniche per la sua categoria, paragonabile sotto tutti gli aspetti alle più recenti sportive di grossa cilindrata. Gode di un motore sempre 2 tempi di 200cc sette marce, con circa 90cv compreso la sovralimentazione, tutto questo con un peso piuma che si aggira a 100Kg, quindi immagini lei il risultato, rapporto peso/potenza quasi 1/1 contando le prestazioni di un propulsore 2 tempi, sovralimentato con protossido d’azoto.,  il risultato è davvero incredibile, prestazioni davvero incontenibili, impossibili da capire se non lo si vede con i propri occhi.
E’ stata straelaborata sotto ogni profilo, meccanico, ciclistico ed’estetico, stravolgendo tutto ciò che era originale nei migliori pezzi alf-market da competizione; non esiste pezzo in questa special che sia rimasto originale, tutto e dico tutto è stato sostituito , elaborato o modificato nei fini estetici ma soprattutto prestazionali.
La componentistica di questa moto si affaccia a soli tre materiali d’altissima competizione: carbonio, magnesio forgiato, ergal.
Le modifiche strabilianti sono davvero tante, una delle più stravolgenti di certo è stato montare un forcellone monobraccio d’origine Mv Agusta in una moto con un bibraccio d’assoluta semplicità. Anche se esteriormente è identico all’ originale, quest’ultimo è stato trasformato al suo interno per permettere un nuovo attacco con il telaio e per un risparmio di peso notevole; è stato ulteriormente allungato per aumentare la corsa della moto e allineato perfettamente per rendere tutto funzionale e d’assoluta performance.
La sovralimentazione del kit di protossido d’azoto è un’altra chicca sensazionale, montare in una moto due tempi un kit di N2O, non è solo da matti, ma sicuramente è la ricerca delle massime prestazioni; la decisione del monoblocco monocilindrico di piccola cilindrata è stata una scelta ben voluta, sia per una soluzione tecnica che anche un motore bilicindrico 250cc non avrebbe potuto offrirci sia perché io credo che è molto più gustoso vedere una 500 del 60 battere una ferrari che l’esatto contrario contrario.
In quest’ultimo caso posso garantirvi che le prestazioni tirate fuori tra il fattore peso/potenza ci hanno dato moltissime soddisfazioni che nessun altro motore di nessun’ altra cilindrata ci poteva donare.

(continua…)

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Anche il Motocross elettrico parla italiano : la EVOLT Bull-1 si pone al vertice della categoria.

martedì, 7 luglio 2009

la Evolt Bull1

la Evolt Bull1

Premessa: Quando alcuni anni fa Bruno Greppi , fondatore della azienda di impianti frenanti Braking decise con alcuni soci di raccogliere nuove sfida aveva in testa un obbiettivo molto ambizioso: costruire una gamma di moto per il fuoristrada ben fatte, rispettose dell’ambiente , ma capaci di prestazioni ragguardevoli e con una buona autonomia , capaci insomma di trasformare le peculiarità del motore elettrico (coppia elevata a tutti i regimi e quindi assenza di cambio)  a proprio vantaggio e l’obbiettivo venne focalizzato in una moto da fuoristrada , la Bull1, ed in una da Trial , la Deer a cui si affianca anche un originalissimo scooter , il Lizard, ma di quest’ultimo e della Deer  parleremo in separata sede.

L’obbiettivo della EVOLT , nome con cui venne coniata l’azienda (Electric Vehicle Oriented)  ,ovviamente non era facile perchè tutto quanto era già disponibile sul mercato (batterie , motori , controller ecc..) non era mai o quasi mai concepito o dimensionato per questo scopo e nessuno dei modelli a cui ispirarsi , spesso basati su semplici motori a spazzole già in uso su motofalciatori e comandati da circuiti troppo semplici li convinceva più di tanto,  quindi si è dovuto partire da un foglio bianco a cui è seguito molto duro lavoro.

Dopo lunghi segretissimi test e successive prove ed evoluzioni effettuate con la consulenza del pilota Gianmarco Rossi il prototipo della EVOLT Bull 1 esce allo scoperto è già si colloca nel gotha del motociclismo fuoristradistico con prestazioni di alto livello:

L’attenzione riservata al dimensionamento del telaio, che lo vede tra i più leggeri e resistenti della categoria, e la distribuzione dei pesi ottimale sui due assi ruota garantiscono un’elevata maneggevolezza e controllo della moto in tutte le condizioni.

Caratteristica infatti la collocazione del motore sotto la sella dove anticamente veniva collocata la cassa filtro e che trasmette il moto attraverso un doppio giro di catene , mentre invece la batteria che è la parte più pesante si trova in basso ed in posizione più centrata possibile. notare anche la collocazione orizzontale dell’ammortizzatore che di fatto è la chiave di volta che ha permesso di ricollocare motore e batterie.

L’assenza del cambio fa si che l’attenzione del pilota sia totalmente concentrata nella gestione della moto, il tutto si traduce in velocità di reazione e rilassamento durante la guida stessa.

Bull1 è in grado di ricaricare le batterie durante la fase di frenata, attraverso una sorta di freno motore, durante la prima parte della corsa della leva del freno posteriore, il motore stesso si trasforma in generatore e riversa l’energia prodotta direttamente nelle batterie. Questo garantisce un aumento dell’autonomia , che arriva fino a 2 ore di utilizzo , il tutto tramita una frenata “attiva”, che nel caso della guida in fuoristrada significa un maggior controllo del mezzo ed un minor consumo del freno posteriore, oltre a ridurne il riscaldamento.

Tutti gli apparati elettronici sono costruiti secondo elevati criteri di controllo, lo stesso motore brushless, progettato e fabbricato interamente in Italia, è impermeabile per cui può essere letteralmente immerso in acqua.

Una speciale attenzione è stata riservata all’azionamento del motore, progettato e fabbricato interamente in Italia, costruito utilizzando tecnologia Smd con microchip di ultima generazione che offrono la possibilità di alloggiare più programmi di gestione dell’accelerazione, coppia ed erogazione della potenza.

Le batterie ai Polimeri di Litio garantiscono performance di altissimo livello e durata nel tempo veramente elevata, possono essere scaricate e caricate senza incorrere in problemi di “memoria” per più di 1500 volte.

Uno speciale Bms (battery management system), progettato e fabbricato interamente in Italia, tiene sotto controllo ogni singola cella della batteria durante la fase di carica, riversando la corrente in eccesso nella cella più “scarica” con una sorta di effetto “vaso comunicante”. Tutto questo consente di utilizzare totalmente l’energia prelevata dalla rete, senza dissiparla in calore che altrimenti andrebbe disperso.

Per la ricarica delle batterie viene fornito uno speciale alimentatore digitale che permette la ricarica in circa un’ora. per altre informazioni www.evolt.it

tabella dati tecnici della Bull1:

MODELLO / model: MX

MOTORE / motor : BRUSHLESS 84Volt 3.500rpm

POTENZA NOMINALE / nominal power : 10Kw

POTENZA MAX / max power : 33,5Kw

COPPIA NOMINALE / nominal torque : 32Nm

COPPIA MAX ALLA RUOTA / wheel max torque : 480Nm

BATTERIE / batteries : 28 cells LiPo 96Volt 30Ah

AZIONAMENTO / controller : digital 120Volt 400A

AUTONOMIA / range: 2 hours off-road ride

VELOCITA’ / speed: 70-90Km/h

PESO / weight: 95-105Kg

EQUIPMENT:

FORCELLA / FORK: MARZOCCHI SHIVER

AMMORTIZZATORE / SUSPENSION: OHLINS TTX

IMPIANTO FRENANTE / BRAKE SYSTEM: BREMBO

DISCHI / DISCS: GRIMECA www.grimeca.com

TUBAZIONI / TUBES & FITTINGS: ALLEGRI www.allegricesare.com

RUOTE / WHEELS : KITE www.kiteperformance.biz

SELLA / SADDLE : ACERBIS www.acerbis.it

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Gli uomini del team Bee Good

sabato, 6 giugno 2009
i tecnici del team Bee Good

i tecnici del team Bee Good

In ogni gara c’è un universo d’uomini il cui lavoro è indispensabile per andare forte in pista, anche se il giorno della corsa l’asfalto del circuito lo vedono solo dal muretto. Sono i tecnici dei team, veri e propri angeli custodi dei piloti, il cui peso specifico nel risultato di una stagione equivale a quello del polso destro di chi guida la moto. Gli angeli che custodiscono Giovanni Borrelli e Raffaele Freda piloti del team Bee Good di Napoli, sono Gennaro Aversano, Benedetto Fontana, Diego Grosso e Antonio Tessitore, con quest’ultimo a capo della struttura tecnica: “ Siamo impegnati – dice Antonio – nelle due classi dell’Xr Trophy, il campionato organizzato dalla Harley Davidson. I nostri piloti hanno grosso modo lo stesso stile di guida e peso, e questo ci facilita perché il settaggio giusto per Giovanni di solito va bene anche per Raffaele. Le moto sono relativamente semplici, e ci viene in aiuto il kit d’elaborazione che fornisce direttamente la casa madre, che è identico per tutti i partecipanti”. Qualcuno storcerà il naso nel pensare ad un’Harley che piega, ma la Xr è una moto che si ispira al mondo del dirt track, per regalare la massima sportività che sa esprimere il bicilindrico a stelle e strisce: “Come su tutte le moto da corsa – spiega Tessitore – è possibile intervenire su più parametri per essere portata al limite dal suo rider. Il regolamento del trofeo non permette grossi stravolgimenti, così il nostro lavoro si concentra soprattutto sulle sospensioni, l’elettronica e l’impianto frenante. Le unità della Ohlins sono eccezionali, e regalano rispetto alle unità di serie una maggiore sicurezza nelle fasi della staccata e della percorrenza in curva. Il giudizio sull’impianto frenante è diverso: per Borrelli è ottimo, mentre Freda vorrebbe una maggiore modulabilità. La gestione dell’elettronica è affidata ad una centralina Screamin’ Eagle, un prodotto che come pochi conosce il pulsare del cuore di un’Harley. Gli obiettivi del team sono accumulare tanta esperienza e far divertire i suoi piloti, e le gare rappresentano solo uno degli aspetti positivi che viviamo durante il fine settimana”.
ALFREDO DI COSTANZO

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Ducati Streetfighter … prime anticipazioni dall’eicma

martedì, 4 novembre 2008
hellforleathermagazine.com

foto dahellforleathermagazine.com

foto da hellforleathermagazine.com

iniziano ad arrivare le prime chicche dal salone di Milano EICMA. Ducati presenta le novità più ricche del salone tra cui questa meravigliosa streetfighter presente nella versione base ed S. entrambe montano un motore da 155 Hp ma la S monta cerchi forgiati in alluminio Marchesini più leggeri , sospensioni anteriori e posteriori Ohlins e si soppone sia presente il traction control ed il sistema di acquisizione dati standard già utilizzato sulla 1098. l’angolo di sterzo e la posizione dei semimanubri è sicuramente più rilassante della 1098 da cui deriva e il monobraccio posteriore in un pezzo unico ne esalta sicuramente le doti dinamiche (oltre che essere sicuramente un bell’oggetto da vedere)

interessante il richiamo alla 916 nel musetto e la sapiente integrazione tra pieni e vuoti per nascondere alla vista tutte le parti meccaniche che apparivano in disarmonia con lo styling.

ricordo che già dai tempi della 999 in diversi blog molti ducatisti non entusiasti dallo styling della moto ma sicuramente entusiasti dalle doti dinamiche del mezzo e desiderosi di passare ad un assetto di guida rialzato lamentavano l’assenza di un mezzo del genere

la disponibilità è annunciata dalla primavera 2009 con la S disponibile in rosso o bianco e nero e con il telaio color bronzo con parafanghino e coperchietto del camber in carbonio. a presto per dettagli e gallery fotografiche più succose.

Giuliano Campagnola

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