Articoli marcati con tag ‘motore’

Il motore V8 della Ferrari conquista il titolo di “Best Performance Engine”

giovedì, 14 giugno 2012

Il V8 aspirato da 4,5 litri progettato e costruito dalla Ferrari si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo il titolo di “Best Performance Engine” nell’ambito del prestigioso “International Engine of the Year Awards”, battendo anche diversi nuovi propulsori sovralimentati introdotti sul mercato negli ultimi mesi. Inoltre il motore del Cavallino Rampante, caratterizzato da un angolo di 90° fra le bancate, albero piatto e lubrificazione a carter secco, elementi tipici delle vetture da corsa, è stato insignito del riconoscimento di “Miglior motore sopra i 4 litri”, esattamente come accaduto nel 2011. (continua…)

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Debutta a Bergamo la nuova LEXUS CT 200H presso la concessionaria Livio Cella

giovedì, 27 gennaio 2011

Presso la Concessionaria Lexus Livio Cella Team il 31 gennaio, 1° e 2° febbraio 2011,sarà possibile vedere la nuova CT 200h, l’unica compatta premium a tecnologia Ibrida al mondo.

Questa vettura è stata decretata nello scorso settembre come l’auto più pulita del Salone di Parigi e la meno inquinante sul commercio grazie alla sua tecnologia Full Hybrid a propulsione elettrica: soli 87 g CO2, zero pm10, zero NOx.

Emissioni così basse sono il risultato di un consumo ridotto e di un’altissima efficienza : solo 3,8 l x 100 Km, pari a 26 Km/l nel ciclo combinato. Valori dati tra l’altro, dal motore elettrico a recupero energetico. Il programma prevede per i tre giorni la prova della vettura alla mattina e al pomeriggio per la quale è necessario prenotare ed un aperitivo dopo le 18.00 con la presentazione statica della vettura.

Questo evento si sovrappone con la mostra dei pittori Alice Kirilovà e Fabio Missale presso la Concessionaria dal 31 gennaio al 6 Febbraio. L’inaugurazione della mostra si terrà martedì 1 febbraio alle 18.30 con la presenza del critico Sem Raimondi che commenterà i quadri e il design Lexus “L-Finesse”. Si metterà in relazione l’ecologia della CT 200h con i quadri di Missale e la “semplicità incisiva” dello stile Lexus con i quadri della Kirilovà.

Saranno presenti i soci della onlus A.R.M.R., associazione per la ricerca delle malattie rare; una parte del ricavato dalla vendita dei quadri sarà devoluta all’Associazione stessa.

per informazioni: Livio Cella Team
Concessionaria Lexus
Bergamo, via Borgo Palazzo, 105 tel +39 035 247600

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Ma davvero il cambio è inutile su una moto elettrica? S.M.R.E. Engineering dice di no e sembra aver ragione…

martedì, 4 gennaio 2011


nel corso dell’Eicma 2010 era stata mostrata al pubblico una supermotard dotata di un motore brushless da 40 cv circa allestita esattamente come una moto tradizionale, con un cambio a 6 marce dotato però  di azionamento elettronico … tutto questo per permettere al pilota in qualsiasi momento di ottenere l’accelerazione e lo spunto necessari. inoltre il motore è dotato di diverse mappature che a secondo della rapportatura inserita, permettono di avere uno spunto maggiore o di ottimizzare il freno motore nonchè recupero energetico in fase di scalata delle marce… verissimo insomma che che di per se il cambio rappresenta una fonte di spreco energetico per la presenza di ulteriori attriti e di tempi morti , ma è anche vero che l’ottimizzazione della erogazione che ne deriva permette di recuperarne lo svantaggio, soprattutto se l’azionamento elettronico e l’alto rendimento del motore agiscono per limitare i “tempi morti” tra una marcia e l’altra al minimo indispensabile portando il tutto ad un notevole livello di efficienza: ben 120 km con soli 0, 50 centesimi di carica.

di fatto con la tecnologia del cambio a 2 frizioni è già possibile annullare quasi del tutto questo gap. va inoltre considerato che buona part della produzione elettrica monomarcia attuale fa uso di motori a spazzole che come efficienza non hanno gli stessi valori di quelli brushless e quindi questo elemento sposta un pò l’ago della bilancia a favore della SMRE.

Ebbene il risultato di tanto sforzo è lì da vedere… in una gara a gironi  disputata in svizzera dove erano presenti anche altre motociclette elettriche quali Zero e Quantya ufficiali , la supermotard marchigiana è riuscita a battere la concorrenza 7 volte su 7 e partita dall’ultima posizione dello schieramento è riuscita ad aggiudicarsi la vittoria assoluta.

mostriamo nella parte sottostante un video delle fasi eliminatorie  della gara:

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L’appunto di Alfredo Di Costanzo

giovedì, 28 ottobre 2010

Quando nel 2006 in occasione del salone Eicma, vidi per la prima volta il motore V4 machine in bella mostra allo stand dell’Aprilia, mi colpì non tanto la relativa scheda tecnica, ma la sua bellezza. Trovai incredibile come un elemento che nasce per scopi diversi da quelli del deliziare gli occhi dei motociclisti, fosse terribilmente bello; per intenderci era come se mi trovassi di fronte ad una scultura del Canova. In quel momento capì che a Noale stavano facendo le cose non solo sul serio, ma in grande. Ingombri ridotti al minimo, superba applicazione di soluzioni tecnologiche d’avanguardia, voglia d’azzardo in uno schema fuori dai canoni industriali comuni, meritavano un contorno degno di tante meraviglie. E così è stato. Non sono certo io a scoprire che i telai che equipaggiano le moto Aprilia sono tra i migliori in assoluto, ma il marchio veneto nel 2008 ha continuato a sorprendermi; quando furono tolto i veli alla Rsv 4, quasi rimanevo stecchito. Esclamai: straordinaria! Oltre al design, degno della migliore tradizione nostrana, impressionarono gli ingombri ridotti, e l’incredibile dose di tecnica sopraffina che ogni suo elemento emanava. Da Canova si era passati a Michelangelo. La prima volta che provai la Rsv 4 Factory fu l’anno scorso sulla pista di Cellole, in provincia di Caserta. Un approccio poco graduale, fatto subito nell’habitat naturale della moto neo-campione del mondo Sbk 2010. Tra le incredibili doti che elencai nella prova che scrissi in merito, due ne voglio ricordare: agilità e tenuta di strada. Tutto noi sappiamo che queste qualità sono difficili da conciliare, perché se privilegi l’una, inevitabile trascuri l’altra. In sella alla Factory 4 cilindri a V, invece, la coperta non è mai corta; l’unica cosa di corto che riscontrai fu il grado d’apertura del mio polso. La Rsv4 Factory è una moto nata per far divertire tutti, ma che per essere portata al limite, esige talento velocistico da parte di chi la cavalca. Passiamo al lato agonistico. Il binomio Biaggi-Aprilia è stato tra quelli che più di ogni altro negli ultimi lustri ha funzionato. Nel 2009 il compito di svezzare la neonata Rsv fu affidato al Corsaro, che dopo essere stato scaricato dalla Ducati, si dedicò “anima e core” sullo sviluppo. I grandi traguardi, si sa, sono fatti di piccoli passi, e sin dai primi test, a Max più del tempo sul giro, interessava smussare gli spigoli di un progetto ancora acerbo. Il primo appuntamento in Australia illuse i tifosi, perché nelle prove Biaggi volava, ma in gara i difetti di gioventù si manifestarono tutti. Biaggi, e gli uomini del suo box, accettarono la cosa con il giusto spirito, ossia quello di migliorarsi senza strafare. Così gara dopo gara, iniziò a vedersi in pista una moto sempre più competitiva, e nel luglio del 2009, nella dependance ceca di Biaggi, arriva la prima vittoria. Quel successo risultò essere più importante di una semplice affermazione, perché testimonio che la strada intrapresa nello sviluppo era giusta. Nel finale di stagione Biaggi e la sua Aprilia furono ospiti fissi del podio, e gli avversari, specie quelli che guidavano mezzi desmodromici, iniziavano a brontolare, dicendo che la Rsv4 più che una Sbk, fosse un prototipo degno della Motogp. Ora non voglio entrare nel merito, ma dov’erano quando, sia per favoritismi regolamentari, sia per supremazia tecnica, erano loro gli alieni, e gli altri i comuni mortali? Il mondo delle competizioni è fatto di cicli che si aprono e si chiudono, e semplicemente stava per scendere il tramonto su un progetto a lungo vittorioso, con il sole dell’avvenire che iniziava a splendere su una carena sempre italiana, ma con telaio in alluminio. Arriviamo così ai giorni d’oggi: dieci vittorie, titolo piloti, titolo costruttori, sono i traguardi raggiunti. Senza entrare nello specifico delle singole gare, secondo me le più significative furono quelle di Monza. In quella occasione non solo fu registrato il record di velocità in gara, 326,9 Km/h, ma Biaggi colse una doppietta che fece capire chiaro e tondo che l’uomo da battere era lui. Affermarsi nel tempio della velocità, dove solo i più bravi hanno vinto, è stata la dimostrazione che nel 2006 a Noale fecero scelte lungimiranti.

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SWIGZ.COM presentata finalmente la moto di Yates con il kers sulla ruota anteriore

martedì, 19 ottobre 2010


Era davvero attesa al Battery Technology Expo la Swigz di Chip yates su base suzuki e la ragione di tanto fremore non è certo da sottovalutare… in primo luogo la motocicletta in questione è data per ben 183 cv alla ruota erogati da un motore AC raffreddato a liquido con una coppia che ha dell’incredibile , ma soprattutto il motivo di tanta attesa era nella prerogativa piu peculiare di questa moto , caratterizzata da un kers collocato sulla ruota anteriore , dispositivo volutamente occultato con maldestre pecette fatte con il photoshop mentre lo stesso veniva regolarmente brevettato.

Contrariamente a quanto ipotizzato , non si tratta di un gruppo motogeneratore collocato direttamente sulla ruota, ma bensì si è fatto uso di un sistema di trasmissione flessibile molto simile a quanto già visto in ambito fuoristrada per realizzare motociclette a 2 ruote motrici, che di fatto prende il moto dalla ruota anteriore ed in fase di frenata lo connette al motore presumibilmente attraverso una frizione,  sfruttando l’ effetto di una rapportatura molto corta  così da ottenere da una parte un elevato effetto frenante (dimostrato dal fatto che la motocicletta dispone di un solo freno a disco) , e dall’altra un notevole recupero di energia… va detto infatti che avendo in staccata quasi tutto il carico sulla ruota anteriore, è su quella ruota che è possibile effettuale il maggior recupero energetico. se ipoteticamente  riuscissimo a trasformare in ricarica il 100% della forza frenante della ruota posteriore , potremmo al massimo far conto sul 20% dell’effetto frenante necessario a frenare l’intera moto . andando oltre infatti la ruota andrebbe ovviamente in blocco. quindi il potenziale di sviluppo di un sistema di kers del genere del genere è estremamente promettente e permetterebbe di sottodimensionare un pò le batterie a vantaggio del peso (gravato però dal demoltiplicatore e dalla trasmissione) . tutto sta a capire se tutto questo recuperò permetterà a yates di collocare delle batterie abbastanza potenti da finire una gara rimanendo nel peso minimo… tra l’ingombro del motore e quella sorta di “cambio” collocato tra ruota e lo stesso proprio per la gestione del kers , di spazio per  le batterie ne è rimasto davvero poco. infatti il team è corso ai ripari prevedendo la collocazione di gran parte delle batterie nella coda ,con una distribuzione dei pesi che non promette di essere ottimale oltre all’effetto visivo decisamente grottesco. di fatto sulla moto presentata le batterie non c’erano e lo sviluppo è tuttora in corso.

Tuttavia apprezziamo moltissimo il coraggio del team che ha profuso così tante innovazioni in un solo veicolo a fronte di una massa enorme di partecipanti che , almeno qui in europa , preferisce affidarsi al “cosworth del TTXGP” costituito dal pacchetto AGNI .

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Da LUMENEO dopo lo SMERA ora arriva la MICRO CAR elettrica NEOMAFrom Lumeneo after the half size car SMERA it cam the full size citycar NEOMA

venerdì, 10 settembre 2010

La casa Francese Lumeneo  che come ricordere agisce con la partecipazione delle ferrovie francesi si appresta a Parigi a presentare un nuovo modello: si tratta della NEOMA , una interessante microcar a 4 posti con dimensioni paraginabili ad una smart che riprende le caratteristiche già viste sullo SMERA raddoppiandole

le batterie sono collocate sotto ai sendili anteriori così da non restringere lo spazio disponibile agli occupanti e sono agli ioni di litio. anche il motore ha dimensioni estremamente compatte. gli ingombri totali sono di 1,6 mt in larghezza e 2,5 mt in lunghezza ed i sedili psoteriori sono acilmente abbattibili per guadagnare spazio come bagagliaio.

lo Smera invece già presentato lo scorso anno , a cui è possibile imputare una certa parentela stilistica con il Neoma , ha invece caratteristiche piu simili a quelle di una motocicletta coperta. largo 1 metro e lungo 2,50 mt ha due posti collocati uno dietro l’altro , un pò come su un aereo supersonico ed ha la caratteristica di inclinarsi per poter mantenere la stabilità a fronte di una carreggiata molto stretta.

[nggallery id=93]The SMERA, a genuine response to urban driving problems… whether you drive alone

or with a passenger!

Right from the drawing board, the SMERA was intended for town and suburban driving.

Developed for ease of driving and parking, the SMERA has ideal dimensions for all our daily

trips, either for one person or together with a passenger, being less than a metre wide and

2.50m long. In addition, its active automatic tilt adds to the uniqueness of this 100% electric

vehicle.

The LUMENEO SMERA concept: avoid traffic jams and bad

weather, park easily and travel safely.

The NEOMA, practical, versatile, a perfect size for urban driving, and holds up to 4

people!

Seating up to 4… with or without luggage, getting around easily, quietly and without polluting

emissions: it will be a pleasure with the 2.5m-long NEOMA. This car offers a multitude of

possibilities to satisfy all the elements of a busy urban life-style. Versatile, compact and

ingenious, NEOMA expands the range of urban mobility solutions offered by LUMENEO.

The electric motorization allows our vehicle

designers to position its elements in a completely

new way. The electric motors are very compact,

and with the batteries being installed under the

front seats, the capacity of the interior space is

unrestricted.

The NEOMA, maximum volume in a minimum

of space, thanks to its electric motorization.

These two vehicles are 100% electric and are at home in town or on the motorway.

To come and learn more about this new model, its details and technical

specifications, visit LUMENEO at its booth in Pavilion 5.1, Row A, stand

[nggallery id=93]

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Questo fine settimana ci sarà il “1° Motoraduno Nazionale Città di Scampitella”

giovedì, 29 luglio 2010

Scampitella foto
Per questo fine settimana il Moto Club Barony Wolves invita tutti i centauri a raggiungere la località Scampitella in provincia di Avellino per festeggiare al proprio raduno l’arrivo del mese estivo per eccellenza, agosto. Scampitella fa parte della comunità montana ufita, e si trova al confine tra la Puglia e la Campania. Sull’origine del suo toponimo non si hanno notizie: si sa solo che nel suo attuale territorio esisteva il feudo di Contra, che nel 1187 fornì due militi per una spedizione in Terra Santa. Alcuni ritrovamenti archeologici effettuati nella città di Scampitella testimoniano una frequentazione umana molto antica, probabilmente legata alla sua posizione di “passo” tra la Campania e la Puglia. Numerosi sono i reperti di epoca romana recuperati nelle vicinanze del paese.Nel medioevo le vicende storiche del luogo sono strettamente legate alla Baronia di Vico (oggi Trevico), a cui il paese apparteneva. L’associazione motociclistica irpina è nata nel 2003, vanta oggi una trentina di soci, e la loro attività principale è il mototurismo: “Adoriamo – spiega il presidente onorario Bartolomeo Del Gaudio – viaggiare alla guida di una due ruote. La nostra regione si presta per chi ama gustare le meraviglie del paesaggio al ritmo delle pulsazioni del motore della propria moto. Come mete, però, non scegliamo solo quelle legate al territorio campano, ma cerchiamo di essere presenti anche agli incontri organizzati nel resto d’Italia”. Il programma del raduno organizzato dai “Lupi della Baronia” è ricco di eventi: “La motoconcentrazione – dice Del Gaudio – avverrà nel piazzale Padre Pio, nei pressi del campo sportivo. Nella giornata di sabato sono previste delle esibizioni di aeromodellismo e di falconismo. La prima è frutto della collaborazione con il Fly Club del Vulture, mentre la seconda permetterà di far scoprire agli amici motociclisti il legame secolare che unisce l’uomo al falco. La serata sarà ricca di musica, da quella rock a quella country, grazie all’esibizione del gruppo H2 0. La domenica sarà dedicata esclusivamente alla scoperta delle bellezze paesaggistiche locali, ed il percorso prevede una tappa nella vicina località di Anzano. Dopo le premiazioni di rito legate alle classifiche della Fmi, ci sarà l’esibizione del cantante Mario Bi, che chiuderà l’evento. Per quanto riguarda i costi, va detto che l’iscrizione è di 5 euro, ed è possibile soggiornare in un albergo a tre stelle alla cifra di 15 euro a persona”.
ALFREDO DI COSTANZO

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