In occasione della premiazione dei Campionati Italiani di Mototurismo del 2009, che si è tenuta nell’elegante cornice del Grande Hotel Salerno, il presidente del Comitato Regionale Campania della Fmi, Antonino Schisano, ha dato appuntamento ai motociclisti della sua regione il 20 febbraio ad Atripalda. Nella cittadina della provincia di Avellino, che la leggenda vuole essere stata fondata da Sabatio, il pronipote di Noè, presso il Centro Polivalente del Comune, alle ore 16:30 si terranno le premiazioni dei campioni regionali del 2009, e saranno illustrati i programmi ufficiali del nuovo anno: “La passata stagione – spiega Schisano – è stata importante perché ha permesso il recupero di discipline come l’Enduro ed il Cross. Queste, grazie alla nuova formula del Trofeo Sud Italia, hanno visto un interessante numero di piloti iscritti. Nel Mototurismo i moto club campani si confermano come protagonisti della disciplina. La soddisfazione maggiore è venuta però dal Motomondiale, dove un ragazzo di Napoli, Raffaele De Rosa, si è aggiudicato il titolo di miglior debuttante della classe 250”. Tante le novità che il comitato regionale campano ha in programma per avvicinare la Fmi ai motociclisti: “Gli strumenti – dice – dell’Apt e dell’Hobby Sport permetteranno ai club di avere due assi da calare in più per organizzare eventi dove i centauri godranno di tutte le tutele necessarie. La passione e la professionalità di Enzo Frezza, Dino Sorrentino e Tony Cerbone, ha permesso la creazione di un campionato regionale di Cross che si svilupperà su dieci prove. Nella Supermoto, grazie all’entusiasmo della Volpe del Sannio Enzo Gnerre, saranno sette le sfide in programma, e come gustoso corollario ogni prova avrà una gara di Pitbike-Motard. Nell’Enduro continueremo ad andare avanti con la formula del Trofeo Sud-Italia, mentre un plauso va ad Onelio Salsano, baluardo del Trial nostrano. Cercheremo di garantire al settore del Motorusimo gli standard che hanno permesso di ben figurare a livello nazionale. Nella velocità, i moto club sono al lavoro per garantire la nascita di un campionato riservato ai conduttori di minimoto. Al di là dei programmi delle singole discipline, saranno i moto club, con i loro soci, i veri protagonisti del 2010. Come presidente del comitato regionale, posso garantire che cercheremo d’essere sempre più sensibili alle richieste che questi avanzeranno, e faremo del nostro meglio per esaudirle nella maggioranza dei casi”.
ALFREDO DI COSTANZO
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Intervista a Antonino Schisano, presidente del Comitato Regionale campano Fmi
lunedì, 8 febbraio 2010Michelin presenta : il motore elettrico integrato nella ruota
venerdì, 7 agosto 2009L’ idea non è nuova di per se …anzi è vecchissima …circa un secolo fa c’erano già appplicazioni motoristiche dove la ruota ed il motore erano un tutt’uno. l’idea però è tornata in auge di recente per l’applicazione sui motori elettrici in quanto essa rappresenta una delle vie più semplici per realizzare veicoli che da una parte ottimizzino gli ingombri lasciando anche più spazio per la collocazione delle batterie e dei bagagli , e dall’altra riducano la dispersione di energia attraverso gli organi di trasmissione. l’idea quindi da una parte diventa un comodo mezzo per ibridizzare veicoli elettrici già esistenti , e dall’altra diventa un modo per ottimizzare anche veicoli elettrici puri.
Sul piano strutturale il tema è stato svoluto in questo modo. l’impianto frenante è di tipo periferico , citiamo ad esempio il leggendario BRR della BRAKING per applicazioni motociclistiche che Buell ha in qualche modo replicato sulle proprie moto di serie o i dischi a “tazza” che equipaggiavano la prima AUDI V8 già svariati anni orsono. questo permette di poter accogliere all’ interno :
- un motore destinato alla trazione da 30 kw
- un altro motore connesso alle sospensioni che attua oltree al controllo delle stesse un recupero energetico
- una sospensione attiva integrata
- ammortizzatore completo di molla.
Come potete vedere una ruota siffatta permette da una parte di realizzare un veicolo che dal punto di vista telaistico si presenta con un piale perfettamente piatto e sgombro da bracci , braccetti , barre di torsione ecc.. tunnel , alberi di trasmissione ecc . il tutto a vantaggio del collocamento delle batterie sul pianale oltre che dell’aerodinamica stessa del veicolo oltre che della semplicità costruttiva il che significa anche abbattimento dei costi.
inoltre appunto la presenza di sospensioni attive, indispensabili dal momento in cui ci si priva di organi di interconnessione meccanica tra una sospensione e l’ altra permette attraveso il motore delle sospensioni di poter attuare un recupero energetico sul moviemento delle sospensioni (che diversamente andrebbe disperso) , a tutto vantaggio del caricamento delle batterie e quindi dell’autonomia del veicolo.
De Rosa si prepara per la riscossa di Donigton
venerdì, 24 luglio 2009
NAPOLI. Il prossimo fine settimana a Donington Park, nell’East Midlands, a ridosso della famosa foresta di Sherwood, si terrà il decimo appuntamento del motomondiale. Si tratterà però dell’ultimo appuntamento per il circuito inglese, perché l’anno prossimo il gran premio d’Inghilterra di svolgerà a Silverstone. Un vero peccato, perché quello di Donington è uno dei circuiti più amati dai piloti, dove sono state scritte belle pagine della storia del motociclismo. Chi ha una ricordo speciale nelle sue curve è il napoletano Raffaele De Rosa, che nel 2004 ha esordito nel motomondiale nella classe 125 in sella ad una Honda proprio a Donington. Oggi il napoletano guida sempre una Honda, ma di 250 cc., gestita dal team Scot Racing, e sul veloce e tecnico asfalto britannico ha voglia di agguantare uno storico podio: “E’ un peccato – dice Raffaele – che l’anno prossimo non vi gareggeremo più. La pista mi piace moltissimo, anche se l’asfalto è particolarmente scivoloso. La leggenda vuole che sia dovuto al carburante perso dagli aerei che decollano dal vicino aeroporto. L’unico vero nemico potrà essere il tempo: vi piove spesso. Sono al debutto nella categoria, e per migliorarmi dovrei provare molto, possibilmente su pista asciutta. Comunque sia, m’impegnerò al centouno per cento, perché propria sul circuito dove ho esordito, mi piacerebbe cogliere il mio primo podio”.
ALFREDO DI COSTANZO
Vespami: il moto club degli appassionati di un mito
sabato, 18 aprile 2009Dal 23 aprile 1946, anno in cui l’ingegnere Corradino D’Ascanio deposita il brevetto, ai giorni d’oggi, le piccole ruote della Vespa hanno percorso tantissima strada, e sono innumerevoli le storie, le avventure, che la riguardano, ed in tutto il mondo sono sorti dei templi d’adorazione per il veicolo che ha motorizzato l’Italia, e non solo. Ruote piccole in grado di portare lontano, e a Sant’Antimo, alle porte di Napoli, ha sede il moto club Vespami, nato nel 2007 per aggregare chi da quel mito è rimasto stregato: “ Siamo cento soci – dice il vicepresidente Salvatore Caruso – uniti dalla stessa viscerale passione. Il nome deriva dalla combinazione di due espressioni, ed è una dichiarazione d’amore, una dimostrazione d’affetto verso il nostro oggetto del desiderio. La Vespa è stata attrice della storia italiana, e come nessun altra ha saputo coinvolgere motociclisti da ogni parte del mondo, al punto che chiunque ne possegga una, si sente parte integrante di una grande famiglia”. Una leggenda che ha radici lontane, che Caruso racconta in breve: “ All’ epoca della seconda guerra mondiale – ricorda – l’ingegnere Enrico Piaggio dirigeva i grandi stabilimenti aeronautici di Pontedera, che furono ridotti ad un cumulo di macerie alla fine del conflitto, con i macchinari smobilitati durante la ritirata tedesca. In un contesto sociale ed economico completamente dissestato le difficoltà erano tante. Priorità divennero la riorganizzazione, la ricerca di materie prime, d’energia, di forza lavoro qualificata e di vie di comunicazione. In risposta a queste esigenze, Piaggio riavviò la produzione con un progetto di un veicolo utilitario a due ruote, dal pratico impiego, dal costo e dai consumi limitati. L’ingegnere, il suo fidato progettista Corradino D’Ascanio ed il disegnatore Mario Deste idearono una soluzione innovativa e rivoluzionaria per i tempi; un mezzo agevolmente accessibile, con una confortevole posizione seduta, razionale e facilmente manovrabile, dotato di un motore compatto, un cambio semplice in linea, un telaio con scocca portante, robusto ma leggero. Nell’aprile del 1946 nell’ufficio brevetti del Ministero dell’Industria e del Commercio di Firenze venne depositato della Piaggio & Co. s.p.a. il brevetto di una motocicletta a complesso razionale d’organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica. Il nome nasce dall’esclamazione d’Enrico alla vista degli schizzi del progetto”. Il Vespami è impegnato anche nella scoperta dei paesaggi campani in sella alla due ruote più diffusa al mondo: “Assecondiamo – dice Caruso – la vocazione del mezzo, che permette di ammirare le bellezze paesaggistiche in assoluto relax. Siamo affiliati da tre anni alla Fmi, ed Il prossimo raduno che ci vedrà protagonisti sarà il 24 maggio sul Circuito Internazionale Napoli, in occasione della seconda edizione del Fashion Motor Event”
ALFREDO DI COSTANZO



