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Phishing sul sistema di scambio delle quote emissioni di CO2 in Europa

sabato, 6 febbraio 2010
PC con immagine emissioni gas serra e grafico

Phishing sullo scambio delle quote di emissioni di CO2

Un raggiro in Internet ha alleggerito sei ditte tedesche di 3milioni di euro di permessi sull’emissione di CO2* ed ha indotto alcuni stati membri dell’ UE a sospendere temporaneamente il commercio delle emissioni. Tuttavia, lo scambio europeo principale delle emissioni ha continuato.

I criminali all’origine del furto hanno usato le più sofisticate tecniche di Phishing, generando le registrazioni false delle emissioni inviando email per attirare le aziende ad un sito “civetta” dove sono stati persausi ad inserire i codici di sicurezza dando ai ladri libero accesso.

“I raggiri in rete -Phishing- sono più spesso indirizzati ai consumatori, invitando i clienti di attività bancarie a riconfermare le loro informazioni di sicurezza„ ha detto Phil D’Angio, direttore ed esperto in sicurezza di VeriSign; “Tuttavia, il concetto è sempre lo stesso ed è una sorpresa che i truffatori abbiano preso di mira il commercio lucrativo delle emissioni„.

Il raggiro è stato di portata globale con email trasmesse alle aziende dalla Norvegia alla Nuova Zelanda. Il crimine è stato segnalato al Procuratore Generale a Berlino e alla Commissione Europea in modo che si possa indagare. “Se operazioni avvengono a livello nazionale sono rintracciabili. Se avvengono a livello internazionale, escludendo il registro comunitario, come saremo in grado di tracciare le transazioni…„ ha detto un portavoce CE a Reuters.
“Gli attacchi di Phishing possono essere evitati con i processi di autenticazione a due fattori, come usando un codice d’accesso supplementare trasmesso al telefono cellulare della persona registrata…„ prosegue D’Angio. “L’autenticazione a due fattori è usata da qualche tempo con successo dalle società bancarie e da operatori di e-commerce ed è un sistema testato e valido contro i raggiri -phishing-„.

(*) Il sistema di scambio delle quote di emissioni di CO2, l’ETS, fin’ora è deciso dagli Stati membri, previa approvazione di Bruxelles, definisce quanta anidride carbonica ogni paese e ogni industria può emettere. Chi emette meno gas nocivi del consentito può “vendere” questa parte.

fonte: http://www.businessgreen.com

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