Articoli marcati con tag ‘fosfato’

Test su strada dello scooter Oxygen Cargoscooter

martedì, 8 marzo 2011

L’oxigen Cargoscooter è un prodotto pressochè misconosciuto nel panorama elettrico italiano benchè il marchio Oxygen goda di una certa popolarità all’estero , e in particolare negli states. Oxygen di fatto è un brand parallelo del gruppo Atala Rizzato che si è specializzato nella costruzione di veicoli elettrici , progetto che la Atala con il Lepton inseguiva già molti anni orsono.

Nel 2006 invece viene lanciato un prodotto interamente nuovo ovvero il  CARGOSCOOTER e come il nome già suggerisce , si tratta effettivamente di un veicolo destinato alle consegne veloci su due ruote. pensiamo alla posta , al catering , alle pizze o ai ricambi per motociclette nelle assistenze cittadine o perchè no alle flotte di veicoli a due ruote aziendali.

Ebbene il cargoscooter risponde ad una precisa richiesta del mercato ad una esigenza di OGGI e non di un futuro remoto… quello di poter avere un mezzo utilizzabile SEMPRE indipendentemente da blocchi stradali di ogni genere , zone ZTL , zone pedonali ecc con un costo carburante pari ad un decimo di un equivalente a benzina , nssun bollo ed assicurazione dimezzata.

Ok… ma come va questo veicolo? è proprio quello che abbiamo avuto modo di appurare recandoci direttamente a Padova presso l’azienda e testandone un assolutamente standard messo a disposizione per la Stampa.

la prima osservazione è OK , le linee non sono di quelle attraenti… anzi è per  certi aspetti anche un pò bruttino , ma in fondo di tratta di un veicolo destinato alla funzione e non certo ad essere ammirato per strada.

Per farci capire capire di che cosa stiamo parlando , la persona che mi deve consegnare lo scooter decide di lasciarlo cadere per terra. nemmeno un graffio. lo scooter è concepito per fare in modo che nessuna parte della carrozzeria e della struttura possa essere danneggiata in una caduta. due speciali paramani tubolari proteggono le leve e il manubrio e due tubi paralleli nella parte bassa del telaio proteggono la parte inferiore dello stesso che si presenta come una sorta di slittino.

Ovvio che con una simile premessa mi aspetto di guidare un oggetto mostruosamente pesante ed invece non è così… la prima cosa che stupisce è la facilità con cui si issa sul cavalletto con una pressione di soli 30 kg sul pedalino dello stesso. merito di una corretta progettazione e di un buon centraggio delle masse.

Ma andiamo oltre… Una volta compresa la procedura di accensione lo scooter si presenta come agile e scattante. il motore è prontissimo con una coppia ed una accelerazione davvero buona e quello che sorprende ancora di piu è l’agilità del mezzo. tutti i pesi sono al di sotto dell’asse mediano del veicolo e quindi si puo inclinare a destra e sinistra e addirittura appoggiarlo a terra e rialzarlo con una facilità sorprendente. Questo si che è frutto di una buona progettazione , di un prodotto che ricordiamoci è NATO elettrico e non lo è diventato dopo in una sorta di vernissage filoecologico di un prodotto ormai obsoleto come spesso accade.

L’intero gruppo di controllo del motore si trova chiuso in un carter stagno all’interno del forcellone ben protetto da acqua o altri agenti atmosferici mentre invece il motore è interamente dentro la ruota.

Nel telaio trovano invece posto il BMS e le batterie , tutte al litio e capaci a secondo dell’allestimento di garantire 60 – 90 e 120 km ma attenzione: parliamo di percorrenze calcolate con un guidatore e 90 Kg di carico! il “60 km” ne fa invece comodamente 75! le batterie fornite dalla Valence dal resto sono lo stato dell’arte per quel che riguarda le batterie al litio. stiamo parlando di batterie al litio ferro fosfato con elettrodo in Manganese , che a differenza della già pur buone Li Fe Po4 “tradizionali” hanno una spiccata tendenza a lavorare bene anche alle basse temperature , e garantiscono ben 2000 cicli di carica ! in poche parole stiamo parlando dell’ Hummer degli scooter ovvero di un veicolo realizzato con standard severissimi che oseremmo definire militari per dare caratteristiche inarrivabili ad un comune veicolo a benzina oltre che a molti scooter elettrici.

Tutto questo ovviamente ha un costo che però si ripaga ampiamente con il tempo. L’ hanno capito molto in fretta i titolari delle poste svizzere che dopo una fase di severissimi test , hanno comprato ben 250 cargoscooter e ne sono rimasti talmente soddisfatti che han deciso di rimpiazzare TUTTI i veicoli a due ruote a benzina con questo.

Tornando al test , dal nostro punto di vista i risultati sono stati strabilianti. il motore spinge molto bene ed è molto fluido sia nella modalità full power che in quella a bassa coppia , concepita per permetterne l’uso su strada  sdrucciolevole.

La piccola ruota anteriore non fa sentire il “passo del veicolo” e sinceramente non si sente la mancanza di un freno a disco anteriore. semmai il disco posteriore se si viaggia scarichi a volte è un pò brusco , ma sempre facilmente controllabile. ci hanno però anche segnalato che i pneumatici adottati sull’esemplare da noi in uso non erano davvero piuttosto economici.

la posizione di guida è effettivamente un pò eretta però questo permette di centrare bene la massa del cestone di carico e di non avere uno scooter sostantemente impennato. da una parte considerate che il nostro tester è un omone di 192 cm e che comunque le gambe dello stesso hanno comunque trovato spazio sotto lo scudo del cargoscooter senza mai toccarlo. la pedana è piatta ma su due livelli. uno piu basso a destra e sinistra del tunnel per i piedi e poi sopra al tunnel centrale trovano facilmente spazio merci d’ogni genere.

La sella è veramente molto comoda mentre invece lo spazio sottosella è effettivamente un pò poco anche se obbiettivamente questo scooter non è concepito per alloggiare merci al suo interno ma bensì al di fuori dello stesso. semmai questa è una limitazione per la versione “civile del cargoscooter” ovvero quella con il faro sul manubrio e con la sella doppia. però in compenso ci sono autonomie inarrivabili da scooter della concorrenza e la linea, quando ci si fa l’occhio , non è poi così male.

Ora sembra che l’interesse per questo veicolo stian nascendo anche in italia. sono in via di concretizzazione contatti con eco-rent.it per organizzare un porte aperte a Bergamo ad Aprile così da permettere alla potenziale clientela di testarne la bontà delle caratteristiche.

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TREXA PLATFORM: l’auto elettrica te la fai da te!

venerdì, 22 gennaio 2010
il pianale elettrificato TREXA

il pianale elettrificato TREXA

Devo dire che ossero sempre stupito in che modo le cose si muovono attorno al mondo dell’elettrico… è incredibile come questa rivoluzione assomigli a quanto avvenne piu di cento anni fa quando le prime auto a benzina e a vapore facevano timidamente capolino sulle strade , mentre sulle prime tra i costruttori ufficiali di carrozze a cavalli NESSUNO osò cimentarsi nella motorizzazione di un veicolo esistente. dal resto le perplessità erano molte… i primi motori a benzina erano estremamente inaffidabili , la benzina veniva vaporizzata nei cilindri ed ancora non esisteva un vero carburatore… la pompa dell’olio era a mano e bisognava ricordarsi di azionarla ogni tanto, l’avviamento era a manovella ed accenderli era una vera impresa… le auto a vapore per contro richiedevano una lunga preparazione preventiva per mandare in temperatura la caldaia e cominciare a produrre vapore e di tanto in tanto c’era il richio di esplosione… dal momento che c’erano molti problemi da risolvere la varietà tecnica di questi veicoli era ampissima e la risoluzione dei problemi dal momento che si vagava in un campo inesplorato era affidata all ingegno ed alla fantasia di pochi spavaldi pionieri . Ora che l’era dei veicoli a combustione interna ha piu di cento anni di storia chi l’avrebbe detto che con l’arrivo dell’elettrico saremmo ritornati all’epoca in cui si compra il pianale e lo si porta dal “carrozziere” per farlo allestire. Non stiamo scherzando! è tutto vero! il costruttore americano TREXA ha presentato un vero e proprio pianale bell’ e pronto per poterci appiccicare sopra una carrozzeria e partire! la struttura è in tubi di acciaio al carbonio , aluminio , materie termoplastiche e fibra di carbonio ed al suo internopuo alloggiare batterie al litio ferro fosfato abbastanza grandi da poter fare 170 km con una carica il tutto spingendo una coppia di motori capaci di spingere il veicolo a 160 orari e di accelerare da zero a 100 in 8 secondi netti. all’interno del veicolo c’è un caricatore da 6 kw capace di compiere una piena carica in 4 ore (a patto di avere una presa che regge i 6 kw contro i 3 di un impianto casalingo normale). se siete curiosi andatevi a vedere il sito del costruttore http://www.trexa.com/ fonte www.trexa.com

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DERBI sta testando la GPR Elettrica realizzata da VEMA. quale futuro?

mercoledì, 16 dicembre 2009
le Derbi potrebbe produrre questa moto?

le Derbi potrebbe produrre questa moto?

Al Salone di Milano avevamo avuto modo di parlare con il titolare della VEMA di Wolfsburg , una azienda altamente specializzata nella elettrificazione di veicoli , che mostrò appunto il prototipo di una  Derbi 125 profondamente modificata per alloggiare un motore elettrico raffreddato a liquido da 22kw dotata di batterie litio ferro fosfato collocate nella zona anteriore del telaio dove normalmente andrebbe collocato il radiatore. questìultimo invece e stato collocato sul muso del veicolo. il motore invece di generose dimensioni e collocato al centro e connesso alla ruota posteriore con una tradizionle catena. Partners della tedesca Vema GMBH sono la Volkswagen , la Derbi , la Maruti e la FEV mentre per quel che riguarda le batterie impiegate il partner e la canadese Delaware Power Sistems.

Ebbene , secondo i “rumors” non e un caso che Vema abbia effettuato questo studio proprio su una Derbi… pare che la Piaggio stessa abbia commissionato alla Derbi lo studio di un veicolo full electric di alte prestazioni con cui entrare al piu presto nelle competizioni e che serva come base per un prodotto destinato alla produzione in serie. l’obbiettivo potrebbe essere il campionato TTXGP piuttosto che quello FIA , ma quello che e ancora piu importante e che quindi l’interessante prototipo ( tra l’altro decisamente molto curato nella realizzazione ) è molto probabilmente destinato alla realizzazione in serie e non sarebbe soltanto un “demo” delle capacità realizzative dell’ottima VEMA.

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la LND BATTERY LTD presenta le proprie batterie al LiFePO4

domenica, 21 giugno 2009
elementi di batterie al LiFePO4

elementi di batterie al LiFePO4

Il produttore cinese di accumulatori al LiFePO4 chi ha inviato una fiche tecnica con riassunte le caratteristiche tecniche delle batterie al litio ferro fosfato destinate all’autotrazione da loro messi a punto.

Gli elementi batteria esistono sia in assemblaggio cilindrico con capacità che varia da 2200 a 10.000 mA/h che prismatico con un discharge rate di 10C , mentre nell’assemblaggio prismatico la capacità varia da 10Ah a 200Ah con un discharge rate di 2C

prendendo ad esempio l’elemento da 24V – 20Ah normalmente montato su mountain bike elettriche: è capace di erogare 40Ah (2C) continui capacità di scarica totale del 95% – il ciclo di vita al 100% DOD 0.5C è di 2000 cicli oltre il quale conserva una capacità residua dell’80% – può essere caricata in un ora al 90% (1c) e ha un peso dichiarato di soli 7,8 kg.

In un test condotto in canada da un importatore , questa batteria è stata in grado di percorrere 24 miglia con soltanto 2/3 della carica viaggiando sempre a velocità massima e superando anche alcuni rilievi. durante il test il voltaggio minimo è stato di 20,3 volts ed il massimo amperaggio di 38A.

la LND ha anche sviluppato una propria tecnologia di BMS che di fatto è il sistema di gestione dell’energia che fa in modo che ciascun elemento del pacco batterie montato in serie rispetto agli altri si scarichi in maniera omogenea, questo per evitare che la scarica eccessiva di un solo elemento comprometta l’autonomia dell’intero pacco.

le funzioni del BMS sono:

a)controllo scarica: assicurare che la tensione di ciascun elemento non scenda sotto i 2V (tensione nominale 3,2V)

b)controllo sovraccarica: assicura che la tensione di ciascun elemento non superi i 3,7 v. la tensione massima sopportata da ciascun elemento è 4V

c)controllo del livello di amperaggio di scarica di ciascun elemento: la capacità di scaricarsi è tenuta al di sotto di 3C proprio per evitare il danneggiamento di ciascun elemento.

d)funzione di bilanciamento : fa in modo che la tensione di tutti gli elementi della batteria si mantenga omogenea.

per ogni informazione contattate direttamente la LND presso il sito: www.LNDpower.com

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AGGIORNATO:la Start Lab – Open Street , la microvettura elettrica a noleggiabile a Bergamo che si guida senza patente.

domenica, 21 giugno 2009
star lab - open street.

start lab - open street.

la Start lab Open Street è una microvettura elettrica prodotta in italia e omologata come quadriciclo che rientra nella stessa categoria di microvetture quali la Ligier , Aixam, Grecav e tante altre ma sulle quali dimostra un indubbio vantaggio… quella di essere ad emissioni XERO e quindi guidabile con patentino per ciclomotore e parcheggiabile ovunque anche nei giorni a circolazione zero e nelle zone bloccate al traffico.

Nell’uso pratico si rivela un validissimo commuter urbano a due posti . un bagagliaio abbastanza capiente ed una autonomia di circa 65 km con una velocità massima di 55 orari (ma l’impressione è che vada un filino di più) ed una accdelerazione davvero ragguardevole come potrete vedere dai filmati che mettono in evidenza anche la buona tenuta di strada. è stata infatti provata in un ampio piazzale ed abbiamo potuto constatarne le buone caratteristiche di guida… tenuta di strada da Go kart grazie all’ottima cella in aulluminio e le sospensioni indipendenti , una buona frenata rigenerativa ed un motore brushless completano il tutto. se il risultato è questo con delle batterie al piombo Gel ci chiediamo cosa potrebbe fare con un set di batterie al Litio Ferro Fosfato che tra l’altro sono ricaricabili in 15 minuti al 50%  e ridurrebbero di molto il peso già esiguo con una densità di carica molto superiore e caratteristiche ulteriormente migliorate con costi sempre comparabili ai quadricicli a benzina.

Se volete provarlo potete rivolgervi presso PUNTOGIALLO a Bergamo. Puntogiallo già pioniore nel noleggio delle biciclette a pedalata assistita ho infatti messo a disposizione la START LAB per il noleggio a tempo così da permettere a chiunque voglia raggiungere il centro di Bergamo senza l’assillo dei blocchi al traffico e con la possibilità di fare shopping parcheggiando nelle zone antistanti ai negozi . il noleggio è rivolto anche ai quattordicenni che vogliono valutare l’acquisto di un quadriciclo elettrico in alternativa allo scooter o alla motocicletta 50 c.c.

Puntogiallo si trova oltretutto in una zona antistante ad un ampio parcheggio LIBERO ed è pochi chilometri dall’aeroporto di orio al serio e dalla stazione centrale di Bergamo – potete contattarli dal sito www.puntogiallobergamo.com o chiamando lo  035-4522275 il prefisso internazionale è +39  per chi chiama da fuori italia.

AGGIUNTA DEL 22 gennaio: Aggiungiamo ulteriori notizie riguardo al costruttore dei veicoli: la START LAB è un produttore ITALIANO è il modello OPEN STREET èd il modello visibile in questa foto ora disponibile RISTILIZZATO e dotato anche con batterie al LITIO  che ne portano l’ autonomia  a oltre 80 km a pari condizioni.

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