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TTXGP Anglesey : Himmelmann e la Munch campioni del mondo!TTXGP FINAL; Himmelmann lifts the trophy for the second consecutive year!

sabato, 22 ottobre 2011

Quest’anno il suggestivo circuito inglese di Anglesey ha ospitato la finale mondiale TTXGP , dominata per il secondo anno consecutivo dal team tedesco Munch e dal suo ormai veterano pilota Matthias Himmelmann, a oltre 40 secondi di distacco si è classificato secondo il cinese Chi fung Ho con la sua Zongshen infine ad un ulteriore gap 40 secondi rispetto alla moto asiatica si è classificata terza la ARC EV di Richie Welsh.

Bellissimo il circuito di Anglesey situato sull‘omonima isola che si affaccia sull’oceano creando uno scenario unico, non altrettanto unica invece la griglia dei partecipanti con solo quattro moto al via.

Cronaca della Gara:

Dalla casella numero 1 parte in pole la Munch numero 49 di Himmelmann autore di uno strabiliante 1.39.311 tempo equiparabile alle prestazioni di una 600 cc , secondo a 3 secondi c’è Ho con la Zongshen , terzo Richie Welsh su ARC EV e quarto a completare lo schieramento David Hallet su Mavizen. Parte subito bene Himmelmann che preannuncia un dominio , dietro la Zongshen di Ho si vede tallonare dalla ARC EV di Welsh mentre il fanalino di coda spetta ad Hallet. Himmelmann gira 3-4 secondi al giro più veloce rispetto al suo primo rivale Ho su Zongshen che a sua volta distacca la ARC EV e la Mavizen. La superiorità della Munch è imbarazzante anche su un circuito lento e stretto che non esalta le prestazioni della moto tedesca ed Himmelmann taglia il traguardo con 40 secondi di vantaggio da Ho secondo e 84 sul terzo Richie Welsh e un giro da Hallet.

Conclusioni&Curiosità:

Questa è veramente una finale mondiale?

La Finale mondiale è stata spostata nel giro di pochi giorni dal circuito spagnolo di Albacete, come previsto da calendario stilato in collaborazione con FIM, al circuito di Anglesey senza l’appoggio della federazione internazionale e senza nessuna motivazione o giustificazione salvo alcune affermazioni riguardo la ricerca di un tracciato capace di equivalere le prestazioni delle moto equipaggiate da motori a spazzole a quelle con motori brusheless. I risultati di questa cattiva gestione sono scrutabili solo raffrontando i numeri ; con 4 moto partenti contro le 8 del 2010, imparagonabile anche lo spettacolo offerto dal duello Himmelmann Vs Brannetti avvenuto lo scorso anno con la fuga solitaria di Himmelmann di questa edizione infine per il secondo anno consecutivo si è mancato l’obbiettivo principale della finale mondiale, quello di concentrare le moto elettriche più competitive al mondo in un‘unica gara, visto che le moto made in USA ,attualmente le più competitive, non hanno partecipato alla competizione.

Il nuovo Motore Agni è pronto ma la dogana lo ferma!

Per la finale mondiale la casa motoristica angloindiana aveva pronta un’arma segreta con il debutto anticipato del nuovo motore, frutto di un anno di sviluppo ma causa di ritardi burocratici accorsi alla dogana i tecnici non hanno potuto provare il nuovo componente nelle libere e quindi si è scelto di non rischiare il debutto in gara e rimandare tutto al prossimo anno.

Classifica al Traguardo.

1) Matthias Himmelman – Munch team – 15:16.621
2) Ho Chi Fung -  Zongshen team + 40.162 s
3) Richie Welsh -  Arc EV  team   + 83.769
4) David Hallet – Mavizen TTX02  +1 lap

FONTE: http://motoelettriche.wordpress.com/
TTXGP World Champions 2011 are Muench Racing.

12 rounds, 3 continents, 1 champion. A rewarding end to a very challenging 2011. The TTXGP World Championship 2011 concluded in Anglesey on Oct 15/16 and proved to be a thrilling exhibition of technology and talent.

The Spectators were treated to an exciting first practise of the day, a mixed and open grid of petrol bikes of all shapes and sizes alongside the futuristic electric TTXGP machines.  Whilst the electrics were permitted to start the practise by the ACU,  it was from the back of the grid, but to the amazement of spectators; the Münch Machine piloted by Matthias Himmelmann gave chase the best out there whilst the light nimble bike of Ho Chi Fung from China’s Zongshen was certainly mid field of the 400cc bikes out on the track this weekend.

The paddock was charged with talk of the Electric Bikes with crowds coming through the TTXGP paddock area.  It was a fantastic reception for the teams by the local fans and that coupled with the fact that Anglesey strives toward sustainability and energy efficiency in motor sport making it the perfect partner for TTXGP.  The Circuit uses wind to provide energy to the paddock….

Sadly the day did not start well for all with Team Zongshen losing one of its two bikes due to a cell failure that could not be recovered.  However Ho Chi Fung did the team proud flying round the track on a fault free morning practice as well throughtout the race.  It was the best and most confident we have seen this rider all season.  The technical track suited the bike well and the fans were certainly impressed.  With an average race speed of 71.113 he was only 3 seconds slower on his brushed DC powered bike on average than the AC engine of the Muench TTE.  Ho Chi Fung commented “Im very happy. I worked hard with the engineers and mechanics from the start of the season. We gained confidence and gradually increased the speed of the bike…To be 2nd in the Euro championship was unexpected, and lucky (in out 1st year). Some of the other teams had problems . We have gained good experience this year, and will take that knowledge forward to next year and the future.”

No. 48 Matthias Himmelman for Muench Racing was by far the star of the show; over 4 seconds faster on every lap than his closest rival Himmelman looked strong from start to finish. Himmelmann was leading by a very impressive 21.4 seconds, into 7th lap and looked untouchable.  His fastest lap time of 1:39:311 was comparable to the 600cc bikes on the track that weekend and demonstrated a significant improvement year on year.  By the 9th and final lap he was simply flying, finishing 40.162 second ahead of his nearest rival, Ho Chi Fung of Zongshen.  The win represents the second consecutive year at the top of the pile of world electric race teams.

This was an amazing turnaround for the team after a major technical failure in the opening round of the Euro Championship. Racer Matthias Himmelman said “I worked hard over the winter riding bicycles and weight training, to get fitter for this seasonand it has paid off, I will continue to do this for the future. My favorite race of the season was SPA francorchamps, it is an amazing circuit. All the development that we do with these race bikes goes into our plan to make production bikes.’

The teams cheif engineer Thomas Schuright added “We had a hard start to our season losing the first bike, and also after Laguna Seca we made some modifications to our motor which made us a lot faster …We plan in the future to not only ride our electric powered race bikes, but to charge them at the track through renewable energy such as solar panels”

The bike has been getting better and better with every race and the team have some exciting plans for the future… with more than just hints of a production racer for sale or hire soon they are certainly one to follow very closely in the coming months.

Credit all photos by Neil Lambert

TTXGP FINAL results

pos no. Name make laps total time diff ave. speed best time best speed inlap
1 49 Matthias Himmelman
Muench Racing team
Muench TTE 9 15:16.621 - 74.229 1:39.311 76.124 9
2 59 Ho Chi Fung
Zongshen
Zongshen 9 15:56.783 +40.162 71.113 1:45.177 71.879 2
3 48 Richie Welsh
Arc EV
9 16:40.390 +1:23.769 68.013 1.48.787 69.494 2
4 53 Davd Hallet
David Hallet Racing
Mavizen TTX02 8 1:

PRESS RELEASE TTXGP

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Mission Motors presenta R , la risposta americana a Mavizen e CRPMission Motors teases with racy silhouette of Mission R

giovedì, 4 novembre 2010


Era da un pò che non si sentiva parlare della Mission Motors… dopo un anno sabbatico lonbtano dalle competizioni , l’ultima volta che avevamo sentito parlare della Mission era in occasione di un imminente accordo con la Zongshen , costruttore cinese di motociclette già ormai da tempo impegnato nell’affermare il proprio marchio attraverso una partecipazione alle competizioni sportive, e a sugellare l’accordo erano state circolare foto di una avvenente modella cinese a cavallo di una Mission One…

Allo stato attuale non sappiamo quale sia lo stato delle trattative tra i due marchi , ma il fatto che la Zongshen si sia iscritta al motomondiale TTXGP con Suzuki Agni anzichè di una Mission one aggiornata a nostro avviso la dice lunga su come è andata a finire… anche se non è detto.

A far pensare ad un abbandono del campo moto è stato anche un recentissimo comunicato stampa (due giorni fa)  dove Mission presentava al pubbloico un innovativo powertrain caratterizzato da un modernissimo motore AC raffreddato a liquido,  batterie al litio  e  un controller su misura con potenze “automobilistiche”…ed invece Mision che ti combina? ecco sbucare questo intrigante teaser che la dice lunga sulle intenzioni di Mission in merito alla volontà di sotterrare l’ascia di guerra… non si tratterebbe però di una moto ufficiale , ma di una moto clienti destinata ad essere cavalcata da privati esattamente come avvenuto con CRP e Mavizen.

Le linee sono molto intriganti e colpiscono la curiosa inclinazione all’indietro dell’ammortizzatore posteriore e le forme snelle che fanno pensare ad una motocicletta assai piu leggera della monumentale One realizzata su base telaistica KTMLC8 dello scorso anno. potrebbe addirittura trattarsi di una Formula 75 ovvero di una TTXGP “junior”… tutto quello che si sa è che il motore è prodotto da Mission stessa ed è raffreddato a liquido ,


If you were worried that the recent announcement by Mission Motors of a new drivetrain division meant an end to the company’s future motorcycle plans, the release of a new teaser image should calm you down. Appearing on their freshly revised website, a silhouette of the “Mission R” shows an electric bike that’s clearly not designed for cruising the boulevard.

The company is all “mum’s the word” about the performance-oriented machine (despite our best Jedi mind trickery) beyond that it’s “…what’s next on the moto side, the Mission R.” But the image does tell us something. It’s not the Mission One in either street or Bonneville Salt Flat guise. The fairing, seating and tailstock are quite different, as are the wheels and the angle of the rear shock. Considering the components that Mission is now selling, it also very likely features a liquid-cooled AC motor and controller.

The “R” in motorcycle nomenclature typically stands for “race” so we’ll crawl out on that limb and say this bike is meant for the track. Whether the Mission Motors team will race it themselves or offer it up for others à la the Mavizen and CRP Racing model is unknown, but if they want to make some sales, they’re going to have to demonstrate that the Mission R is superior to the current offerings from those companies.

Source:www.autobloggreen.com

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Photo Gallery del TTXGP 2009

sabato, 13 giugno 2009

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fonte www.ttxgp.com

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Rob Barber con la anglo indiana AGNI trionfa al TTXGP. inseguono la XXL di Schoenfelder e la Brammo di Buckley. (in Italian and English)

venerdì, 12 giugno 2009
Barber su AGNI

Barber su AGNI

(IT)12 Giugno 2009 , Isola di Man – La prima competizione mondiale per motociclette ad emissioni zero denominata TTX GP e disputatasi su un unico giro di 61 km del celebre circuito sull’isola di si è conclusa oggi pomeriggio.
Il vincitore della classe PRO già rivelatosi agguerritissimo nella giornata di prove di giovedì è stato Rob Barber alla guida della AGNI, che ha chiuso il giro in 25 minuti e 53 secondi migliorando di quasi un minuto il tempo delle prove alla media oraria di 87,434 miglia.
Vincitore invece della classe OPEN  è stato Chris Heath alla guida della americana Electric Motorsport.
Alcune considerazioni aggiuntive… sulla base dei risultati si può dire che ha pagato la semplicità dei progetti e la leggerezza dei mezzi nei confronti di soluzioni ipertecnologiche. la superpotente Mission ha evidentemente peccato in agilità ed ha preso la “paga” dalla Brammo che di fatto ha una base telaistica da motoleggera , e anche la avveniristica Cszycs con 3 motori controrotanti e batterie in gischi di fibra di carbonio , è stata terminata troppo tardi e non si è mostrata ancora pronta , al contrario di   AGNI e XXL che si son dimostrate più a punto e meglio sfruttabili con la prima che ha surclassato tutti di grande misura… bisognerebbe anche valutare il peso fattore umano… al TT non si vince senza manico e sicuramente Barber è stato in grado di cavare il meglio da questa moto in un circuito dove l’abilità , il coraggio e l’astuzia conta sicuramente tantissimo. senz’altro la guida dell’elettrico richiede peculiarità per le quali non ci si può documentare più di tanto se non facendo esperienza diretta ed avvalendosi del proprio intuito …. occorre una guida pulita e bisogna lasciar scoorere la moto evitando staccate violente che non hanno alcuna efficacia nella ricarica rigenerativa … ad ogni modo Mission e Cszycs pur con un dispendio di mezzi notevole ne sono uscite con le ossa abbastanza rotte… chissà se l’anno prossimo si ripresenteranno.

(UK)June 12, 2009, Isle of Man – The electric bikes competing in the TTXGP, the world’s first zero carbon eGrandPrix, have completed the race. In the BEST BUY PRO Class, UK/India-based team Agni with rider Rob Barber secured first place with a time of 25mins 53secs and an average speed of 87.434mph. In the OPEN class US based electric motorsport secured the win with rider Chris Heath secured first place with a time of 34mins 17secs and an average speed of 66.022 mph.

Second and third place in the BEST BUY PRO Class were secured by the German XXL Racing Team with rider Thomas Schoenfelder (time: 29mins 04secs/average speed 77.841mph) and the US-based Brammo Bike with rider Mark Buckley (time: 30mins 2secs/average speed: 75.350mph), respectively.

In the OPEN Class, second and third places were secured by US based Barefoot Motors with rider Chris Petty (time: 36mins 23secs/average speed: 62.219mph) and team TORK from India with rider John Crellin (37mins 26secs/average speed: 60.475mph).

Is clear: the true winner of the TTXGP was the simplicity… who try to build expensive and weighy bike for try to found the best speed performance fail his goal. , Agni , XXL and Brammo realized over existing frames with a very simple project and with light frames beat of grat measure complex bike like Mission and Cszycs realized with aerospatial tecnology… and probably dont give the correct weight to the human factor… the driver still have big importance in TT and sure Barber with his bike made one masterpiece… who knows if in future the Mission and Cszycs will come again?

Full race results

BEST BUY PRO Class

Pos 1 AGNI X01 (Rob Barber) – Time: 25:53:50 – Speed: 87.434

Pos 2 XXL Racing Team (Thomas Schoenfelder) – Time: 29:04:93 – Speed: 77.841

Pos 3 Brammo (Mark Buckley) – Time: 30:02:64 – Speed: 75.350

Pos 4 Mission Motors (Thomas Montano) – Time: 30:33:26 – Speed: 74.091

Pos 5 HTBlauva (Paul Dobbs) – Time: 36.10.63 – Speed: 62.575

Pos 6 Brunel X-team (Stephen Harper) – Time: 56:27:89 – Speed: 40.092

OPEN Class

Pos 1 Electric Motorsport (Chris Heath) – Time: 34:17:30 – Speed: 66.022

Pos 2 Barefoot Motors (Chris Petty) – Time: 36:23:06 – Speed: 62.219

Pos 3 TORK (John Crellin) – Time: 37:26:01 – Speed: 60.475

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TTX GP : altri due partecipanti scoprono le carte

mercoledì, 6 maggio 2009

Cresce l’attesa per il Tourist Trophy e via via i vari partecipanti stanno svelando le carte.

Partiamo dalla Electric Motors che si schiera alla partenza con due motociclette: una è una versione leggermente modificata di un modello prodotto dalla Electric Motors stessa chiamata GPR-S di cui potete trovare notizie su un recente articolo di  motoblog.it capace nella versione di serie di circa 14 cavalli ed una autonomia da 50 a 90 km è di fatto l’equivalente di una 125 4 tempi mentre invece l’altro modello  R-144  destinata a partecipare nella categoria OPEN è in effetti basata sullo chassis di una Yamaha R1 ed è sicuramente votata per prestazioni ben superiori.

le fotografie provengono da autobloggreen.com

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dagli USA ZERO X presenta ZER0 S il supermotard elettrico!!!

martedì, 7 aprile 2009

zero-s-front-quarterjZero X , azienda americana pioniere del fuoristrada elettrico di cui abbiamo già parlato agli esordi del “nuovo corso” di Motorcafè , dopo avere recentemente presentato la gamma 2009 offroad , ha mostrato al pubblico la versione definitiva del modello supermotard.

Non si tratta di un semplice adattamento stradale del modello Mx o enduro…si tratta di un modello profondamente diverso con un telaio bitrave dalle linee decisamente diverse da quanto proposto nel modello da cross caratterizzato da una forma a “scatola” che ingloba il pacco batterie al centro. è stato scelto invece di posizionare un pacco batterie di dimensioni maggiori in una slitta posizionata dentro le travi di un telaio perimetrale .

queste le prestazioni (fonte autobloggreen.com come dal resto le foto)

Autonomia: 90 Km.
Motore
Tipo Brushess a magneti permanenti
Coppia 62.5 ft-lbs (84.6 Nm)
Potenza nominale 31 CV
Potenza elettrica di picco 22Kw watts
Top Speed 60 mph (96.6 kph)
Power System
Type Patent-pending lithium ion array
Capacity 4 kWh (58volts @ 70Ah)
Range Up to 60 miles (97 km)
Recharge time Less than 4 hours
Input Standard 110V or 220V
Drive Train
Transmission Clutchless one speed
Drive system 15T / 61T, 420 Chain
Chassis / Suspension / Brakes
Corsa sospensioni anteriori 8 inches (203 mm)
Corsa sospensioni posteriori9 inches (229 mm)
Freni anteriori 2 dischi flottanti in acciao comando idraulico.
Freno posteriore a disco flottante idraulico
Ruota anteriore 110/70-16
Ruota posteriore 140/70-16
Dimensioni
passo 55.75 inches (141.6 cm)
altezza sella 35.5 inches (90.2 cm)
Angolo del canotto di sterzo 24 °
Trail 3.26 inches (82.8 mm)
Ampiezza angolo di stezo + 35°, -35 °
Peso
Telaio 29 pounds (13.2 kg)
Peso totale senza pacco batterie Power Pack 145 pounds (65.8 kg)
Power Pack 80 pounds (36.3 kg)
peso totale 225 pounds (102.1 kg)
Economy
Typical cost to recharge Less than $.01 per mile or kilometer

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Mission One presenta: EV sport bike l’elettrica da 240 Km/h

giovedì, 5 febbraio 2009

Era prevedibile che l’effetto TESLA si ripetesse anche tra le moto… svelata oggi al TED (Technology, Entertainment, Design)  e disegnata Yves Béhar ed è attesa al debutto il 12 giugno 2009 nel TTXGP , un trofeo internazionale per moto elettriche che si disputa sull’isola di Man in inghilterra. dal resto  la tecnologia esiste. nessuno la nasconde più. ora bisogna solo appurare che una fetta di mercato tradizionalista fino al midollo come quello dei motociclisti sia pronto a queste novità… di fatto il signor Forrest North ed i suoi soci fondatori Edward West e Mason Cabot hanno messo insieme un autentico Dream Team con un incredibile bagaglio di esperienza nell’ambito elettrico per arrivare a questo risultato. 240 orari per 240 km di autonomia con una ciclistica di riferimento ed il meglio che c’è sul mercato in fatto di componentistica. si potrà discutere sul design forse un pò troppo avveniristico ma c’è da scommeterci che i primi 50 nababbi che si compreranno queste creature nel 2010 al prezzo $68,995 gradiranno il fatto che il mezzo non passi inosservato.

elementi di nota: un motore trifase raffreddato a liquido!!! . batterie che si ricaricano interamente in due ore.  , frenata rigenerativa regolabile che si può aggiustare in funzione delle necessità settandola sul peso del pilota. sistema di acquisizione dati integrato. freni brembo e ruote marchesini…una garanzia!

P O W E R T R AI I N
Battery Pack High Energy Lithium-Ion with Integrated Safety
Motor Liquid-cooled, 3 phase AC Induction
Torque 100 lb-ft @ Zero RPM
Transmission Single speed, #525 O-ring chain

C H A S S I S
Front Suspension Ohlins, 43mm inverted fork, fully adjustable
Rear Suspension Ohlins, single schock w/piggyback reservoir
Front Brakes Brembo forged 4 piston calipers.
Rear Brakes Brembo, 220mm disc; single-piston caliper
Wheels/Tires/Front Marchesini forged Al 3.5″x17″, 120/70Z
Wheels/Tires/Rear Marchesini forged Al 6.0″x17″, 190/55

T A R G E T P E R F O R M A N C E
Top speed 150mph
Range 150 miles per charge (Est. under EPA drive cycle)
Recharge Under 2 hours @ 240V (8 hours @ 120V)
Features: Adjustable regenerative braking,
Intuitive/adjustable data acquisition system

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Il salone del Ri(moto)ciclo

venerdì, 7 novembre 2008
Yamaha Tessaract

Yamaha Tessaract

Davvero poche le novità veramente degne di menzione quest’anno al Salone di Milano. Da una parte l’Intermot di Colonia ha fatto da guastafeste mostrandoci buona parte delle ultime novità con un mese di anticipo; ma anche i produttori ci hanno messo del loro abbondando con restyling non sempre necessari e riusciti e progetti pseudo-innovativi. Lungi dal pretendere una disamina esaustiva di tutte le (micro)novità, segnaliamo qui di seguito alcuni esempi a loro modo significativi, pescando tra le moto “general purpose” e gli scooter.

Indubbia star del salone è la Ducati StreetFighter: un bolide da 155 cavalli per 169 kg e soprattutto uno stile unico, parecchio distante dalle principali concorrenti giapponesi (CB1000R, FZ1 e Z1000). Peccato per il prezzo superiore ai 15.000 euro! Meno convincente la proposta del Monster 1100, esteticamente identico al 696, che fa pagare l’incremento di cilindrata, coppia e potenza (95 CV in tutto) oltre 5.000 euro in più (siamo a quota 13.500 euro…)

Allo stand BMW scopriamo che le case costruttrici non hanno neanche più voglia di impegnarsi a soddisfare gli appetiti dei loro clienti e ne costruiscono più o meno un 80%; il resto ve lo fate voi! L’idea, originale almeno dal punto di vista del marketing, si chiama LO Rider, una roadster tutta muscoli con infinite possibilità di personalizzazione (ricordate la Mini?). Tra le moto “normali” arriva (finalmente) la F800R, declinazione stradale e cattiva del bicilindrico frontemarcia da 800 cc e quasi 90 CV già montato su F800GS e F650GS.

Passando in casa Honda, due prototipi tutto motore: la rossa V four concept, così futuribile da sembrare francamente una semplice maquette per ospitare il nuovo motore V4 che vedremo verosimilmente sulla prossima VFR; la EVO-6, una mostruosa creatura roadster a sei cilindri. Solito ritocco annuale per la Hornet (sospensioni e altri ritocchi minori).

Yamaha vince il mio premio personale per il prototipo più interessante. Il Tessaract è sostanzialmente una incredibile moto su quattro ruote che sfrutta il principio dei bracci oscillanti dell’MP3 Piaggio su entrambi gli assi. Il design futuristico aiuta anche a distinguere chiaramente il Tessaract da un quad e da qualsiasi altro oggetto motorizzato finora visto in giro. Le novità principali rivolte invece al mercato dei consumatori d’oggidì sono la XJ6 e la XJ6 Diversion. Nonostante si tratti di un’operazione non proprio originalissima (molti i componenti recuperati dalla prima versione della FZ6, a partire dalla sella, e un telaio doppia culla che sembra arrivare direttamente dagli anni Ottanta), la XJ6 rende di più dal vivo che in foto. Per il resto solo modifiche di poco rilievo per il Majesty 400 e gli altri modelli della gamma.

Rende viceversa meglio in foto che dal vivo la Suzuki Gladius, erede bicilindrica della SV. Le forme tondeggianti non convincono, così come il telaio a tubi e le sue plastiche di protezione, oltre al faro brutalino. Ringiovanita invece dal lifting (soprattutto del faro anteriore) la rediviva Bandit 650/1250, che non sembra più la moto da pensionati a cui era stata ridotta con gli ultimi, improbabili restyling.

Kawasaki, da ultimo. Anche qui restyling per la ER6 / ER6F, un po’ più slim e aggressiva e con una coda più convincente. Nessuna nuova (salvo colorazioni e cambiamenti minimi) dal fronte Versys, Z750 e Z1000.

Aprilia ha presentato le versioni semicarenate di Shiver e Mana (quest’ultima veramente inguardabile!) e la bellissima Dorsoduro già vista ma sempre bellissima.

Guzzi ha invece messo in vetrina una bella versione special della Griso 8V e la V7 Cafè Classic con degli incredibili finti semimanubri.

La cilindrata 1078 introdotta quest’anno sembra aver portato a maturazione definitiva la sempre bellissima MV Agusta Brutale. Nonostante l’età, il gioiello di Tamburini non sembra aver bisogno di nessun lifting e resta tra le moto più belle in circolazione.

Husqvarna presenta la SMQ, una moto tutta ossa e muscoli con la sella bassa e una mascherina che è veramente difficile non definire di dubbio gusto.

In casa Benelli arriva a conclusione il progetto della Due 756, in commercio dal 2010. Arriva invece adesso la Tre 899 K: qualche cavallo in meno della sorella maggiore ma nessuna rinuncia alla ciclistica e un prezzo inferiore ai 10.000 euro.

Triumph lancia la Street Triple R, con ciclistica rivista (tutto completamente regolabile), pinze radiali dei freni anteriori e sella nuova, disponibile anche con kit di scarico basso Arrow.

clicca qui per vedere la nostra gallery del salone

Gli scooter

In casa Piaggio abbiamo visto per l’ennesima volta il prototipo dell’MP3 Hybrid, quest’anno impreziosito dall’interfaccia multifunzione HMPI. Accanto a questo, una versione più “normale” dell’Hybrid, nella speranza che prima o poi lo si possa acquistare da un concessionario… Restando in tema MP3, Piaggio ha portato anche a Milano l’MP3 LT 400 con carreggiata anteriore maggiorata, luce di posizione e freno posteriore a pedale, una versione omologata (così hanno scritto sul cartello illustrativo) per la guida con patente B. In bella mostra anche il Carnaby Cruiser 300i, già presentato a Monaco, e l’X7 visto qui l’anno scorso e mai avvistato in strada… Presentata poi una vespa GTV 250 con sidecar (per favore non chiamatela “prototipo”) e la versione 125 della Vespa GTS Super.

Aprilia ha presentato per la prima volta dal vivo il restyling dello Sportcity – modello cube 300 - con motore rinnovato. Dal punto di vista estetico è invece l’ennesimo esempio di come qualche volta sarebbe meglio mandare i progettisti in vacanza un po’ più spesso… Niente di speciale invece il nuovo “piccolo” Sportcity One.

Honda ha presentato il nuovo SW-T400, con il più piccolo bicilindrico sul mercato, e il restyling dell’SH 125i/150i, lo scooter più amato d’Italia. La principale novità, a parte i ritocchi estetici, sarebbe il disco posteriore. Dico “sarebbe” perché in realtà si tratta di un “optional”, visto che erano esposti anche modelli con freno posteriore a tamburo. Forse il disco posteriore sarà abbinato alle versioni con ABS sull’anteriore o sarà veramente un optional per chi proprio non se la sente di rinunciare alla propria incolumità…

Malaguti presenta un nuovo scooter che sfrutterà i motori 50 e 160 sviluppati per il Centro e un prototipo di scooter elettrico molto semplice e ben congegnato: un motorino elettrico nella ruota posteriore, piccolo motore a scoppio e batterie. Tutte tecnologie del secolo scorso che non si capisce perché siano ancora oggi dei prototipi…

Kymco propone il nuovo scooter DownTown in tutte le cilindrate possibili e il MyRoad in classe 700 cc da 60 CV; lancia inoltre il nuovo Like 50 che sembra essere erede della Lambretta più della “originale” Pato…

Adiva si appresta a commercializzare l’AD a tre ruote nelle cilindrate 200 e 400 (la meccanica anteriore non è Piaggio ma sviluppata in casa).

Tirando le somme

In conclusione, l’edizione 2009 del Salone del Motociclo di Milano non è destinata a restare negli annali delle fiere più ricche di novità ed emozioni. EICMA 2008 paga infatti il duplice scotto di un calo della domanda (mai visto il salone così poco visitato) e di un’offerta stanca e ripetitiva, accecata dalla fretta di restyling a tutti i costi e rielaborazioni di progetti vecchi. L’augurio è che questi tempi di magra servano a tutti a mettere po’ di ordine: i consumatori dovrebbero imparare a  recuperare una sana “voglia di moto” che sappia prescindere dal puro aspetto estetico (che pure è importante in una relazione passionale come è quella con le due ruote) valutando anche le qualità più profonde di una moto per vivere un’emozione più semplice e meno sofisticata. I produttori dovrebbero invece imparare a sfruttare la possibilità consentita dalle moderne tecnologie informatiche di non dover ogni volta riprogettare ogni cosa da capo, utilizzando però il tempo e i costi risparmiati per investire in idee innovative anziché intascare il beneficio immediato del risparmio di qualche lavoratore e il guadagno derivante da qualche replica o modello riciclato.

Franco Canna

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