Articoli marcati con tag ‘detto’

Il team SBK MIST Suzuki debutta nel campionato TTXGP 2012

sabato, 22 ottobre 2011

Il team inglese capitanato da Mike Edwards osservava da tempo l’evoluzione rapidissima messa in atto dai costruttori di moto elettriche nel corso degli ultimi 2 anni , arrivando già a prestazioni pari alle Supersport 600. npn dimentichiamoci che la Pole position a Laguna Seca era a soli 10 secondi dalla pole position della TTXGP di Jorge Lorenzo.

Per questa ragione il team ha deciso di accettare la sfida del campionato europeo TTXGP in accordo con Hazar Hussein e di portare quindi nel campionato tutta l’esperienza accumulata con Suzuki nella Superbike mondiale ed inglese.

Hussein si è detto entusiasto di questa adesione che di fatto va ad aumentare ulteriormente il livello tecnico dei partecipanti che fanno ormai parte di due scuole di pensiero: da una parte abbiamo i motori a corrente alternata messi in pista da veri e propri costruttori che realizzano propri motori  e gruppi di controllo  spesso e volentieri hanno alle loro spalle quelli che si prefigurano come i futuri colossi della trazione elettrica, anche se non mancano esempi di applicazioni del tutto artigianali. dall’altra invece abbiamo team assemblatori provenienti dal mondo termico che in attesa di sviluppare un proprio know how motoristico, trapiantano all’interno di telai di derivazione termica la classica coppia di motori Agni A95 a spazzole controllati da controller Kelly con infinite varianti di scelte tecniche in materia di affinamento dei controller , dei Bms e delle batterie.  tutto ciò ha portato ad una grande vivacità tecnica anche se il secondo dominio successivo della Munch di Himmelman non lascia moltio dubbi sul fatto che la strada del motore a spazzole non sembra avere largo respiro.

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Chip Yates batte tutti i record anche al Pikes Peakes 2011!Chip Yates 2011 Pikes Peak – Full Record Setting Race!

sabato, 2 luglio 2011

Le vicende di Chip yates e della sua fida cavalcatura, giunta ormai con l’ennesimo upgrade alla soglia dei 240 CV , ricorda un pò le vicende di Rambo e Rocky oltre il 4° episodio , dove praticamente si ritrova a battagliare con i marziani…  sta di fatto che oltre all’indiscusso valore come pilota del buon Chip , occorre rimarcare la pervicacia di un uomo che, messo fuori dai tutti i campionati ufficiali ed ufficiosi per il peso della sua cavalcatura , non perde l’occasione di andare continuamente alla ricerca di nuove sfide che riassumiamo brevemente: 1) sfida alle SBK a benzina nel campionato WERA dove si piazza 2° di categoria e 3°assoluto 2)sfida al record mondiale di velocità per moto elettriche a Bonneville , pienamente centrato benchè inferiore alle aspettative di Chip 3)sfida al pikes peak

Ebbene in quest’ultima impresa non era il range a preoccupare , ma bensì il fatto che un circuito montano con tratti sterrati non è certo la condizione ideale per andare a correre con una motocicletta elettrica da 240 CV ed oltre 270 kg … ma non è certo il manico e la voglia di darsi da fare che manca al buon  Chip , ed infatti il risultato è anche questa volta sorprendente: non solo il record di categoria è stato centrato , ma il tempo gli ha permesso di entrare nella TOP 100 piazzando la propria SWIGZ al 30° posto tra i migliori risultati di sempre. Chip però ha già detto che gareggerà il prossimo anno per entrare nella TOP 10.

ad ogni modo se volete anche questa volta stupirvi delle doti di accelerazione e di velocità di questo “mostro” vi invitiamo a vedere il video qui sotto:

This past weekend, Chip Yates checked off “make an amazing run up Pikes Peak” from his list of things to do to demonstrate the potential of electric-powered transportation. Coming second in the Exhibition Powersport class, his time of 12:50.094 bests the first-ever electric motorcycle effort made last year by over four minutes.

The run would no doubt have been more impressive had it not been for the 2.6-mile stretch of unpaved road. The bike went from hanging with the top ten to dropping just inside the top 100 on the dirt section. Overall, Yates finished in 30th place.

One thing is for sure, the 240-horsepower bike has crazy acceleration when it has clean pavement beneath it, and Chip says he’s gunning for a top 10 or better result when he gives it a go on next year’s completely paved surface. Hit the jump for the full run and enjoy the sound of the UQM motor’s sweet electric music winding out up the mountain. Thanks to all for the tips!

source: autobloggreen.com

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F1 Monaco: parola agli uomini Ferrari

lunedì, 30 maggio 2011

Secondo podio della stagione per la Scuderia Ferrari Marlboro, ancora grazie a Fernando Alonso, giunto secondo sotto la bandiera a scacchi. Purtroppo, la 150° Italia numero 5 è stata la sola Ferrari al traguardo perché Felipe Massa è stato costretto al ritiro al giro 33 dopo un incidente che è stato la conseguenza di una collisione con la McLaren di Hamilton. Dopo la sesta gara della stagione, Fernando è sempre al quinto posto nella classifica Piloti con 69 punti all’attivo mentre Felipe è ottavo con 24. La Scuderia consolida il terzo posto nel Campionato Costruttori a quota 93 punti all’attivo.

Stefano Domenicali: “Se, alla vigilia di questo Gran Premio, ci avessero detto che avremmo ottenuto il secondo posto ad undici decimi dal vincitore ci avremmo messo la firma ma adesso c’è un po’ di rammarico, inutile nasconderlo. Fernando è stato fantastico per tutto il weekend e oggi ha lottato fino all’ultimo metro per la vittoria. Chi ha vinto ha meritato ma certo che la bandiera rossa nella parte finale ha privato il nostro pilota dell’opportunità di attaccare negli ultimi giri, sfruttando le gomme un po’ meno degradate. Alla ripartenza, avendo tutti pneumatici nuovi, non c’è stato più molto da fare. C’è molto rammarico anche per Felipe, che aveva tutto il potenziale per finire in una buona posizione: la collisione con Hamilton lo ha praticamente messo fuori gioco e subito dopo è finito contro le barriere di protezione. E’ passata soltanto una settimana dal doppiaggio subito al Circuit de Catalunya e si è visto come le cose possano cambiare in fretta, in funzione della natura del circuito e del tipo di gomme a disposizione. E’ chiaro che la situazione nelle due classifiche si sta facendo sempre più difficile ma non molliamo: ci aspettano due gare che, sulla carta, dovrebbero vederci competitivi e poi, prima della pausa estiva, tireremo le somme.”

Fernando Alonso: “Questo è il miglior risultato dell’anno e credo che sia molto importante, soprattutto per la squadra. Ci voleva un podio, ci voleva lottare fino alla fine per la vittoria. Certo, questo è un circuito atipico e non dobbiamo trarre conclusioni da una gara che fa sempre storia a sé. Dobbiamo colmare la distanza che ci separa dai migliori: in Canada avremo alcune novità sulla vettura e speriamo che ci possano essere utili. Ho fatto una bella partenza: se ci fosse stato più spazio forse avrei potuto fare come in Spagna. Poi ho cercato di preservare le gomme per attaccare Vettel nel finale ma è arrivata la bandiera rossa e lì è finita perché, con gomme nuove, era impossibile batterlo. Purtroppo qui gli incidenti possono capitare in qualsiasi momento, fa parte della natura di questo Gran Premio. Dobbiamo essere contenti di questo risultato e guardare con fiducia Montreal e Valencia, due gare dove l’anno scorso siamo andati bene. Certo, il distacco in campionato è molto grande ma la stagione è ancora lunga.”

Felipe Massa: “Mi dispiace molto per com’è finita la mia gara. Dopo che Hamilton ha cercato di superarmi in un punto impossibile come il Loews urtandomi e mandandomi contro Webber, la macchina non era più a posto e non riuscivo più a girare perché l’anteriore non aveva aderenza. Per questo nel tunnel lui mi ha affiancato all’interno ed io sono finito sullo sporco e poi contro le barriere di protezione. In partenza ero scattato bene ma alla prima curva mi sono trovato davanti Webber e Fernando: ero all’esterno e Rosberg è riuscito ad infilarsi. Così ho perso il treno giusto per rimanere vicino ai primi perché sono rimasto troppo tempo dietro al tedesco della Mercedes. Oggi eravamo competitivi e, visto come sono andate le cose, avevo l’opportunità di finire al quarto posto. Adesso andiamo in Canada, dove speriamo di avere una macchina in grado di lottare come l’abbiamo avuta qui. Il fatto che ci sarà la stessa coppia di pneumatici, soft e supersoft, è sicuramente positivo per noi.”

Pat Fry: “E’ stata una gara tiratissima, dal primo all’ultimo giro. Dopo che siamo riusciti a mettere a punto la vettura di Fernando che ieri in qualifica non era stata così veloce come lo era stata nelle libere, oggi abbiamo dimostrato di avere un buon passo con entrambi i tipi di gomme. Credo che abbiamo preso le decisioni giuste al momento giusto in ogni fase della gara, sfruttando le eventuali opportunità. Quando c’è stata la neutralizzazione per l’incidente di Felipe, abbiamo scelto di cambiare le gomme su Fernando in modo da metterlo in condizione di poter attaccare nel finale. Purtroppo, c’è stata una bandiera rossa che ha impedito al pilota spagnolo di provarci fino in fondo ma questa è la gara di Monaco, bisogna accettare il fatto che tutto può succedere. Per quanto riguarda Felipe, dobbiamo capire perché il DRS non è stato abilitato dal controllo elettronico della FIA nella prima parte di gara perché magari, se tutto avesse funzionato al meglio, sarebbe riuscito a superare prima Rosberg e a non perdere così troppo terreno rispetto ai primi. Peccato, perché credo che anche lui avesse tutto il potenziale per fare una bella gara fino in fondo. Ora andiamo in Canada, desiderosi di continuare a migliorare la nostra prestazione. Ci saranno alcune novità sulla vettura: dobbiamo continuare a spingere sullo sviluppo in modo da poter ridurre il distacco che ci separa ancora dai migliori.”

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Mission Motors presenta ufficialmente la Mission R per le gare TTXGP – E-PowerMission Motors Shows Off New Electric Racing Bike

mercoledì, 22 dicembre 2010

Dopo diversi teaser mostrati su facebook e all’interno del proprio sito , la Mission ha iniziato a far circolare le prime vere e proprie foto della Mission R , l’arma che la casa americana ha intenzione di mettere a disposizione dei piloti privati per i campionati 2011 TTXGP e, volendo visto che i regolamenti si sovrappongono , anche per il poco popolato campionato E-power FIM.

Le prestazioni sulla carta sono molto vicine a quelle di una supersport 600 a benzina , con circa 141 cavalli e una coppia di 115 ft/lbs , e dal resto la R  con la sua coda corta e le forme agili e snelle,  dà un taglio netto con la One che era tozza, squadrata e pesante e che faceva uso di un telaio di origine KTM LC8.

Il peso della R è abbastanza al di sotto dei 250 kg di peso massimo anche se è obbiettivamente lontana dai 180 kg della Crp, ma fa anche conto su una potenza massima decisamente piu elevata , in virtù di un motore ad induzione anzichè a spazzole e di un pacco batterie di dimensioni piu generose in virtù della collocazione del motore al di sotto del telaietto reggisella.

In merito a questa soluzione và detto che non è una novità assoluta in quanto già adottata in ambito fuoristradistico sulla motocicletta italiana E-volt mentre incuriosisce alquanto la collocazione dell’ammortizzatore posteriore inclinato all’indietro. si ritiene comunque che queste soluzioni abbiano permesso una buona centratura delle masse ed una collocazione pressochè ideale del vano batterie. poi bisogna vedere se tutto questo dalla carta alla strada si concretizza in un effettivo vantaggio.

Tornando alla scelta motoristica , senz’altro la scelta di un motore asincrono a corrente alternata comporta un maggiore sforzo progettuale ed una maggiore difficoltà di gestione rispetto ad una soluzione brushed ottimizzata come nel caso del motore Agni che fa uso di un’elettronica decisamente piu semplice, tuttavia la contropartita dovrebbe essere una maggiore efficienza globale e quindi piu cv a disposizione. tutto sta poi a vedere quanto cv si riescono effetivamente a mettere per terra con un buon livello di guidabilità. bisogna poi capire se effettivamente qualche privato si azzarderà a compiere il passo di correre con la R o se dovrà essere la Mission stessa a dover partecipare con una propria moto per vincere la difidenza del mercato.

[nggallery id=107]Despite Mission Motor’s delays of its Mission One high-performance electric motorcycle, the company is unveiling a new racing version of its electric super bike the Mission R. The company plans to race the bike, which has 141 horsepower, 115 ft-lbs of torque and speeds of 160 mph, in early 2011.

The Mission R is the product of Mission Motors’ newly announced powertrain business, the MissionEVT, which is a direction that Mission Motors has been moving toward for much of this year. Back in May, CEO Jit Bhattacharya revealed that the company was looking to generate initial revenue through licensing or sales of its core powertrain tech to industry giants (a common strategy among tech-focused EV startups).

Based in San Francisco and originally called Hum Cycles, Mission Motors has raised $4.7 million in debt and equity since its inception in 2007. The company will need more capital in order to transition from the development phase to actually producing the 50 planned $68,000 Mission One superbikes, Bhattacharya told us in an interview last month. With tech startups, that challenge is commonly known as crossing the valley of death, and according to Bhattacharya, Mission Motors hopes to raise a new round of financing by mid-to-late 2011.

source: http://gigaom.com/cleantech/mission-motors-shows-off-new-electric-racing-bike/

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Mission Motors presenta R , la risposta americana a Mavizen e CRPMission Motors teases with racy silhouette of Mission R

giovedì, 4 novembre 2010


Era da un pò che non si sentiva parlare della Mission Motors… dopo un anno sabbatico lonbtano dalle competizioni , l’ultima volta che avevamo sentito parlare della Mission era in occasione di un imminente accordo con la Zongshen , costruttore cinese di motociclette già ormai da tempo impegnato nell’affermare il proprio marchio attraverso una partecipazione alle competizioni sportive, e a sugellare l’accordo erano state circolare foto di una avvenente modella cinese a cavallo di una Mission One…

Allo stato attuale non sappiamo quale sia lo stato delle trattative tra i due marchi , ma il fatto che la Zongshen si sia iscritta al motomondiale TTXGP con Suzuki Agni anzichè di una Mission one aggiornata a nostro avviso la dice lunga su come è andata a finire… anche se non è detto.

A far pensare ad un abbandono del campo moto è stato anche un recentissimo comunicato stampa (due giorni fa)  dove Mission presentava al pubbloico un innovativo powertrain caratterizzato da un modernissimo motore AC raffreddato a liquido,  batterie al litio  e  un controller su misura con potenze “automobilistiche”…ed invece Mision che ti combina? ecco sbucare questo intrigante teaser che la dice lunga sulle intenzioni di Mission in merito alla volontà di sotterrare l’ascia di guerra… non si tratterebbe però di una moto ufficiale , ma di una moto clienti destinata ad essere cavalcata da privati esattamente come avvenuto con CRP e Mavizen.

Le linee sono molto intriganti e colpiscono la curiosa inclinazione all’indietro dell’ammortizzatore posteriore e le forme snelle che fanno pensare ad una motocicletta assai piu leggera della monumentale One realizzata su base telaistica KTMLC8 dello scorso anno. potrebbe addirittura trattarsi di una Formula 75 ovvero di una TTXGP “junior”… tutto quello che si sa è che il motore è prodotto da Mission stessa ed è raffreddato a liquido ,


If you were worried that the recent announcement by Mission Motors of a new drivetrain division meant an end to the company’s future motorcycle plans, the release of a new teaser image should calm you down. Appearing on their freshly revised website, a silhouette of the “Mission R” shows an electric bike that’s clearly not designed for cruising the boulevard.

The company is all “mum’s the word” about the performance-oriented machine (despite our best Jedi mind trickery) beyond that it’s “…what’s next on the moto side, the Mission R.” But the image does tell us something. It’s not the Mission One in either street or Bonneville Salt Flat guise. The fairing, seating and tailstock are quite different, as are the wheels and the angle of the rear shock. Considering the components that Mission is now selling, it also very likely features a liquid-cooled AC motor and controller.

The “R” in motorcycle nomenclature typically stands for “race” so we’ll crawl out on that limb and say this bike is meant for the track. Whether the Mission Motors team will race it themselves or offer it up for others à la the Mavizen and CRP Racing model is unknown, but if they want to make some sales, they’re going to have to demonstrate that the Mission R is superior to the current offerings from those companies.

Source:www.autobloggreen.com

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SWIGZ.COM presentata finalmente la moto di Yates con il kers sulla ruota anteriore

martedì, 19 ottobre 2010


Era davvero attesa al Battery Technology Expo la Swigz di Chip yates su base suzuki e la ragione di tanto fremore non è certo da sottovalutare… in primo luogo la motocicletta in questione è data per ben 183 cv alla ruota erogati da un motore AC raffreddato a liquido con una coppia che ha dell’incredibile , ma soprattutto il motivo di tanta attesa era nella prerogativa piu peculiare di questa moto , caratterizzata da un kers collocato sulla ruota anteriore , dispositivo volutamente occultato con maldestre pecette fatte con il photoshop mentre lo stesso veniva regolarmente brevettato.

Contrariamente a quanto ipotizzato , non si tratta di un gruppo motogeneratore collocato direttamente sulla ruota, ma bensì si è fatto uso di un sistema di trasmissione flessibile molto simile a quanto già visto in ambito fuoristrada per realizzare motociclette a 2 ruote motrici, che di fatto prende il moto dalla ruota anteriore ed in fase di frenata lo connette al motore presumibilmente attraverso una frizione,  sfruttando l’ effetto di una rapportatura molto corta  così da ottenere da una parte un elevato effetto frenante (dimostrato dal fatto che la motocicletta dispone di un solo freno a disco) , e dall’altra un notevole recupero di energia… va detto infatti che avendo in staccata quasi tutto il carico sulla ruota anteriore, è su quella ruota che è possibile effettuale il maggior recupero energetico. se ipoteticamente  riuscissimo a trasformare in ricarica il 100% della forza frenante della ruota posteriore , potremmo al massimo far conto sul 20% dell’effetto frenante necessario a frenare l’intera moto . andando oltre infatti la ruota andrebbe ovviamente in blocco. quindi il potenziale di sviluppo di un sistema di kers del genere del genere è estremamente promettente e permetterebbe di sottodimensionare un pò le batterie a vantaggio del peso (gravato però dal demoltiplicatore e dalla trasmissione) . tutto sta a capire se tutto questo recuperò permetterà a yates di collocare delle batterie abbastanza potenti da finire una gara rimanendo nel peso minimo… tra l’ingombro del motore e quella sorta di “cambio” collocato tra ruota e lo stesso proprio per la gestione del kers , di spazio per  le batterie ne è rimasto davvero poco. infatti il team è corso ai ripari prevedendo la collocazione di gran parte delle batterie nella coda ,con una distribuzione dei pesi che non promette di essere ottimale oltre all’effetto visivo decisamente grottesco. di fatto sulla moto presentata le batterie non c’erano e lo sviluppo è tuttora in corso.

Tuttavia apprezziamo moltissimo il coraggio del team che ha profuso così tante innovazioni in un solo veicolo a fronte di una massa enorme di partecipanti che , almeno qui in europa , preferisce affidarsi al “cosworth del TTXGP” costituito dal pacchetto AGNI .

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TTXGP UK-EURO 2010 a Brandsh Hatch Gara 1: Brannetti vince ancora!TTXGP 2010 Brandsh Hatch: Brannetti win the first race!

domenica, 3 ottobre 2010

Non sono di quelli che vive per poter dire al prossimo “io lo avevo detto” anche se fa sempre piacere trovare conferme positive ad una propria intuizione.. Ebbene vuoi per il livello della parte telaistica e delle sospensioni , vuoi per il fatto l’ essere stata fatta da gente che di corse vere ha una certa esperienza (vedi GP125 e Moto 2 ma anche componentistica per la Formula 1 e altro ancora…)  quale appunto l’ambizioso team modenese  CRP , sta di fatto che la eCRP1.2 e Brannetti sembrano avere davvero le carte in regola per “ammazzare il campionato”…

In realtà a Brands Hatch Alessandro brannetti non ha avuto vita tanto facile… fin dalle due sessioni di prove si è visto il potenziale notevole espresso dalla nuova Munch guidata da Himmelman che spesso e volentieri girava su ritmi molto vicini se non superiori all’italica cavalcatura ed era ffondamentale tenerla d’occhio dato che si trattava di una delle poche moto non dotata di motorizzazione Agni… molto insidiosa anche la presenza della kit bike  Campus sempre molto competitiva e ricordiamoci, vincitrice al debutto ad Assen seppuir in altre mani.

Questa la gara…al via sotto un diluvio universale Gregory Fastre su Campus prende la testa della gara seguito a ruota da Brannetti su CRP e Himmelman su Munch  quando sfortunatamente al secondo giro James McBride (ManTTX Racing) , uno dei leader del campionato inglese , cade rovinosamente alla Paddock Hill Bend pertanto la gara viene fermata e il pilota  viene subito trasportato in ambulanza per ogni precauzione anche se apparentemente sembra non ci nulla di serio a carico del pilota stesso mentre invece la moto è sicuramente irreparabile per gara 2. davvero sfortunata la stagione agonistica di questo team.

La gara riparte ed a condurre è sempre il trio Fastre , Brannetti e Himmelman , ma dopo un pò l’italiano ed il tedesco hanno la meglio sulla moto dell’ateneo belga di Spa francorchamp e quindi Brannetti si lancia alla testa della gara che non mollerà piu fino alla fine.

Al quarto posto la leader del campionato UK Jenny TinMouth su Agni ingaggia una battaglia furibonda con il cinese Chi-Fung Ho del debuttante Team Z che sorprende tutti per il livello di competitività messo in campo in questo weekend. Quanto a Jenny che chiude quarta con Chi-Fung quinto,  è presumibile che nella sua posizione di leader sotto al diluvio abbia condotto una gara “conservativa”… vero anche che Jenny ormai vincitrice del proprio campionato aveva ben poco da perdere in questa gara condivisa con i team del campionato EU e gli bastava un buon piazzamento di fronte agli altri team del campionato UK, tuttavia in vista di Albacete ci viene da dire che i team del campionato EU han dimostrato di essere pochi ma buoni…certo ci spiace che il team Betti non sia della partita perche avrebbe potutto sicuramente dire la sua. speriamo che in un futuro non lontano si arrivi ad un campionato unico dove tutti abbiano l’occasione di poter mostrare il proprio valore senza dover essere costretti politicamente ed economicamente se scegliere se dover stare da una parte o dall’altra.

Proseguendo nella classifica sesto posto per Peter Ward con la Mavizen del team dell’esercito britannico , partita però ad onor del vero dalla corsia dei box e quindi fortemente penalizzata a causa di un disturbo eletttrico probabilmente causato dalla eccessiva umidità.

In serata attendiamo news in merito alla gara 2

The heavy rain held off this morning, but the track and weather was still changeable. Teams took to the grid on a mixture of set ups and tyre choices with the right option being really unknown. The lights turned red as everyone watched with anticipation and after a few seconds of waiting and horn beeping from Jenny Tinmouth, the lights went out and the race was underway.

The Belgian team, Campus Francorchamps led from pole closely followed by CRP Racing who were joined by Matthias Himmelmann of Munch Racing making up a leading trio.

Unfortunately in the second lap of the race James McBride (ManTTX Racing) one of the leading UK teams had a crash at Paddock Hill Bend. James was taken straight to the Medical Centre and the race was stopped. James took a knock to the head but is well and just being monitored by the medical staff for precaution. The bike is irreparable for the second race. This unfortunately concludes an extremely difficult and unlucky TTXGP UK Championship for the team from the Isle of Man.

The race was restarted and the lead trio got away again in the same order. After close battling throughout the race, Alessandro Brannetti (CRP Racing) and Matthias got the better of Gregory Fastro (Campus Francorchamps) and took first and second, respectively. Gregory rounded off the all-European first three finishers.

Jenny Tinmouth (Team Agni) currently leading the TTXGP UK Championship was the first of the UK teams in fourth place. After initially battling with Chi-Fung Ho of Team Z, Jenny’s experience around Brands Hatch and on the Agni machine got the better of the rider from China. Ho continued behind Jenny until the end of the race and picked up fifth place.

Pete Ward (Electric Hussar) seemed to have some difficulties on the start-line meaning that he had to essentially start from the back of the pack. He fought his way through and finished sixth after the restart.

The rain has really been coming down at Brands Hatch and looks to be set in all day, which should make the next race even more exciting than the first!

source: ttxgp.com

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Il 25 ed il 26 ci sarà a Napoli l’Open Day Harley Davidson

giovedì, 23 settembre 2010

Cresce l’attesa per il prossimo fine settimana, quando a Napoli, presso lo store “On The Road”, verrà presentata la gamma 2011 della Harley Davidson in occasione dell’Open Day. A fare da contorno alle nuove bicilindriche di Milwaukee ci saranno anche le Xr 1200 che il Team Bee Good utilizza nel Trofeo Supertwin. Parteciperanno anche i bikers del Vesuvio Chapter, per festeggiare insieme le nuove arrivate, e programmare le prossime uscite autunnali: “Sarà – dice Giovanni Borrelli, istrionico titolare dello store napoletano e pilota del team dell’ape – una due giorni all’insegna della filosofia biker. Quattro sono le novità che presenteremo: la Superlow, la Xr1200 X, la Cvo Street Glide e la Cvo Ultra Classic Electra Glide. Credo che la più interessante sia proprio la Superlow, nuova versione della famiglia Sportster, che per dimensioni e guidabilità permetterà a molte di donne di realizzare il proprio sogno Harley”. Borrelli, con Pippo Segreti e Marco Sorgente, si diverte a sfidare le regole del cronometro nel trofeo riservato esclusivamente alle moto con due cilindri: “L’idea – spiega Crazy Johnny – è nata l’anno scorso, quando partecipammo all’Xr 1200 Trophy. Quest’anno abbiamo deciso di fare il salto di qualità, anche se la brutta caduta di Pippo a Franciacorta ci ha un po’ smorzato gli animi. Saremo però presenti il 3 ottobre a Misano, con tanta voglia di divertirci, e sorprendere tutti con una moto che anche se monta pneumatici, sospensioni e freni sportivi, non tradisce lo spirito Harley Davidson”. Come detto il Vesuvio Chapter, il club locale rigorosamente Hd, nato nel 2002, sarà presente alla manifestazione: “Per noi – spiega il direttore Alberto Damasco – l’open day è diventato un appuntamento classico, dove è possibile ammirare e provare le ultime novità. Sarà anche motivo di discussione ed organizzazione delle prossime uscite ufficiali del Chapter. Chi ha voglia di mettersi in contatto con noi, può farlo ciccando sul sito www.vesuviochapter.it, e lì troverà tutti i contatti che desidera”.
ALFREDO DI COSTANZO

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