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Viaggiare in moto: Gli accessori utili

martedì, 10 dicembre 2013

Viaggiare in moto è una delle attività più piacevoli per chi ama visitare nuovi posti in sella al propro bolide. Parliamo dunque degli accessori, vedendo un po’ tutto quello che occorre.

Nel parlare degli accessori per moto dobbiamo distinguere a seconda che ci riferiamo agli accessori per la moto stessa, per il pilota o per gli altri passeggeri.

Tra i primi troviamo, per esempio, i bauli, i cupolini maggiorati o le borse da serbatoio che sono pensati per maggiorare il confort nel corso del viaggio; tra i secondi invece troviamo abbigliamento e attrezzatura che vengono indossati dal pilota e dai passeggeri della moto come caschi, attrezzatura per la pioggia, giacche, ecc…

Le borse da serbatoio si dividono in due tipologie, a cinghie e a magneti, a seconda di come si aggancino al serbatoio della moto. Quelle a cinghie sono abbastanza lunghe da montare e hanno il difetto di sporcarsi le mani per montarle. Sono saldamente ancorate al serbatorio, tanto da scolorirlo nel caso le lasciamo montate per giorni e giorni come nei lunghi viaggi. Le borse a magneti invece si attaccano e si staccano in un attimo ma non sono ancorate tanto bene come le cinghie e soprattutto, se le borse sono pesanti o sporgenti, rischiano di muoversi, tant’è che alla fine si usa comunque una cinghia di supporto per garantire l’ancoraggio al 100%.

Le valigie laterali invece si distinguono in rigide e morbide. Entrambe si equivalgono tranne che per resistenza alla pioggia. Le valigie rigide saranno a prova di goccia, quelle morbide invece – essendo realizzate in tessuto – presentano talvolta problemi di infiltrazione di acqua soprattutto se viaggiamo per lungo periodo sotto la pioggia battente.

Il baule posteriore poi può essere corredato con un poggia schiena che aumenta il confort del passeggero ma da evitare in caso si viaggi a pieno carico per non rompere tutto. Oltre al poggia schiena si può montare il porta pacchi che oltre a fornire uno spazio ulteriore per i pacchi evita che i vari bagagli scorrano all’indietro quando viaggiamo carichi e lo stop supplementare che diventa fondamentale quando si viaggia a pieno carico.
Gli accessori che invece servono al pilota spaziano dalle giacche, in tessuto o in pelle, ai pantaloni, a loro volta in tessuto, in pelle o jeans tecnici. In alternativa si può optare per le tute in pelle, che si distinguono nelle due categorie delle divisibili ed intere.

Guanti e casco saranno accessori immancabili, necessari sopratutto per la sicurezza di chi guida e per coprire dalle intemperie. Non dimentichiamoci poi delle scarpe tecniche o dei stivali turistici o ancora con dei stivali sportivi.

Infine, occorre non dimenticarsi mai di accessori da pioggia, che diventano indispensabile sopratutto se si viaggia molto. Quindi occorre ricordare cerate, copriguanti, sovrascarpe e goletta.

Quali sono gli accessori più indispensabili a cui non puoi rinunciare?

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[VIDEO] Jurgen Van de Goorbergh testa ad Assen una superbike elettrica del campionato TTXGP

sabato, 2 ottobre 2010


Nel seguente video avrete modo di vedere le impressioni di guida di Jurgen Van de Goorbergh – la motocicletta usata , dovrebbe essere la Mavizen impiegata in gara da Ivanov.

le dichiarazioni di Jurgen all’arrivo per certi aspetti assomigliano a quella già espresse a suo tempo da De Radiguez e da Locatelli… innanzitutto non si ha assolutamente la percezione di andar forte in quanto siamo mentalmente abituati ad associare la velocità al rumore del motore…l’assenza del rumore del motore mette in evidenza rumori pressochè sconosciuti come quello del vento sul casco che diventa preponderante su tutto , il rumore delle saponette che strisciano per terra , il rumore dei freni (e chi lo aveva mai sentito?) ed il sibilo-ronzio del motore che nel caso specifico è rappresentato da una coppia di AGNI A95 a spazzole , soluzione che per ideale compromesso tra semplicità di installazione , prestazioni e costi rappresenta un pò il Ford-Cosworth delle moto elettriche.

La Mavizen ricordiamo , di fatto è stata realizzata su una base KTM RC8 opportunamente modificata per alloggiare i due motori agni in posizione che ormai è diventata uno standard ovvero davanti alle pedane in posizione molto vicina alla collocazione del pignone dell’ex motore termico , e naturalmente con il gruppo batterie collocato piu in basso possibile laddove idealmente sarebbe collocato il motore. ribilanciare poi tutta la moto di fronte a questo cambio di destinazione d’uso di ciascun componente è una delle difficoltà maggiori anche se allo stato attuale la variabile che mette a repentaglio l’esito di ogni gara , piu che la prestazione assoluta è la costanza del rendimento “a manetta” e la garanzia di poter arrivare al traguardo senza rischiare di rimanere a secco. ancora pochi infatti sono quelli che si possono davvero perfettere di fare tutta la gara a manetta e molto differenziati sono i comportamenti delle singole moto curva per curva a causa della notevole diffferenza tecnologica tra un modello e l’altro…alcune moto sono interamente concepite per ridurre il peso ed aumentare l’efficienza , altre invece puntano tutto alla potenza massima , altre ancora all’efficienza delle batterie o del motore e quindi alla fine le gare risultano essere molto spettacolari sia sul piano dell’azione in gara che su quello delle curiosità tecniche. le moto tecnicamente sono piu semplici da guidare…non c’è cambio e si frena con entrambe le mani concentrando tutta l’attenzione sulla guida. la coppia è disponibile dal primo all’ultimo giro e le potenze sono nell’ordine degli 80-120 cv

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La morte di Shoya Tomizawa

lunedì, 6 settembre 2010

Purtroppo questo weekend motociclistico è stato funestato da una tragedia: la morte del pilota di Moto 2 Shoya Tomizawa. una serie di combinazioni incredibili hanno fatto si che una banale scivolata causata dalla perdita di aderenza dell’avantreno si trasformasse in una terribile carambola.la moto di shoya scivola davanti allo stesso quando altri due piloti che in quel momento erano in bagarrre con lui, lo investono.

Non ci sono parole per definire che cosa si prova… fortunatamente questi eventi avvengono abbastanza di rado , ma negli ultimi due weekend ben due morti sono qui a ricordarci che gli incidenti mortali esistono ancora e che le tute non sono scafandri impenetrabili… quando a 200 orai un veicolo di quasi duecento kg ti investe non c’è protezione , tuta o casco che ti possa proteggere… dal momento in cui cadi e cominci a scivolare parte la roulette russa… puo andare bene se scivoli via con la moto e nessuno ti tocca ma se rimani sulla pista il rischio è sempre altissimo. non siamo immortali. ricordiamocelo prima di andare ad ingarellarci tra i tornanti. In questo caso ci ha rimesso la vita un bravo ragazzo dall’aria spaurita ma che aveva tanta voglia di emergere e che aveva già dimostrato di valere molto vincendo una delle prime gare del campionato lottando come un leone.  lasciamo il commento alle parole di Melandri e di Capirex su youtube.

la Carriera di Tomizawa (da Wikipedia)

Comincia a correre a 3 anni.

Esordisce nella Classe 125 del motomondiale nel 2006, come wildcard nel Gran Premio casalingo. Correva una gara nel 2007, ancora come wildcard. Un’altra nel 2008, nella Classe 250, da wildcard, andando a punti e terminando la stagione al 26° posto con 2 punti. In questi anni ha partecipato anche ai campionati giapponesi 125 e 250, ottenendo come miglior risultato il 2° posto in 125 nel 2006 e in 250 nel 2008.

Nel 2009 diventa pilota titolare nel team CIP Moto – GP 250, terminando 17° con 32 punti e ottenendo come miglior risultato due decimi posti (Giappone e Comunità Valenciana). In questa stagione è costretto a saltare il GP di Indianapolis per infortunio.

Nel 2010 passa alla Suter nella nuova classe Moto2, nel team Technomag – CIP, con compagno di squadra Dominique Aegerter, ed entra nella storia della classe vincendo la prima gara in Qatar. Ottiene anche pole position e secondo posto in Spagna. Ottiene un’altra pole position in Repubblica Ceca.

Tomizawa muore durante il Gran Premio motociclistico di San Marino e della Riviera di Rimini del 5 settembre 2010 a seguito di un grave incidente: il pilota, caduto in piena accelerazione, è stato investito dai piloti che immediatamente lo seguivano, Alex De Angelis e Scott Redding.[1] Durante i primi soccorsi, Tomizawa è stato rianimato ma le sue condizioni sono apparse fin da subito disperate; il pilota si è spento presso l’ospedale di Riccione, ove era stato ricoverato d’urgenza a causa delle gravi lesioni riportate.

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