Articoli marcati con tag ‘BOT’

RIVE 2011:Motorcafè testa il microbus elettrico tuttofare MIA con 120 km di autonomia[VIDEO]

mercoledì, 13 luglio 2011

mia electrics eco-rent.it

Alès(Francia) RIVE 2011: Era da diverso tempo che volevamo avere l’opportunità di testare questo veicolo che già era stato visto ai saloni qualche tempo fa sotto il marchio Huliez. I punti di forza di questo veicolo che esiste in allestimento 3 posti (2,87m)   nella versione base e  4 posti nella versione L  (3,20 m) sono principalemente:

  1. buona autonomia nei 2 tagli di batterie 80 e 120 km
  2. possibilità di uso in autostrada con una velocità massima di 110km/h
  3. prezzo sotto i 20.000 euro
  4. ABS ed AIRBAG inclusi nel prezzo
  5. design piacevole e personale
  6. compattezza: solo 287 cm per la versione 3 posti. di fatto come una smart , ma con un posto in più
  7. la guida centrale che permette di alloggiare le gambe dei passeggeri a destra e sinistra del  guidatore
  8. le porte scorrevoli centrali che permettono a passeggeri e guidatore di entrare senza ostacolarsi l’un l’altro
  9. un volume di carico elevato ed accessibile da 3 lati (1,3mq per la base ed 1,5mq per la L)

Cominciamo la nostra analisi partendo dall’esterno: le forme sono davvero compatte ma aver portato le ruote agli estremi della scocca ed aver collocato la guida al centro ha permesso di sfruttare moltissimo lo spazio interno. le ampie superfici vetrate e la bombatura della fiancata alleggeriscono le forme e prendono le distanza da quello che potrebbe essere un transporter in senso stretto . di fatto MIA è monovolume , transporter e citycar in un colpo solo. quindi un veicolo estremamente furbo che farà la fortuna delle aziende che scommetteranno su di esso per i loro piani di mobilità e di trasporto.

Il livello di finitura è buono ed il comfort offerto ai 3 e 4 occupanti è superiore alla media. io personalmente che sono alto 190 cm ho trovato comodo sia il posto di guida che i posti laterali della versione a 3 posti mentre per il 4 posti avrei gradito la possibilità di adattare il posto del passeggero centrale per guadagnar spazio per le gambe qualora il guidatore sia piu grande della media.  l’accesso tramite le porte laterali scorrevoli è pratico e veloce ed avviene premendo il mega bottone laterale con il logo MIA o tramite telecomando.

Ci piace molto il cruscotto di questa vettura , estremamente completo e dotato di tutta la strumentazione necessaria che risulta ben leggibile oltre che esteticamente gradevole. apprezzabile la possibilità di avere indicazioni sulla autonomia residua e sui chilometraggi parziali.

Il veicolo inizia ad essere consegnato in Francia ed in Germania (dove hanno accumulato 300 ordini solo nel primo mese di vendita) a partire da Luglio 2011, mentre il mercato italiano Eco-rent.it ha già preso contatti per avviare programmi di noleggio , vendita e  leasing  di questo veicolo.

Per i dettagli sul test drive vi rimandiamo a domani.

  • Share/Bookmark

MISSION ONE a Bonneville mette a segno il record mondiale per veicoli elettrici!

mercoledì, 16 settembre 2009
Mission Motors a Bonneville a oltre 240 orari!

Mission Motors a Bonneville a oltre 240 orari!

Nello Utah c’ e un lago salato con una estensione di oltre 150 miglia quadrate che da tempo immemorabile e ormai teatro di tentativi di record da parte di gente che arriva da tutto il mondo , spesso con mezzi realizzati ad hoc ma qualche volta anche con degli accrocchi , alla ricerca di nuove barriere da infrangere.

Per il team Mission One , dopo un TTX un pò sotto le aspettative , con la vittoria della AGNI e record di velocità massima da parte della XXL curata dalla Siemens e solo un 4 posto come bottino di gara , l’obbiettivo era riscattarsi da questo risultato e scoprire i veri limiti velocistici della moto dopo la bruciante delusione di aver chiuso il giro dell’isola di Man a soli 105 miglia di media e quindi si e deciso di portare la moto a Bonneville e di cercare di raggiungere il massimo nei classici due tentativi lanciati.

Il veicolo e stato guidato da Jeremy Cleland ed il mezzo e stato allestito senza i freni anteriori e con un assetto particolarmente caricato sul davanti. il risultato e stato subito ottimo in quanto la media dei due passaggi e risultata di 150, 50 miglia pari a 240 KM/h mentre la velocità massima raggiunta e stata di ben 161 Miglia orarie pari a circa 260 km/h … decisamente un buon risultato che ripaga ampiamente degli sforzi fatti! a questo punto appurato che il motore spinge a dovere occorrerà lavorare sulla ciclistica e la distrbuzione dei pesi per far si che anche in pista si riesca a raggiungere una maggiore performanza… un appunto però ci sentiamo di farlo ai signori della Mission… come hanno fatto a calcolare per la moto di serie 240 orari dato che ee stato necessario andare a Bonneville per raggiungere questo risultato? non sono stati un filino ottimistici? o forse é previsto che nei 60.000 euro del prezzo di questi gioiello  c’è anche un viaggetto andata e ritorno per Bonneville? fonte: www.autobloggreen.com

  • Share/Bookmark

Esiste un complotto contro i mezzi elettrici? Nessun complotto ma c’è chi rema contro…

giovedì, 28 maggio 2009
la Tesla S la prima versa sedan elettrica 4 posti di fascia medio alta.

la Tesla S la prima versa sedan elettrica 4 posti di fascia medio alta.

Permettetemi alcune considerazioni in libertà sull’argomento “veicoli a propulsione elettrica”… la situazione attuale merita effettivamente qualche spunto di riflessione… l’elettrico per l’autotrazione poteva già essere una realtà dall’arrivo delle batterie al litio in poi… infatti sono stati prodotti prototipi a profusione ma allora si parlava di costi folli e di autonomia ancora non soddisfacente… poi tre anni fa è uscito il primo prototipo della TESLA che ha avuto in corso d’opera vari aggiustamenti… prima si parlava di un bolide in fibra di carbonio che doveva costare svariate centinaia di migliaia di euro… ma evidentemente si è capito che i tempi non erano maturi per un’auto da nababbi interamente elettrica… poi si è optato per la scocca della Lutus Elise ridisegnata all’esterno da vendere ad un prezzo diciamo politico di circa 100.000 euro…  obbiettivo centrato! in poco tempo si son fatti avanti attori , ex attori,  attricette , rockstar smaniosi di farsi pubblicità acquistando l’auto del momento… risultato? 100 esemplari bruciati in pochi mesi… su molti giornali anche molto specializzati (ed anche di casa nostra…) è nata una campagna denigratoria di chi diceva che Tesla era una bufala , che non aveva consistenza economica , prendeva i soldi ma non consegnava i veicoli … ma la Tesla che dell’uso dell’ IT è più esperta di colossi dell’auto  gestisce l’informazione attraverso un proprio blog dove documenta giorno dopo giorno le fasi che precedono la prima consegna avvenuta nel novembre 2008 e da lì passo dopo passo procede a consegnare regolarmente… vero parliamo pur sempre di un mezzo a carattere artigianale e dal resto anche solo assemblare i gruppi batterie cche contengono ben 3800 accumulatori da computer con un gestore di carica integrato non è proprio uno scherzo. la macchina funziona pefettamente , è pure divertente da guidare con una accelerazione ed una coppia che i mezzi a benzina se la sognano e i 350 km di autonomia non sono una chimera…  con una Tesla Roadster ci hanno fatto un rally a Montecarlo e per fugare ogni dubbio l’autonomia di 350 km è stata certificata dai commissari di gara… anzi… a fine gara avanzava ancora un pò di carica per andarsi a bere un caffè da milano a bergamo …  il successo è comprovato anche dalla presenza di una Tesla elaborata da Brabus… come è andata a finire con Tesla lo sappiamo tutti… in poco tempo Musk è diventato partner Daimler Benz per equipaggiare le smart della nuova generazione. Dopo poco tempo si è giunti alla presentazione del tanto atteso sedan 4 posti da 60.000 euro con prestazioni paragonabili alla Roadster e dal comfort eccezionale e gli ordini sono fioccati… è di questi giorni la notizia che Mercedes ha acquistato quote della Tesla che a tutti gli effetti diventa partner Daimler… non è azzardato sostenere che lasciar preparare una Tesla a Brabus sia stato il germe della collaborazione che li ha poi portati verso Mercedes.

Da qui si capisce che insomma la prospettiva di viaggiare tutti in elettrico in tempi ragionevolmente brevi è tutt’altro che peregrina…ci si stava già arrovellando su come ci si poteva mettere daccordo per uno standard unico di batterie per poter effettuare lo stoccaggio e la sostituzione rapida in apposite stazioni di servizio ma poi è arrivata la notizia delle batterie litio zolfo capaci di densità di carica fino a 13 volte le attuali litio… significa insomma che realisticamente anche 1000 km in modalità tutto elettrico non sono un miraggio.

Allora perchè qui in europa nessuno ne parla? perchè si continua a considerare l’ibrido una cosa di nicchia e l’elettrico roba da fricchettoni in vena di pruriti ecologici? no…non vi parlerò di complotti , di accordi tra petrolieri ecc…

farò una semplice riflessione:

1)ACCISE SUI CARBURANTI: per chi ancora non lo sapesse per ogni litro di benzina che consumiamo il 65% va in accise ed il 35% è il REALE COSTO della benzina con GUADAGNO PER CHI LA PRODUCE E DISTRIBUISCE. in poche parole gli stati europei hanno l’abitudine di far cassa sul consumo di carburante… più carburante consumiamo e maggiore è il gettito fiscale che rientra… c’è da chiedersi quindi in base a quale criterio dovremmo essere indotti a ridurne il consumo , ma il punto è un altro: se domani mattina 10 milioni di cittadini italiani rottamassero le loro auto in favore facciamo l’ipotesi di 10 milioni di TATA NANO ELETTRICHE , lo stato italiano si ritroverebbe da una parte a pagare un sacco di incentivi e dall’altra a vedere drasticamente ridotto il proprio gettito fiscale in quanto se è vero che qui cittadini consumeranno pur sempre un bel pò in più di corrente per ricaricare i loro veicoli tutti i giorni è anche vero che il fabbisogno energetico di un veicolo con un rendimento del 90% è assai meno di quello di un veicolo con un rendimento del 30 ed inoltre le accise della corrente che serve anche a dare la luce, a cucinare , a lavare i panni , a stirare specie adesso in tempo di  crisi non possono essere aumentate più di tanto… ergo per lo stato si presenta il dilemma di da che parte far rientrare quell’ingente gettito fiscale che arrivava dai carburanti fossili , soprattutto durante la fase di transizione tra i due sistemi … se si aumentano ulteriormente le accise dei carburanti si accelera il processo… se si aumenta troppo la corrente che come detto serve anche ad altro si affamano le classi meno abbienti nonchè chi produce che con la corrente ci lavora… si deve insomma andare verso una riorganizzazione della gestione energetica…arriveremo ad un costo differenziato tra l’energia che usiamo per caricere l’auto e quella che usiamo per fare la torta ma rimane pur sempre il dilemma di far entrare lo stesso flusso di denaro da un minore flusso di energia… nel frattempo che gli stati si riorganizzano pr decidere a tutti i livelli come riorganizzare il prelievo fiscale a livello europeo, le amministrazioni hanno tutto l’interesse a FRENARE la corsa all’elettrico.

2)ACCORDI INTERNAZIONALI SUL CARBURANTE: lo sappiamo tutti… gli stati e le grandi aziende quando fanno accordi per acquistare petrolio da un fornitore piuttosto che da un altro si impegnano ad acquistarne ingenti quantità e se l’accordo lo prevede , se il consumo cala drasticamente si creano enormi problemi tra chi acquista e chi vende… l’energia elettrica in buona parte si fa e si continuerà a fare con il petrolio ma se l’autotrazione progressivamente riduce il fabbisogno di petrolio va da se che la riduzione del fabbisogno globale pur aumentando la produzione di energia elettrica , sarà drastica. in Cina il 90% dei motocicli elettrici nelle metropoli sono già tutti elettrici eppure le reti cittadine non hanno dovuto sovradimensionare le centrali elettriche… perchè? perchè nella maggior parte sono caricati di notte e con un flusso di corrente relativamente modesto in quanto si caricano in svariate ore. certo se a casa nostra ci dotassimo di un caricatore rapido ed impiegassimo batterie al litio ferro dell’ultima generazione avremmo facoltà di caricarle fino all’80% in un quarto d’ora ma in tal caso dovremmo chiedere all’enel un contratto diverso da qullo tipico dei 3 kw… quanti saranno a chiederlo? ci scommettete che la maggior parte preferirà caricare l’auto in carica lenta in circa 8 ore e eventualmente se necessiterà di una carica veloce la farà fare alla stazione di servizio?… ad ogni modo è innegabile che l’elettrico per l’autotrazione farebbe scendere di parecchio il fabbisogno energetico globale ed indurrebbe i cittadini a sprecare meno energia mentre invece l’indotto del petrolio si è visto che in tutti questi anni si è autoalimentato creando un fabbisogno di auto sempre più sprecone … vedi SUV e Monovolumi varie… ci voleva la crisi per accorgersene? ad ogni modo per tornare al discorso del punto 2) se un paese si impegna ad acquistare ipotesi un milione di litri di greggio in 10 anni ha qualche difficoltà se al terzo anno si presenta dal petroliere e gli dice che forse gliene basta la metà… che ne dite?

3)I costruttori di autoveicoli a carburante fossile non si sono certo dati un gran da fare per proporre alternative elettriche… e dal resto nemmeno nell’ambito del carburante fossile l’evoluzione è stata volta più di tanto verso la ricerca dell’efficienza energetica. la vera conquista dei costruttori è stata ABBATTERE I COSTI DEI VEICOLI… sempre più pezzi sono stati realizzati in comune tra costruttori e sempre più sinergie sono state attuate al fine di ridurre gli ammortamenti… le catene di montaggio si sono robotizzate , i sistemi di assemblaggio son diventati sempre più veloci , la richiesta di manodopera qualificata si è continuamente ridotta… tutto questo ha fatto ridurre di molto il costo degli autoveicoli rispetto ad una paga media. poi mettiamoci che quasi tutti ormai producono il grosso della produzione laddove costa meno… oggi in polonia , domani in Cina , dopodomani in Thailandia o in Mongolia… ma quali sono le grandi evoluzioni prodotte nell’ambito dei motori dagli anni ottanta ad oggi? il turbo? c’era già e poi è sparito e ora è ritornato… le sedici valvole? be siamo arrivati anche alle 5 valvole per cilindro che sembravano la panacea di tutti i mali e che oggi n0on usa più nessuno e sono ancora in produzione un sacco di motori a due valvole per cilindro…come mai? il Common Rail? beh è sicuramente un bel passo avanti ma per avere emissioni decenti richiede pur sempre un filtro antiparticolato che brucia carburante per incenerire le polveri sottili e che va rimpiazzato con costi folli …   solo oggi si promette di arrivare ad euro 6 attraverso il multiair,  la eliminazione della farfalla di aspirazione attraverso un sistema di alzata variabile delle valvole (benchè siano allo studio da vent’anni) ed un sacco di altre diavolerie ma a che prezzo?…  e  l’ibrido? beh se non era per la toyota che ci ha scommesso qualcosina per acchiappare il mercato californiano dei veicoli a basse emissioni l’ibrido ce lo sognavamo ai saloni fino al 2030…

ci voleva qualcuno completamente al di fuori da questo business… uno che arriva da Silicon Valley per avviare la rivoluzione quale appunto la Tesla di Musk, e ci volevano le sirene della crisi a a far partire la richiesta… ma davvero prima nessuno ne sentiva il bisogno.

come vedete non c’è nessun complotto attorno all’elettrico … ma ci sono mille ragioni per far si che tre soggetti interessati ovvero gli stati , i petrolieri e i produttori di automobili non ne siano troppo contenti.

certo non è una rivoluzione che parte dall’oggi al domani: occorre in primo luogo ATTUARE LE SINERGIE PER PRODURRE ELEMENTI BATTERIA DI GRANDI DIMENSIONI A BASSO COSTO.  proprio all’inizio di quest’anno si sono attuati i grandi movimenti in tal senso tra grandi poli chimici e qualche grande costruttore di automobili (scicchezzuole… nomignoli come BASF , GM , HONDA , DENSO , ecc… ) e ci si attende che questo porterà qualche grosso cambiamento anche perchè nell’ambito dell’auto qualcuno dopo il vento della crisi sta seriamente pensando all’elettrico… chi senz’altro sta investendo soldi veri è la Honda che da una parte ha proposto la INSIGHT ibrida primo vero concorrente della Prius e dall’altra ha già annunciato di essere pronta a fare motocicli elettrici entro il 2010… d’altra parte ci sono anche gli indiani della TATA che hanno già presentato la Indica elettrica annunciata ad un prezzo attorno ai 13.000 euro… tata dal resto ha in serbo anche la NANO , macchina a carburante fossile da 2000 dollari al pubblico e si continua a parlare di un mezzo ad aria compressa riscaldata… ci sono anche i cinesi della BYD  fortissimi nelle elettriche  e nelle ibride anche loro con costi intorno ai 13.000 senza incentivo e con autonomie superiori ai 200 km che hanno appena fatto un mega accordo con Volkswagen… poi c’è la KTM ed uno stuolo di piccoli costruttori che operano nell’ambito fuoristrada mx… carne al fuoco insomma ce ne molta è ma è ragionevole credere che il percorso di chi vorrà passare all’elettrico anche investendo qualcosina non sarà così semplice… ma quando ti ritrovi con 35 gradi in casa a maggio e prevedi di fare un figlio che dovrebbe campare su questo pianeta per il prossimi 100 anni pensi che forse per il suo bene e per il tuo val la pena di provarci…

  • Share/Bookmark

Prospettive per l’elettrico: arrivano le batterie al Litio Zolfo oltre 13 volte più potenti

martedì, 19 maggio 2009
zolfocristalli

cristalli di zolfo presenti in sicilia in grandi quantità

Come sapete il secondo più grosso ostacolo alla diffusione di massa dei veicoli elettrici (il primo è costituito dal fatto che in ogni angolo del mondo tutti possiedono già un autoveicolo a combustibile fossile e le stazioni di servizio erogano solo benzina e gasolio) è costituito dalla autonomia dei mezzi e dalla relativa impossibilità di avere un rifornimento istantaneo se non ingegnerizzando un sistema di rimpiazzo delle batterie nelle stazioni di servizio il che comporta una standardizzazione dei formati  e delle collocazioni delle stesse e la predisposizione di sistemi robotizzati che estraggono le batterie dall’auto e le rimpiazzano con altre già cariche stoccate e già precaricate in sede, progetto questo chiamato betterplace a cui si sta lavorando in israele dove per ovvie ragioni anche politiche stanno cercando di diminuire drasticamente la dipendenza dal petrolio.

Ebbene se da una parte il problema sembra avviarsi a soluzione con da una parte gli ultracapacitori che promettono una carica istantanea o quasi e dall’altra le batterie Litio Ferro Po4 che permettono cariche anche del 70 – 80 per cento in un quarto d’ora (come fare un pieno di metano insomma) con oltre 2000 cicli di vita , dall’altra si stanno studiando batterie che permettano densità di carica maggiori.

Le migliori batterie attualmente prodotte hanno una densità di carica attorno ai 200 wh /kg e permettono ad un mezzo leggero e ben fatto come la tesla di viaggiare per 350 km con una carica ma all’ultimo congresso tenuto dai produttori di veicoli elettrici è stata annunciata una nuova generazione di batterie Li-S  utilizzanti LITIO e ZOLFO che si ritiene capace in base agli studi condotti finora all’università di Waterloo di una densita di carica teorica di oltre 2600 wh/ kg cioè ben 13 volte più potente di una litio ion tradizionale. la tecnologia che si appresta a passare all’industrializzazione di massa è di proprietà della BASF e promette anche un abbassamento dei costi dato che lo zolfo è disponibile in natura in buona quantità a costi ragionevolissimi.

D’altra parte si ritiene che anche l’affinamento della tecnologia di produzione degli elettrodi delle litio Polimeri e delle litio ferro promette grandi possibilità.

questo attenzione non significa eliminare la dipendenza petrolifera ma significa abbattere in maniera considerevole il fabbisogno di petrolio e di conseguenza rendere più consistente la quota di energia che risulta prodotta da fonti rinnovabili quali appunto vento , sole , maree , geotermia , centrali idroelettriche ecc…

ma quello che è ancora più interessante e che qui in europa si punta tutto sul diesel. forse perchè abbiamo comprato petrolio per i prossimi 10 anni e rischiamo di doverlo infilare anche nel risotto pur di consumarlo?

Giuliano Campagnola

  • Share/Bookmark

HIRP:INIZIATA LA FORMAZIONE 2009 DEI GIOVANI CAMPIONI DI MOTOCICLISMO.

martedì, 5 maggio 2009

Honda mini GP

i piloti dell' HIRP allineati alla partenza

Ha preso inizio con un benvenuto presso la sede della Honda Italia a Roma la sessione di formazione gratuita della tecnica di guida per i 24 piloti del Honda Italia Racing Project (HIRP) 2009.

È stata poi la pista di Aprilia (LT) a vedersi tracciare le prime linee di traiettoria dai nuovi allievi che studiano da campioni, benché le lezioni in aula sulla tecnica di guida sportiva siano state al centro di questo importante primo appuntamento del progetto HIRP 2009, utilissimi insegnamenti a cui si sono integrati anche gli incontri sia con il preparatore atletico sia con lo psicologo dello sport. Scopo comune dello stage di formazione è stato gettare le fondamenta per il conseguimento da parte degli allievi di quella coscienza atletica fatta di molteplici caratteristiche che, una volta acquisita, si svilupperà in eccellenti capacità di prestazione.

Il progetto HIRP, infatti, nelle sue precedenti edizioni ha dimostrato essere un efficace programma di formazione dei piloti in età giovanile; diversi sono i piloti che si stanno già mettendo in luce nelle vari campionati velocità, ragazzi selezionati e formati attraverso metodiche strutturate che nessuno al mondo aveva mai attuato. E ciò grazie ad un inedito progetto ed alla preparazione specifica dello staff didattico, coordinato da un tecnico della prestazione con qualifica di Alto Livello FMI conseguita dopo lunghi studi presso la Scuola dello Sport del CONI.

L’esclusivo progetto HIRP viene messo in campo stagionalmente dalla Honda Italia con grandi aspettative ed un notevole impegno di risorse. Oltre alla collaborazione della Federazione Motociclistica Italiana e del suo Settore Tecnico, è lo staff Honda Gresini a curare la gestione delle moto HRC NSF100, comprendendo anche la cura delle moto dei trofei annessi all’HIRP, ovvero l’NSF100 Junior Trophy e l’NSF100 Extreme Trophy, di fatto considerati rispettivamente un secondo ed un terzo livello di opportunità per allenare quanto appreso all’HIRP ed entrare a far parte del San Carlo Junior Team, squadra nelle cui fila militano i piloti che rappresentano la punta di diamante degli ex allievi HIRP.

Prossimo appuntamento 8 -10 maggio a Corridonia (MC). Il programma prevede venerdì 8 test per i piloti Junior Trophy ed Extreme. Sabato 9 scuola per HIRP e test per gli altri due trofei . Domenica 10 giornata di gare per tutti i 60 giovani piloti che sarà un vero e proprio momento di applicazione di quanto imparato in aula ed in pista nei giorni prima.

Comunicato stampa Honda

  • Share/Bookmark

Ricambi usati su ebay. conviene?

sabato, 28 febbraio 2009
dscf0422

ricambi su ebay: conviene?

E’ la domanda che si pongono in parecchi , più o meno avvezzi ai meccanismi della rete ma comunque ingolositi dal potenziale di poter accedere ad un parco ricambi pressochè mondiale a condizioni di prezzo vantaggiose.

In realtà bisogna tenere conto di una serie di fattori:

a)cosa compriamo.

b)da chi

c)come pagare.

vediamo questi aspetti uno per uno…

a) cosa compriamo: in primo quando effettuiamo la scelta del ricambio vedremo che ce ne sono con l’opzione “compralo subito” o attraverso il meccanismo dell’asta oppure con entrambi i meccanismi. cerchiamo quindi in primo luogo di farci un’idea di che cosa vale il ricambio usato sulla base di che cosa viene chiesto nei compralo subito… se ci vengono poste molte alternative di prezzo possiamo darci un tempo ed un tetto e tentare anche la strada dell’asta fermo restando però che quando si tratta di oggetti altamente desiderabili l’asta fa scattare un meccanismo di “ingarellamento decerebrato” per cui gli offerenti incominciano a rilanciare a raffica senza pensare a quel che stanno facendo… c’è gente che ha offerto quasi 200 euro per uno scarico 2 in 1 completamente arrugginito (ed in foto si vedeva) fabbricato con un collettore originale ed un terminale in carbonio derivato da un due tempi!!! piuttosto estendete la ricerca anche all’estero usando i parametri di ricerca estesa (che sono un pò nascosti a dire il vero) usando parle chiave delle lingue relative ai paesi più interessanti come ad esempio la germania che offre un vastissimo parco ricambi a prezzi più che onesti , idem la francia , l’olanda , il regno unito… altro punto… LEGGETE BENE GLI ANNUNCI. non devono spaventare le vendite con formula “visto e piaciuto”…tra privati non si può pretendere di chiedere la garanzia quando si attinge al garage di un appassionato anzichè ad una rete di assistenza. piuttosto laddove è possibile ritirate a mani e pagate cash dopo aver visto oppure chiedete MEGLIO IN UN COLPO SOLO anzichè per richieste successive foto dettagliate dell’oggetto visto da dove vi interessa di più. i risparmi rispetto al nuovo specie con ricambi NON STRUTTURALI possono essere notevoli… laddove poi si tratta di moto vecchie è una autentica necessità. il giunto cardanico della mia yama Xj 750 costa nuovo 240 euro. su ebay in germania se ne trovano in perfette condizioni a 30-40-60 euro massimo. in qualche caso sono addirittura fondi di magazzino nuovissimi. in italia nessuno si prende la briga di vendere oggetti del genere. vogliono tutti vendere le carene e gli scarichi in carbonio dell’ultimo R6 e possibilmente all’asta.

b)da chi: altra bella questione… in ebay ci sono venditori di ogni genere oltre ai tanti cittadini onesti che si disfano del ricambio lasciato in cantina spesso anche senza sapere quanto possa valere ci sono meccanici che si disfano di quella parte di ricambi che rischia di stare in magazzino per dieci anni… privati o più spesso meccanici che lo fanno per loro che vendono ad esempio i pezzi originali di una moto destinata alla trasformazione o alla pista  per poi reimpiegare parte del capitale per acquistare nuovi pezzi , restauratori , INCETTATORI che attingono alle aste che rischiano di finire deserte per comprare oggetti che per ingenuità del venditore (che magari mi mette all’asta partendo da un euro un telaietto reggisella di un VFR 750  con scadenza alle due del mattino di martedì)  finiscono per essere venduti ad un euro -due euro e poi rivenderli… ed infine esistono anche veri truffatori matricolati che vivacchiano mettendo annunci di cose che nemmeno posseggono , intascano i soldi e poi chiudono l’account e ne aprono un altro. credetemi c’è di tutto su ebay ed i meccanismi di vendita sono dovuti all’esperienza e alle necessità di chi vende…anche perchè va detto che per chi vende le commissioni di vendita di ebay arrivano anche oltre il 7% a cui si sommano i costi dell’annuncio ed eventualmente la commissione sulla transazione se l’acquirente paga con paypal . … quindi è ovvio che in qualche modo chi vende se non è uno sprovveduto dovrà rifarsi di queste spese senza per questo essere un poco di buono …ma come si capisce se un venditore è serio oppure no? non esiste un sistema infallibile ma qualche indicazione si può avere. in primo luogo il feedback ovvero la percentuale di transazioni andate a buon fine. vengono calcolate su base annuale (quindi se uno ha fatto un pò di porcate e poi sta buono per 12 mesi appare puro come un giglio) quindi se volete vedere le magagne dovete proprio scorrere uno per uno tutti i feed anche più vecchi di 12 mesi. va anche detto però che non mancano i casi di feed calunniosi da parte di acquirenti non paganti quindi cercate di leggere i vari botta e risposta. va detto che dal 2008 i venditori non possono mandare feed negativi agli acquirenti. ergo tenete gli occhi aperti da venditori  con pochissime transazioni che potrebbero essersi guadagnato il feed positivo vendendo a se stesso una penna bic da un euro. va detto che dopo 3 mesi nei database non compare più traccia di CHE COSA si è venduto ma solo il giudizio sulla transazione.

esistono comunque moltissimi venditori con centinaia di transazioni fatte con successo che descrivono e fotografano accuratamente gli oggetti , che sono disponibilissimi ad offrire spiegazioni anche sulla provenienza degli oggetti in vendita , sullo stato del ricambio e su eventuale restituzione del valore nel caso non soddisfacesse i requisiti richiesti e questo vale sia per operatori professionali che per semplici appassionati che trovano così il modo di finanziare le proprie passioni disfandosi di tutto ciò che non gli serve più. gli affari insomma esistono ma bisogna scegliere bene chi vende.  in ogni modo non credete ad offerte apparentemente troppo vantaggiose e se anche vi capita di aggiudicarvi un oggetto del genere fate molta attenzione a che sistemi di pagamento vi propone… se rifiuta paypal anche pagando le commissioni è meglio andarci cauti. non spaventatevi delle minacce di controversia di un truffatore. se non possiede l’oggetto difficilmente chiamerà in causa ebay.

c)come pagare: un ottimo sistema è il bollettino postale. sapete a chi pagate ed è certificato ed in 5 giorni mediamente viene ricevuto.ha validità legale a tutti gli effetti. un ottimo sistema se volete pagare con carta di credito e vedere il pagamento accreditato il mese preossimo è paypal. se l’oggetto “puzza” è un ottimo ssistema per snidare il truffatore eventualmente offritevii di pagargli le commissioni così davvero è in buona fede non avrà scuse. non è scluso tuttavia che si rifiuti semplicemente perchè nemmeno sa che cosa sia. per voi è doppiamente sicuro perchè in caso di non ricezione dell’oggetto potete aprire controversia e così facendo paypal sottrae in automatico i soldi al venditore dal conto paypal e se il soggetto non risponde alla controversia otterrete il riaccredito in automatico. se invece non vi metterete daccordo sarà paypal a giudicare e nel caso il venditore non sia in grado di dimostrare di avere spedito con tutte le cautele necessarie fornendo anche un tracking della spedizione otterrete in ogni caso l’accredito (coprendo il valore fino a 1000 euro in caso di insolvibilità).

assolutamente sconsigliabile caricare carte postepay altrui. dal punto di vista strettamente legale NON E UN PAGAMENTO e non è garantito nè da ebay nè dalle leggi rientrando nei casi di incauto acquisto. dal resto presenta discreti rischi sia per chi lo riceve che per chi lofa. chi lo fa può dimostrare di aver trasferito il denaro ma chi lo riceve può non essere l’intestatario della carta che puo essere stata venduta o sottratta. al contrario chi paga potrebbe usare il numero della carta di credito ricaricata per tentare di fare acquisti su siti non protetti adeguatamente da codice di verifica prosciugandone il contenuto. l’ideale sarebbe pagare con paypal (che all’acquirente non costa nulla) inserendo come strumento di prelievo la propria postepay.

molta gente si sente tutelata al 100% dal pagamento mediante bonifico. in linea di principio può essere vero ma sull’efficacia pratica c’è da discuterne. in primo luogo c’è sempre la problematica che è molto difficile poi per l’acquirente capire quando e come lo paghiamo. vero possiamo mandargli la ricevuta del bonifico ma non possiamo pretendere che lui ci consegni prima di vedere i soldi accreditati sul conto. possiamo è vero fargli avere il CRO del pagamento ma è pur vero che non sono così rari i casi in cui le banche anche in presenza del CRO  dicono di vedere l’accredito soltanto quando si prendono la briga di registrarlo e purtroppo la regolamentazione delle comunicazioni interbancarie è una selva intricata di regole che a noi appaiono incomprensibili in cui il dubbio che entrambe le banche guadagnino sulle valute a volte ci assale… tenete conto che se una persona dichiara di aver pagato inviando una ricevuta falsa non avremo nessuna possibilità di dimostrarlo perchè la banca emettente non è tenuta a dichiarare la veridcità o meno di una ricevuta fatta da un proprio cliente nei confronti di terzi. la banca risponde solo al proprio cliente e nemmeno ci può dire se tizio ha fatto o meno l’operazione in questione. non mancano i casi di bonifici regolarmente partiti e poi annullati in giornata per mancanza di fondi o perchè il cliente ha chiesto la revoca. ergo se non avete fretta usate pure il bonifico solo sappiate che da banca a banca in casi come assenza dell’iban o piccoli errori di forma che consentono comunque di risalire al beneficiario possono volerci anche due settimane prima che il bonifico risulti regolarmente accreditato. inoltre in caso di microtruffe a cui non corrisponde poi l’invio della merce non è poi così facile riavere i soldi indietro ovvero attivarsi per riavere i soldi costa spesso più che lasciarli al truffatore che magari nel frattempo ha anche chiuso il conto…   ovvio se dobbiamo fare trasferimenti di denaro consistenti  e certificati non ci sono molte alternative. quanto invece a Western Union , Money gram eccetera la certezza del trasferimento di denaro c’è. ma la possibilità di riavere indietro i soldi in caso di truffa è pressochè nulla non trattandosi di correntisti.

nella prossima puntata parleremo di come VENDERE ricambi usati su ebay.

Giuliano Campagnola

  • Share/Bookmark

Mission One presenta: EV sport bike l’elettrica da 240 Km/h

giovedì, 5 febbraio 2009

Era prevedibile che l’effetto TESLA si ripetesse anche tra le moto… svelata oggi al TED (Technology, Entertainment, Design)  e disegnata Yves Béhar ed è attesa al debutto il 12 giugno 2009 nel TTXGP , un trofeo internazionale per moto elettriche che si disputa sull’isola di Man in inghilterra. dal resto  la tecnologia esiste. nessuno la nasconde più. ora bisogna solo appurare che una fetta di mercato tradizionalista fino al midollo come quello dei motociclisti sia pronto a queste novità… di fatto il signor Forrest North ed i suoi soci fondatori Edward West e Mason Cabot hanno messo insieme un autentico Dream Team con un incredibile bagaglio di esperienza nell’ambito elettrico per arrivare a questo risultato. 240 orari per 240 km di autonomia con una ciclistica di riferimento ed il meglio che c’è sul mercato in fatto di componentistica. si potrà discutere sul design forse un pò troppo avveniristico ma c’è da scommeterci che i primi 50 nababbi che si compreranno queste creature nel 2010 al prezzo $68,995 gradiranno il fatto che il mezzo non passi inosservato.

elementi di nota: un motore trifase raffreddato a liquido!!! . batterie che si ricaricano interamente in due ore.  , frenata rigenerativa regolabile che si può aggiustare in funzione delle necessità settandola sul peso del pilota. sistema di acquisizione dati integrato. freni brembo e ruote marchesini…una garanzia!

P O W E R T R AI I N
Battery Pack High Energy Lithium-Ion with Integrated Safety
Motor Liquid-cooled, 3 phase AC Induction
Torque 100 lb-ft @ Zero RPM
Transmission Single speed, #525 O-ring chain

C H A S S I S
Front Suspension Ohlins, 43mm inverted fork, fully adjustable
Rear Suspension Ohlins, single schock w/piggyback reservoir
Front Brakes Brembo forged 4 piston calipers.
Rear Brakes Brembo, 220mm disc; single-piston caliper
Wheels/Tires/Front Marchesini forged Al 3.5″x17″, 120/70Z
Wheels/Tires/Rear Marchesini forged Al 6.0″x17″, 190/55

T A R G E T P E R F O R M A N C E
Top speed 150mph
Range 150 miles per charge (Est. under EPA drive cycle)
Recharge Under 2 hours @ 240V (8 hours @ 120V)
Features: Adjustable regenerative braking,
Intuitive/adjustable data acquisition system

  • Share/Bookmark

La mia R1 euro 0 inquina? ed io la elettrifico!!!

domenica, 30 novembre 2008
R1 elettrica - fonte blog.makezine.com

R1 elettrica - fonte blog.makezine.com

così deve avere pensato Justin Gray , un californiano che normalmente si dedica alla realizzazione di Robot radio comandati che sfidano in avvincenti (per gli americani si intende…a noi non ce ne può fregar di meno) battaglie all’ultimo bullone in arene televisive… ma purtroppo da noi mentre su un auto è possibile portarsi dietro un bombolone di GPL ad alta pressione e circolare liberamente per strada certificando il mezzo in un battibaleno , in italia e solo in italia il cambio di alimentazione da benzina ad elettrico è sottoposto al rilascio di un NULLA OSTA da parte del costruttore del veicolo d’origine (ne caso specifico la Yamaha in GIAPPONE) cosa che regolarmente NON AVVIENE ed in assenza dello stesso non c’è motorizzazione al mondo che ti permetta di elettrificare un mezzo a benzina senza dover ricorrere alla omologazione in esemplare unico… a proposito è in atto una iniziativa di MONDO ELETTRICO per sottoporre alla CEE questa anomalia e potrete effettuare il download della lettera per aderire alla protesta cliccando QUI

Il mezzo è equipaggiato con ben 28 batterie lithium (LiFePo), motore a corrente alternata, il drive controller è un Curtis AC , il caricatore è uno Zivan charger e ovviamente una intelaiatura in alluminio tiene insieme il gruppo batterie incapsulato dove normalmente andrebbe collocato il motore… il tutto impacchettato dentro al telaio di una “vecchia” R1 del 2000. per la demoltiplica non si è adottato alcun doppio giro di catene ma una primaria diretta con un piccolo pignone ed una generosa corona… per certi aspetti molto simile ad una grossa moto elettrica radiocomandata… il mezzo è stato registrato in california e gira per strada dotato di freccie e targa… scusatemi ma non immaginate quanto invidio quest’uomo….non solo per l’ingegno e la maestria (notare con quale cura le batterie sono incastellate in modo da restringere la sezione verso il basso ed ottimizzarne il profilo) con cui è  riuscito a creare un mezzo notevole , ecologico e senz’altro divertente da guidare, ma anche perchè negli USA dove non si formalizzano in mille pratiche per comprenderne la non pericolosità, questo mezzo può circolare liberamente per strada… in fondo ragioniamo: il telaio è quello. i freni sono quelli. le gomme-ruote sono quelle. le emissioni sono AZZERATE… che cosa resta da certificare? che non prenda fuoco? è più facile che avvenga se è a benzina non vi pare? ragionamento troppo complesso per i burocrati italiani!!!  prima che succeda da noi ha da venì baffone!

qualche dato per gli scettici:
Coppia massima: 94.9 Nm
giri max: 8,000
Potenza : 70 CV
Autonomia a 105 kmh di velocità : 128 Km
Peso: circa 181 Kg
Tempo di ricarica: 7 ore da attacare alla normale rete elettrica.

Giuliano Campagnola

  • Share/Bookmark