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Mission Motors presenta R , la risposta americana a Mavizen e CRPMission Motors teases with racy silhouette of Mission R

giovedì, 4 novembre 2010


Era da un pò che non si sentiva parlare della Mission Motors… dopo un anno sabbatico lonbtano dalle competizioni , l’ultima volta che avevamo sentito parlare della Mission era in occasione di un imminente accordo con la Zongshen , costruttore cinese di motociclette già ormai da tempo impegnato nell’affermare il proprio marchio attraverso una partecipazione alle competizioni sportive, e a sugellare l’accordo erano state circolare foto di una avvenente modella cinese a cavallo di una Mission One…

Allo stato attuale non sappiamo quale sia lo stato delle trattative tra i due marchi , ma il fatto che la Zongshen si sia iscritta al motomondiale TTXGP con Suzuki Agni anzichè di una Mission one aggiornata a nostro avviso la dice lunga su come è andata a finire… anche se non è detto.

A far pensare ad un abbandono del campo moto è stato anche un recentissimo comunicato stampa (due giorni fa)  dove Mission presentava al pubbloico un innovativo powertrain caratterizzato da un modernissimo motore AC raffreddato a liquido,  batterie al litio  e  un controller su misura con potenze “automobilistiche”…ed invece Mision che ti combina? ecco sbucare questo intrigante teaser che la dice lunga sulle intenzioni di Mission in merito alla volontà di sotterrare l’ascia di guerra… non si tratterebbe però di una moto ufficiale , ma di una moto clienti destinata ad essere cavalcata da privati esattamente come avvenuto con CRP e Mavizen.

Le linee sono molto intriganti e colpiscono la curiosa inclinazione all’indietro dell’ammortizzatore posteriore e le forme snelle che fanno pensare ad una motocicletta assai piu leggera della monumentale One realizzata su base telaistica KTMLC8 dello scorso anno. potrebbe addirittura trattarsi di una Formula 75 ovvero di una TTXGP “junior”… tutto quello che si sa è che il motore è prodotto da Mission stessa ed è raffreddato a liquido ,


If you were worried that the recent announcement by Mission Motors of a new drivetrain division meant an end to the company’s future motorcycle plans, the release of a new teaser image should calm you down. Appearing on their freshly revised website, a silhouette of the “Mission R” shows an electric bike that’s clearly not designed for cruising the boulevard.

The company is all “mum’s the word” about the performance-oriented machine (despite our best Jedi mind trickery) beyond that it’s “…what’s next on the moto side, the Mission R.” But the image does tell us something. It’s not the Mission One in either street or Bonneville Salt Flat guise. The fairing, seating and tailstock are quite different, as are the wheels and the angle of the rear shock. Considering the components that Mission is now selling, it also very likely features a liquid-cooled AC motor and controller.

The “R” in motorcycle nomenclature typically stands for “race” so we’ll crawl out on that limb and say this bike is meant for the track. Whether the Mission Motors team will race it themselves or offer it up for others à la the Mavizen and CRP Racing model is unknown, but if they want to make some sales, they’re going to have to demonstrate that the Mission R is superior to the current offerings from those companies.

Source:www.autobloggreen.com

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…ed ecco che anche MINI fa lo scooter elettrico!… and MINI too show one own made electric scooter!

lunedì, 13 settembre 2010

Ebbene si…già il salto della quaglia lo fece Renault marchiando degli scooter Benelli… in particolare lo scooter coperto ADIVA , poi di pochi giorni fa la notizia dello scooter elettrico della SMART ed ora su Facebook , all’ interno del gruppo dedicato al progetto MINI E sono state mostrate lee prime bozze di un concept costituito da uno scooter elettrico marchiato MINI. loscooter dalle linee molto accattivanti prenderebbe in prestito dalla Mini la forma del faro anteriore e dalla ISETTA gli specchietti con indicatori di direzione integrati (da motociclista questa non mi sembra una bella idea) …

Ora sono in corso studi di marketing peer capire quali altri aggeggi verranno considerati irrinunciabili dai fans della MINI… probabilmente lo stesso caratteristico tachimetro tondo centrale… o qualche altra cosa come un GPS , una radio o il segnalatore per evitare l’investimento dei pedoni…. vedremo che cosa ne verrà fuori. certo è che l’oggetto sembra davvero molto carino  anche se nessun dato tecnico è stato diramato.

sorgente:www.autobloggreen.com

[nggallery id=94]MINI has shared plans with their Facebook fans (all 370,702 of them, making them even more popular than David Hasselhoff) to bring their latest electric concept to the Paris Motor Show. Sporting the colors and insignia of its MINI E, a trio of drawings reveal a scooter with a Vespa-esque rear following up a somewhat less successful fascia. The MINI-style mirrors are a nice touch while the turn lights insinuate the Isetta, almost saving the design from its bland headlight, but its departure still seems significantly superior to its arrival. Perhaps it will look better when we see it in the metal. Maybe even better than its Smart competition.

More interesting than esthetics are hints at the mechanicals. It looks like, and feel free to correct us in the comments if you think differently, both the front and rear wheels contain motors. This arrangement could also foretell some regenerative braking, though the extra engineering might add too significantly to the price tag should it ever make it to a retail outlet near you (I said outlet, get it?). Also of interest is that little box that would be located between your shins if you were astride the little beastie facing what we hope is a MINI-style speedometer. Radio? GPS? Pedestrian warning system? We’ll let you know in a few weeks.

source: www.autobloggreen.com

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Presentata una Royal Enfield elettrica

mercoledì, 5 maggio 2010

hhead-voltaelectro01

Ci rendiamo perfettamente conto di quanto strano e poco ortodosso possa sembrare l’elettrificazione di una motocicletta praticamente d’epoca in quanto replica fedele fatta in India di una motocicletta inglese degli anni 50… eppure l’idea e agli occhi nostri tutt’altro che balzana.

Si tratterebbe in buona misura di una applicazione del concetto di “retrofit elettrico”. ovvio bisognerebbe stabilirne i criteri per far si che il veicolo risulti fedele all’originale per quanto possibile,  ma al tempo stesso rispondente al concetto di veicolo di interesse storico a ZERO EMISSIONI.

Ad ogni modo negli states , dove sul decidere cosa possa circolare e cosa no non si va tanto per il sottile , la cosa e già possibile. La Royal Enfield che vedete in questa fotografia e derivata direttamente dalla Bullet 2008-9 ed e pero stata equipaggiata con una semicarena  che nasconde un motore elettrico HMH-62 ed una batteria al litio polimeri da 102 volts con una potenza di 6 kwh il tutto per la somma di 18.500 dollari.

lode all’inventiva  e al coraggio, anche se per questo prezzo avremmo gradito un livello di finitura migliore ed una carenatura specifica che non sia rattoppata alla meglio da una “scatola” destinata a nascondere il tutto. ci auguriamo tuttavia che l’esempio sia seguito da altri…

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fonte: www.autobloggreen.com

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M-ORG il chopper verde organico assolutamente indescrivibile…

domenica, 11 aprile 2010

m-org-customGià le linee hanno un che di alieno e sembrano ispirate dalle foglie di una felce che si intrecciano ad imitare le linee di una moto… che però possiede un motore bicilindrico endotermico raffreddato ad aria. il costrutttore dichiara che il telaio , le sospensioni e lo sterzo derivano da sostanze organiche anche se riguardo al processo che porta dalla sostanza organica (quale?)  ail designer Michael Smolyanov parla di un processo che farebbe uso di fluorina per distruggere la parte organica e processare il carbonio.

Ad ogni modo anche volendosi soffermare solo sull ‘aspetto stilistico il veicolo e da lodare per originalità e ricerca di forme assolutamente mai viste prima.

la sella certo non appare granchè comoda (deriverebbe da quella di un trattore spogliata di ogni imbottitura) ed il motore , quandanche funzionasse ad etanolo , non sarebbe certo questo trionfo di ecologia , ma sul piano dell’originalità e sicuramente degno di nota.

www.autobloggreen.com

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KTM FREERIDE: per l’enduro elettrica e l’ora della verità

mercoledì, 24 marzo 2010

ktmfreerideGià da due anni Ktm lavorava ad un progetto elettrico ma le informazioni in merito erano sempre piuttosto scarse…In base alle ultime delucidazioni diramate da Ktm , pareva che si dovesse aspettare il salone di Tokio per conoscere notizie in merito ai due nuovi prodotti elettrici della casa austriaca, ed invece inaspettatamente il mensile tedesco MOTORRAD ha diramato la notizia in anticipo con diverse immagini d’anteprima che noi abbiamo avuto modo di trovare sul sempre ben informato autobloggreen.com

Si tratta in effetti del nuovo modello freeride proposto nella variante cross e in quella supermotard ma le due moto sono completamente diverse. telaio perimetrale per il cross e tubolare in acciaio per il motard. curiosamente quest’ ultima adotta una forcella di tipo ciclistico (ma sarebbe meglio dire per il downing) ovvero con i due steli fissati a sbalzo su una adeguatamente dimensionata piastra inferiore, esattamente come avviene anche negli scooter, mentre il manubrio è calettato direttamente sul canotto.

Non sono molti i dati tecnici diramati fino ad ora…sappiamo di una potenza pari a 30 cv ed un peso di circa 90 kg mentre invece ci sono già stime sui prezzi che si annunciano abbastanza vicini a quelli di Quantya e decisamente piu alti di quelli di Zero quindi in una fascia tra i 10 e i 13.500 euro , ma già sapevamo che la ktm non sarebbe andata a lottare nella fascia bassa di un mercato così poco affollato. e dal resto trattandosi di un prodotto esclusivo che permetterà agli acquirenti di divertirsi senza inquinare ne disturbare il prossimo , considerando i costi tutt’altro che bassi dei prodotti a benzina, riteniamo  che siano soldi ben spesi.

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Ufficiale : la cinese BYD e la DAIMLER BENZ creeranno un veicolo elettrico con un nuovo marchio

martedì, 16 marzo 2010
la cinese Byd e6 ha linee tradizionali , ma prestazioni da capogiro

la cinese Byd e6 ha linee tradizionali , ma prestazioni da capogiro

Già qualche rumors girava attorno a questa notizia … La cinese Byd dopo aver incassato il primo ordine di 100 pezzi presso una azienda di taxi a Shanghai , ha messo a segno un altro colpo: in collaborazione con il gruppo daimler verrà realizzato sul suolo cinese un veicolo con un brand tutto nuovo da collocare nell’ambito dei veicoli EV ad emissioni zero. non si sa nulla però sulla tabella di marcia di questo progetto. certo e che la Byd e un partner strategico in quanto ha già commercializzato un veicolo elettrico dalle caratteristiche abbastanza avanzate , si trova su un territorio , la cina , dove il know how e la tecnologia in materia di batterie al litio e allo stadio piu avanzato e dove i costi sono piu bassi. inoltre c’è un grosso mercato interno fatto sia di amministrazioni locali , che di aziende di trasporti che già rappresenterebbe un bacino di utenza importante e non ultimo il fatto che il KNOW HOW di BYD nel settore è alquanto rilevante e la e6 di cui abbiamo già parlarto in precedenza, costituisce una ottima base di partenza … moltissime quindi sono le motivazioni che spingono la Daimler verso la Byd. se si somma questo al fatto che Marcedes e già da quasi un anno Partner anche di Tesla, si capisce quanto l’azienda tedesca investa in questo settore.

fonjte:www.autobloggreen.com

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In Corea del Sud e entrato in servizio il primo trenino wireless

giovedì, 11 marzo 2010

Treno-cattura-energia -dal-suolo

In concreto si tratta dell’applicazione del KAIST, ovvero  di una tecnologia che permette di trasmettere la corrente elettrica senza contatto da sotto l’asfalto verso un veicolo che si muove su gomme seguendo un percorso preordinato. in pratica la corrente elettrica viene convertita in flusso elettromagnetico attraverso dei trasmettitori posti sotto l’asfalto che poi viene ricatturata a distanza sotto forma di flusso elettromagnetico e riconvertita in energia elettrica per poter mantenere carichi gli accumulatori del veicolo.  questo significa che se anche per qualche tempo il veicolo non segue esattamente il percorso imposto , puo sempre far ricorso ai propri accumulatori e quindi non succde nulla. la tecnologia potrebbe essere applicata anche ai filobus o ai treni di superficie che non necessiterebbero piu di binari ma semplicemente di un nastro di asfalto dentro il quale vengono annegate delle bobine in tensione. il veicolo utilizzando questa tecnologia messa a punto dall’istituto coreano per le tecnologie avanzate necessita al massimo del 20% del fabbisogno delle batterie rispetto ad un veicolo analogo interamente a batteria e puo continuare a viaggiare senza sosta con notevole vantaggio sia per i costi che per la continuità di utilizzo. sappiamo che sono allo studio sistemi analoghi per consentire la ricarica degli autobus durante le fermate attraverso apposite piattaforme elettromagnetiche collocate nelle stesse mentre in autostrada riteniamo sia possibile effettuare la ricarica in movimento attraverso il passaggio in apposite corsie dotate di bobine annegate nel sottosuolo. fonte www. autobloggreen.com

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SALONE DI GINEVRA: Lotus sbarca nel mondo dell’ibrido con la stupefacente Evora 414E Hybrid

venerdì, 26 febbraio 2010

Lotus ha formalmente annunciato l’intenzione di portare a Ginevra la Evora 414E Hybrid , una suporsport ibrida dpinta da due motori elettrici montati su ciascuna ruota da  400 cavalli totali dotata di un range extender costituito da un motore a tre cilindri 1.2 lt di cilindrata a benzina che funziona a regime costante di cui vi avevamo parlato tempo fa .

per quale ragione non si e optato per un full Electric? e la Lotus stessa a spiegarlo:

lotus-evora-hybrid-leadA differenza di tutti i veicoli ibridi piu conosciuti e prodotti, il tre cilindri da 47 cavalli della Evora non fornisce potenza alle ruote, ma al contrario funziona come motogeneratore ed agisce direttamente sulle batterie da 17 kw/h capaci di spingere il veicolo senza assistenza esterna per circa 56 km ….

I due motori elettrici sono separati così da avere un efficace controllo di trazione oltre che a fare a meno del differenziale che comunque disperderebbe  potenza.

Così facendo invece e possibile oltre che agire sul controllo del retrotreno, indurre quando necessario anche un effetto sterzante gestendo la coppia sulle singole ruote atte alla trazione.

fonte: autobloggreen.com

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