Articoli marcati con tag ‘attenzione’

Vittoria tricolore per eCRP 1.4 a Magny Cours

lunedì, 18 aprile 2011

Dopo le prove di qualifica di ieri pomeriggio e di questa mattina, in cui il team tedesco sembrava essere il favorito, la eCRP 1.4 ha stravolto ogni pronostico andando a vincere la prima gara del campionato e-Power FIM.

Magny Cours, 15 aprile 2011. La soddisfazione da parte del team CRP Racing è alle stelle, ancora una volta la tecnologia ecologica italiana ha trionfato di fronte all’avversario del team Munch, che ha avuto invece problemi tecnici.

La casa costruttrice italiana ha lavorato molto in questi mesi non solo sulla velocità del mezzo, ma anche sull’affidabilità e questo atteggiamento ha ripagato con una strepitosa vittoria.

Alessandro Brannetti (#44) vince in sella alla eCRP 1.4  dopo aver effettuato 6 giri sul circuito francese, famoso per il suo tracciato veloce e impegnativo.

Per quanto riguarda i tempi Brannetti ha registrato 02.04.389, mentre il suo avversario 02.05.036, a fine gara il team italiano ha registrato 13.34.794 e il team tedesco 16.09.021.

“Sono felice di questa importante vittoria, le qualifiche di ieri e di questa mattina ci avevano fatto pensare ad una supremazia da parte del team tedesco. Ma l’affidabilità della eCRP 1.4 è stata straordinaria e ha fatto la differenza, portandoci alla vittoria.” dice Alessandro Brannetti.

Prossimo appuntamento in Germania a Schleiz il 15 maggio con e-Power FIM.

CRP Group

Il Gruppo CRP è formato da sei aziende: CRP Engineering, CRP Meccanica, CRP Racing, CRP Technology, CRP Service e CRP USA. Ognuna delle realtà rappresenta un esempio di eccellenza in ciascun settore di attività. Dall’esperienza di oltre 40 anni nel mondo della F1 a fianco dei più importanti team internazionali, il Gruppo CRP si distingue per il suo know-how in specifici campi applicativi, dalla prototipazione rapida, alle lavorazioni CNC di alta precisione, allo sviluppo di veicoli racing a due ruote sia endotermici sia elettrici, alla creazione di servizi focalizzati alla cura ed attenzione del cliente.

www.crp.eu

La eCRP 1.4

La eCRP 1.4 nasce dall’evoluzione della precedente versione 1.2, caratterizzata da diverse migliorie tecniche andando a rappresentare il miglior compromesso costi/benefici relativamente alla tecnologia per la propulsione elettrica, in cui CRP ha cercato di trovare il giusto equilibrio tra peso e dimensioni delle batterie, permettendo una maneggevolezza inaspettata per un veicolo elettrico, per un peso totale di soli 160kg, aspetto fondamentale per un mezzo a due ruote.
La eCRP 1.4 monta una batteria litio-polimeri da 7.4Kw/h raggiunge una velocità massima di 220 km/h, ha una accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi, 120 Nm di coppia sempre al 100%, infine monta una coppia di motori DC.

L’ammiraglia elettrica 2011 è caratterizzata da un datalogger e una sensoristica con sistema GPS integrato per registrare i valori dei sensori delle sospensioni anteriori e posteriori, il comando gas, il controllo di volt/ampere in ingresso e in uscita dal controller, il monitoraggio della temperatura dei motori (aggiornati 2011) e del controller.

Con questo espediente tecnico CRP Racing ha voluto avvicinare il mondo delle competizioni tradizionali a quello delle competizioni elettriche per migliorare le singole strategie di gara.

www.ecrp.eu

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Un nuovo team italiano si affaccia alle gare di moto elettriche: si chiama VERCARMOTO

mercoledì, 30 marzo 2011

Il team Vercarmoto diretto da Carlo Gelmi a Bellano (LC) ha davvero le idee molto chiare: dopo anni di esperienza al Tourist Trophy con le motociclette termiche, dopo aver visto con i propri occhi il potenziale delle moto partecipanti alla categoria TTZero il team ha deciso che era il momento di dare un taglio netto con il passato e di mettere su carta e poi su pista qualche ideuzza che da tempo frullava nella testa del titolare del team.

Nasce così su base yamaha R6 questa interessantissima motocicletta dotata di un motore sincrono raffreddato a liquido da 90-100 cv che è stato però calettato sul blocco motore originario opportunamente modificato al fine di conservare l’uso del cambio a sei marce.  Tutto nuovo e progettato in casa anche il controller ed il sistema di frenata rigenerativa ed una attenzione particolare è stata volta al contenimento del peso che con una opportuna scelta delle batterie è stato contenuto nel limite dei 230 kg.

I titolari del team sono evidentemente convinti che la presenza del cambio pur a fronte di un aumento del peso e degli attriti ripaghi poi con assai piu vantaggi in materia di gestione della potenza e del contenimento dei consumi. anche noi siamo di questo avviso anche perche non si parla di gestione della coppia che già abbondante , ma proprio di contenimento del lavoro resistente e quindi dei consumi in gara oltre che di un potenziamento dell’effetto rigenerativo in fase di scalata.

Le moto in allestimento sarebbero due e godrebbero della collaborazione della Yamaha stessa. grossi nomi per quel che riguarda i piloti: Ian Hutchinson e Paul Owen sarebbero i principali candidati alla guida dei due bolidi VERCARMOTO.

Sito ufficiale Vercarmoto : http://www.vercarmoto.com/
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L’erede elettrica della Citroen Mehari si chiama Rinspeed Bamboo

mercoledì, 23 febbraio 2011

Ok …ma che auto era la Citroen mehari? Forse i piu giovani tra voi non ne hanno mai vista una…  ma tutti quanti avranno sentito parlare della Dyane o della 2CV.

Ebbene in quegli anni si erano diffuse un certo tipo di auto aperte chiamate “per il tempo libero” come ad esempio il Dune Buggy della Puma , piuttosto che la Pescaccia della Vokswagen o appunto la Mehari. la filosofia di base era sempre la stessa: telaio a pianale , carrozzeria in fibra di vetro e assenza pressochè totale di portiere e in molti casi anche del tetto.

Ebbene la Mehari su pianale della Dyane aveva proprio queste caratteristiche e grazie alla sua praticità e leggerezza unite ad un prezzo non troppo alto , ebbe a cavallo degli anni 70 ed 80 un discreto successo…

Ora che i veicoli elettrici per ragioni di costi di industrializzazione in raffronto a numeri produttivi bassi , hanno la necessità di infilarsi in TUTTE le nicchie di mercato laddove il range ed il prezzo hanno una importanza relativa (fateli voi 1000 km di autostrada con un’auto scoperta e poi mi dite) ecco che allora ha veramente un senso proporre la Rinspeed bamboo che della progenitrice ricalca a grandi linee le forme e che effettivamente si presta ad attrarre l’attenzione di autonoleggi in luoghi di villeggiatura piuttosto che di veicoli destinati al piccolo diporto turistico balneare nella stagione estiva.

Alcune caratteristiche sono davvero bizzarre come ad esempio la presenza dei sedili posteriori gonfiabili che possono quindi essere fatti sparire all’occorrenza o la presenza di una webcam e di un identificativo sulla calandra che riporta l’identità facebook degli occupanti.

le linee sono gradevoli e dal resto anche le prestazioni sono interessanti: 120 km/h di velocità massima ed una autonomia di 100 km sono prestazioni ragionevoli a fronte di un prezzo che per il momento è sconosciuto , trattandosi dal resto di una concept.

nella foto sotto: la citroen Mehari

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TTXGP 2010 finalissima ad Albacete. la CRP sarà presente con due moto!

martedì, 19 ottobre 2010


Pronti per la Grande Finale del Mondo ad Albacete, in Spagna, in occasione della finale UEM
il 23 e 24 ottobre .

La nuova generazione del motociclismo da competizione scende in pista per incoronare il primo Campione del Mondo del TTXGP 2010.

Dopo aver corso in America, Inghilterra e Olanda, i migliori team del TTXGP sono pronti per lo spettacolo delle competizioni del futuro…e la eCRP 1.2 non poteva di certo mancare.

Il team CRP Racing e il pilota Alessandro Brannetti avranno il compito di rappresentare ancora una volta l’Italia con l’obiettivo di portare in alto il Tricolore, come è successo ad Assen e a Brands Hatch con la vittoria del titolo europeo.

Ricordiamo infatti che entrata in scena soli pochi mesi fa, a campionato già aperto, la CRP Racing con la sua eCRP 1.2 ha sbaragliato tutti i contendenti, conquistando il titolo del TTXGP EU 2010, lo scorso 2 e 3 ottobre.

Alessandro Brannetti è stato artefice di una performance di altri tempi, in cui il cuore e la mente erano per la grande sfida in sella alla eCRP 1.2, la moto elettrica 100% racing progettata e realizzata da chi di corse se ne intende, la CRP Racing, che ha dato vita ad un vero e proprio gioiello di tecnologia all’insegna della nuova alba del motorsport.

Anche il team russo SMP Racing porterà in pista con il giovane pilota Ivanov Alexey, la eCRP 1.2 con la voglia di sperimentare e testare la moto elettrica italiana.

L’attenzione è puntata sul circuito di Albacete, l’emozione e l’adrenalina dello spettacolo sono assicurati. Gli alfieri di domani sulla griglia di partenza per promuovere e divulgare la loro passione e il loro credo in una nuova generazione del motorsport.

fonti:

www.crp-racing.com

www.ecrp.eu

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Disinserimento automatico degli indicatori di direzione nelle moto: perche non è obbligatorio?

venerdì, 10 settembre 2010


Indicatori di direzione, ovvero frecce: perché le moto non hanno di serie un dispositivo acustico che ne ricordi il disinserimento dopo la manovra?
Di più. Privilegio dei piloti a quattro ruote, perché un tic tac ritmato e forse un tantino esasperante redarguisce il pilota a quattro ruote un po’ svampito in merito ad una più che eventuale dimenticanza che, per altro, una semplice rotazione del volante perdona da sé senza neanche rimprovero? Misteriosa disparità fra autoveicoli e motocicli, sorprendente davvero considerato quanto attuale sia, per tutti – a maggior ragione per una categoria potenzialmente “debole” quale quella dei motociclisti – la questione della sicurezza.
Sono una motociclista in erba e forse l’interrogativo strapperà il sorriso ai veterani. Eppure, con tutta l’ingenuità di cui sono capace, non riesco a capire la ragione per cui gli indicatori di direzione, comunque per legge obbligatori dal 1993 su tutti i motocicli – tranne alcune rare e comprensibili eccezioni (le “biciclette con motore” o moto quali il Caballero 50 versione competione racing e simili) –, siano in questo caso sprovvisti di un segnale acustico in grado di salvaguardere l’incolumità di tutti, specialmente se i centuri alla guida sono smemorati.
Giro la riflessione all’attenzione delle case costruttrici che in fase di omologazione potrebbero risolvere assai semplicemente la cosa montando un banale cicalino.
E perché, aggiungo in chiusura, oltre alle frecce direzionali destra/sinistra, non predisporre un dispositivo in grado di segnalare la sosta forzata del veicolo? Potrebbe, all’occorrenza, valere un lampeggiamento in sincro delle frecce tanto più che l’arci-noto segnale mobile di pericolo di forma triangolare è e rimane ancora prerogativa esclusiva dei “quattroruotisti”.

Valeria una nostra lettrice.

Risposta di Motorcafè: Che io sappia il cicalino esiste già sulla magggior parte dei veicoli…semmai c’è da chiedersi perchè non è obbligatorio e se esiste un limite minimo di decibel che esso deve avere per non essere coperto dal rumore del motore e del vento . l’ideal sarebbe un automatismo che a manovra conclusa si disinserisca da solo, ma forse qui c’è un problema tecnico nel realizzare un automatismo affidabile al 100% in tal senso.

Posso comunque dirti che diverse moto cel’hanno. scooter di fascia medio alta e anche diverse moto auto9matiche come ad esempio la Aprilia Manà che io ricordi

. e non è nemmeno un’idea tanto fresca… la Yamaha XJ400 di un mio conoscente aveva appunto questo dispositivo . non puo essere però un qualche cosa di meccanico come avviene negli autoveicoli perche i movimenti dello sterzo di una moto sono molto piu precisi e diretti di quelli dello sterzo di una macchina e lo sterzo spesso si muove a destra e sinistra anche durante le traiettorie delle cuve per evitare buche o tombini… pertanto se il meccanismo lo vincoli al ritorno in posizione diritta dello sterzo corri comunque il rischio di cadere in errore. deve essere un qualche cosa di vincolato all’inclinazione della moto…tipo che a distanza di 3-5 secondi da quando hai raddrizzato definitivamente la moto la freccia si disinserisce.

di solito comunque il meccanismo piu semplice ma bisogna vedere fino a che punto efficace è un potente cicalino che di solito non manca affatto semmai, va dimensionato diversamente a secondo del rumore di scarico, della meccanica e del vento che ti arrriva sul casco. poi se hai un jet forse senti qualcosa ma con certi caschi integrali non si sente proprio nulla…. e quando si sente molti motocliclisti chiedono al meccanico o al concessionario di disinserirlo perche “da fastidio”… comunque ripeto…si tratta di un dispositivo sicuramente alla portata di qualsiasi costruttore ma specie di questo tempi dove gli stessi lottano per pochieuro sul prezzo del prodotto finito non mi stupirei che la necessità di questi ausili sia passata ins econdo ordine. volevo solo rassicurarti sul fatto che esistono e che diverse moto li adottano.

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[VIDEO]Storica vittoria di Quantya nel SX Minimoto a Las Vegas: per la prima volta una motocross elettrica davanti a tutte le moto a benzina!

venerdì, 14 maggio 2010

Il 7 maggio 2010 sarà una data da incorniciare nella storia dei veicoli elettrici. ad un anno di distanza dalla epica sfida a Las Vegas tra svizzera Quantya e la americana ZERO si e deciso di allargare la sfida ad un plotone di moto a benzina capitanate da Jay Maloney su Kawasaki e da  Jimmy Lewia bordo di una  BBR Honda 150F.

il plotone elettrico invece vedeva alla guida delle ZERO Chris Dvoracek e il campione mondiale di motocross Sebastian Tortelli , mentre invece protagonista del plotone Quantya e stato l’asso Drew Gosselaar…

Il trofeo denominato Minimoto SX Energy Crisiscross ha visto per la prima volta misurarsi insieme e con il beneplacito della AMA motociclette elettriche con motociclette a benzina a 4 tempi da 150 c.c.  rigorosamente di serie.

La gara e risultata bella ed emozionante ed il dominio Quantya e stato evidente benchè a livello motoristico almeno sulla carta Zero avrebbe qualche cosa di piu da offrire. forse il risultato finale fa pensare che l’equivalenza tra 4T 150 cc ed elettriche previlegia un pò troppo le elettriche e non e detto che il terreno di confronto non si sposti presto su cilindrate piu alte… ad ogni modo dal video potrete vedere che il match e stato abbastanza equilibrato ed ha visto ancora una volta la casa svizzera dominatrice incontrastata. …certo ci piacerebbe vedere in questi confronti anche la presenza di altri silenziosi competitors come la tedesca EKRAD o la italiana E-VOLT e non ce ne spieghiamo la ragione visto che le moto sono pronte da tempo. però ci fa piacere che la trazione elettrica comincia ad affermarsi in alcuni settori ben precisi e che cominci a attrarre l’attenzione di potenziali clienti. non dimentichiamo che Quantya ha allestito in giro per il mondo svariati QUANTYA PARK dove e possibile noleggiare e guidare le motociclette della casa svizzera così da potersi rendere conto che elettrico non significa necessariamente giocattolo e che queste moto raggiungono prestazioni anche impegnative donando vero divertimento di guida.

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IL campionato TTXGP si evolve: regolamento pubblicato sul web e grazie a T.E.O. ricchi premi per i vincitori.

martedì, 23 marzo 2010

5Il campionato TTXGP vuole spingere il piede sull’acceleratore per calamitare l’attenzione dei teams e dei piloti quindi già da febbraio ha deciso di fare chiarezza una volta per tutte rendendo il proprio regolamento Open Source , ovvero pubblicando l’intero regolamento tecnico su un apposito sito http://www.egrandprix.com/wiki/index.php?title=Main_Page sullo stile di wikipedia così da permettere a tutti i potenziali intertessati di informarsi sulle spcifiche tecniche a cui dovranno sottostare potenziali veicoli , sia che si tratti di mezzi derivati da esistenti , sia che si tratti di prototipi appositamente realizzati.

Da Marzo invece e partita l’iniziativa T.E.O.( Trust.eGrandPrix.Org) dove in pratica si e deciso di strutturare il campionato in modo da far partecipare i concorrenti ai profitti ricavati dalla TTXGP commisurandoli aalla effettiva attività compiuta in gara. lo scopo dell’iniziativa e di creare una fonte di sussistenza per i team che permetta agli stessi di poter fare piani a lunga scadenza e di investire nello sviluppo dei mezzi.

Nessuno puo comprare questo benefit. l’unico modo per accedervi e partecipare e contribuire allo sviluppo della serie.  chi si ritira cede i premi in denaro alla comunità che quindi verranno redistribuiti tra chi continuerà a partecipare stabilmente e continuativamente.

Tutto questo allo scopo di creare armonia tra i costruttori , i partecipanti e lo sport. il meccanismo di redistribuzione non e semplicissimo ma e interamente spiegato all’interno del sito wiki. l’organizzazione della TTXGP e lieta di rispondere alle vs domande e ad accogliere eventuali suggerimenti per migliorare TEO…

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Situazione TTXGP luci ed ombre

mercoledì, 17 febbraio 2010
la XXL e la Agni Motors foto da: http://www.worldsbk.com

la XXL e la Agni Motors foto da: http://www.worldsbk.com

La situazione del TTXGP ovvero del primo vero e proprio campionato mondiale per motocicli elettrici , evolve positivamente sotto l’aspetto dell’interesse e della partecipazione sia da parte di nuovi sponsor che delle iscrizioni… Mavizen ad esempio dichiara di avere già venduto svariati moto complete sia nel vecchio che nel nuovo continente e anche la nostra CRP racing è al centro dell’attenzione dei molti team privati interessati all’iniziativa di un campionato innovativo e soprattutto low cost per lanciare nuovi piloti e per fare ricerca che sarà ben pagata da chi vorrà costruire le moto nel nuovo millenio.

Grandi assenti in tutto questo meccanismo sono i grandi costruttori.

Grande assente anche la FIM che prima ne ha sbandierato l’ufficialità e poi se ne e chiamata fuori annunciando una iniziativa parallela di cui non si sa assolutamente nulla. forte e il sospetto che la FIM abbia in un primo tempo tentato di prendere la palla al balzo per cogliere i benefici del gran lavoro fatto da Azhar Hussein,e che poi si sia fatta tirare dalla giacchetta dai grandi costruttori che nei confronti della cosa stanno mostrando un senso di fastidio per l’inattesa attenzione calamitata da questa “armata di sconosciuti”  i cui nomi suonano come AGNI, XXL, Mission Motors ecc…

A complicare le cose ora ci si e messa anche l’organizzatore del TT tradizionale , il quale ha annuciato che all’interno della kermesse “termica” correrà una nuova classe chiamata TTZERO a cui saranno ammesse anche moto con caratteristiche equivalenti al TTXGP… in buona sostanza IL TTXGP perderebbe l’appoggio proprio del TT che ha deciso di fargli concorrenza.

E un vero peccato che tutto questo avvenga. noi ci auguriamo che a vincere in questa selezione naturalee sia l’organizzazione di Hussein che ha già dimostrato di avere le spalle solide e di saper attrarre l’interesse di investitori affidabili… il rischio e che capitali utili vengano dispersi in mille rivoli a discapito di chi ha già portato dalla propria parte costruttori e piloti magari dai nomi non altisonanti ma sicuramente capaci di dare spettacolo e di fare ricerca e sviluppo che forse oggi porta solo a del duro lavoro ma che domani , quando i costruttori rimasti alla finestra vorranno entrare , sarà sonante moneta di scambio.

Il campionato comunque si prospetta molto divertente. con 14 gare confermate tra Europa ed Americhe con un girone eliminatorio e una gran finale. il successo di partecipazione si prospetta notevole, soprattutto negli USA . speriamo che presto gli organizzatori trovino il modo di far vedere in televisione queste competizioni così da creare ulteriore interesse ed avvicinare anche chi di questo genere di competizioni sa poco o nulla e suppone che siano poco divertenti…ricordo a tutti che in italia si disputeranno ben 4 delle 14 prove mondiali seguendo questo calendario:

TTXGP Italia 2010

26 – 27 giugno Magione
24 – 25 luglio Franciacorta
4 – 5 settembre Franciacorta
25 – 26 settembre Mugello

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