Articoli marcati con tag ‘anticipazioni’

Mike Edwards presenta: Rotax Minimono 449

giovedì, 26 agosto 2010


European Supermono Event – Oschersleben
Il Nostro Mike “spike” Edwards ,( che è palesemente scozzese e non ha nessuna parentela con Colin Edwards) era ad Oschersleben in occasione di una gara dell’europeo supermono , e per l’occasione è stato chiamato a testare ed a sviluppare la nuova Rotax Minimono 449 , un piccola ma raffinata supermono basata su motore Rotax , che promette di essere estremamente leggera e performante. L’europeo supermono benchè misconosciuto qui da noi , gode di una certa popolarità nel nordeuropa ed in particolare in germania , olanda ed inghilterra perche permette a molti piloti di mettersi in gioco e di correre , anche con risorse limitate alla guida di bolidi estremamente leggeri ed agili , dando quindi anche molto spettacolo per il pubblico incompetizioni abbastanza serrate ed afffollate caratterizzate da molta varietà tecnica.Le preparazioni pur mantenendo il requisito dell’artigianalità, sono fatte in varie chiavi , sia con il classico trapianto di motore mono sui ex ciclistica 2tempi leggera, sia nella conversione di una moto da cross-enduro in una moto stradale.a Oschersleben vi erano ben 40 partecipanti con moto praticamente tutte diverse. godetevi questo filmato

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Al via la prima edizione del “Trofeo Cross del Sannio”

martedì, 24 agosto 2010

Domenica prossima è di scena a San Giorgio del Sannio, su un circuito ricavato nel cuore della cittadina della provincia di Benevento, la prima edizione del “Trofeo Cross del Sannio”. Ad organizzare la kermesse è il Moto Club Motorsannio, ed il calendario prevede due date di gare, quelle del 29 agosto e del 19 settembre. I partecipanti, visto il patrocinio del comitato regionale campano della Fmi, dovranno essere muniti di regolare licenza rilasciata dalla stessa federazione, e saranno suddivisi in quattro classi: la Mx1, la Mx2, la Over 38 e la Sport. Promotore dell’iniziativa è Enzo Gnerre, grande appassionato delle competizioni su due ruote, già impegnato nella duplice veste di responsabile e pilota del campionato campano Supermoto, il Motorsannio-Pirelli: “L’idea – spiega Gnerre – nasce all’incirca tre mesi fa, quando nello sfogliare delle vecchie foto, mi colpirono quelle inerenti una gara di Cross che nel 1985 fu organizzata proprio nel centro di San Giorgio del Sannio. Così mi sono chiesto se non era il caso di riprovare a portare tra i palazzi del piccolo comune della provincia sannita, gli appassionati delle ruote tassellate. Gli amici del moto club Massimo De Blasio e Francesco Frusciante, mi hanno fatto notare come lo spettacolo del cross coinvolga sia chi lo pratica, sia chi lo ammira. L’adrenalina che vive chi effettua un salto con la propria moto, è nello stesso tempo gioia per gli occhi di chi ha la possibilità di ammirare il gesto atletico. Spinto dal loro entusiasmo, ho fatto presente alle autorità locali una bozza del progetto, e invece di sentirmi rispondere che era un’idea bizzarra, ho trovato grande predisposizione per la sua realizzazione. Il punto di partenza sarà alla Via Aldo Moro, e ci saranno delle tribune, per una capienza massima di tremila posti. Il programma prevede lo svolgersi delle prove nelle ore della mattinata, mentre a partire dalle ore 13 verrà abbassato il primo cancelletto”. Dopo la gara di San Giorgio del Sannio, ci sarà quella di Calvi, comune sempre della provincia beneventana: “La disponibilità – spiega Enzo – dei massimi organi responsabili dei municipi di San Giorgio del Sannio e di Calvi è stata fondamentale per la realizzazione del trofeo. Un ruolo propositivo lo hanno avuto anche gli amici Tony Cerbone e Andrea Castellano, piloti che da anni rappresentano il motocross in Campania, e che nelle due domeniche saranno con noi a divertirci. Chi vuole conoscere tutti i dettagli delle manifestazioni, può trovarli cliccando sul sito www.motorsannio.com, mentre le fasi salienti delle gare saranno trasmesse nella trasmissione Motor Style, in onda sulle frequenze dell’emittente Area Blu TV ”.
ALFREDO DI COSTANZO

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Autobus elettrici cinesi a Grosseto

mercoledì, 18 agosto 2010

bus_elettrico_cineseCon un europa divisa tra il considerare la cina un grande avversario da combattere a suon di dazi (fino a quando?) e quella che invece la considera come un grande mercato aperto forte di 1,3 miliardi di potenziali clienti e capace di offrire nuove tecnologie anche green , a basso costo e al di fuori degli interessi delle lobbie locali , qualcuno ha sicuramente puntato sulla seconda ipotesi in vista di dotare il proprio paese di autobus a basso impatto ambientale

Questa abile mossa il frutto di un accordo industriale sottoscritto  da Rama Spa (Azienda di Tpl di Grosseto) e M2AP Srl (consulenza ambientale) per parte italiana e da Shanghai Leibo New Energy Auto Technology Co., Ltd e Jiangsu Alfa Bus Co., Ltd per parte cinese, al quale si è affiancata una lettera d’intenti tra la Provincia di Grosseto e le municipalità cinesi di Wúxī e Jiangyin, con le quali si è stabilito il reciproco impegno a promuovere l’utilizzo dei suddetti mezzi ecologici ed a sviluppare relazioni industriali e culturali nell’ambito delle politiche di tutela ambientale e risparmio energetico previste dal Protocollo di Kyoto.

Alla firma dei due documenti, hanno partecipato anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi  e la presidente di Confindustria Toscana, Antonella Mansi.

«Questi due accordi – sottolinea il presidente della Provincia, Leonardo Marras (anche in veste di azionista di Rama) – rivestono un’importanza strategica per il futuro delle relazioni industriali tra i due continenti, perché viene ribaltano il cliché tradizionale dei rapporti economici Europa-Cina. Rama Spa, infatti, diventa un partner industriale dei cinesi per l’omologazione a standard Ue di autobus a propulsione elettrica ed anche il concessionario commerciale per tutta Europa, le aziende cinesi invece portano per la prima volta nel vecchio continente prodotti ad alta tecnologia nel settore del trasporto pubblico. Questo tipo di partnership paritaria può consentire ulteriori interessantissimi sviluppi, e Grosseto e la Maremma hanno l’opportunità di diventare il terminale Ue di un ambizioso progetto industriale per la mobilità a emissioni zero, basato sulla reingegnerizzazione delle elettrovetture destinate al mercato europeo».

Sotto il profilo tecnico l’elettrobus italo-cinese sarà capace di 200km di autonomia di carica ad una media di 90km/h, con aria condizionata accesa. Un mezzo ideale per il trasporto urbano.

L’accordo di cooperazione industriale per lo sviluppo di un nuovo prototipo di autobus alimentato a propulsione elettrica adeguato alla normativa europea ed italiana prevede quattro fasi:

Ø Luglio 2010, sottoscrizione dell’accordo di progetto e assegnazione incarico alla società di consulenza operante sia in Cina che in Europa volto all’adattamento industriale dei prototipi di autobus secondo normative e regolamentazioni europee e italiane.
Ø Ottobre 2010, realizzazione del prototipo di autobus alimentato a propulsione elettrica e spedizione in Italia.
Ø Marzo 2011, omologazione autobus alimentato a propulsione elettrica;
Ø da Maggio 2011, fase di industrializzazione.

Quindi le autorità italiane sono coinvolte nel progetto al fine di ingegnerizzare ed omologare il veicolo in europa e per commercializzarlo offrendolo ad altre municipalità ed enti… quindi oltre che una occasione di ripulire l’aria, anche un occasione economica non indifferente per le casse della azienda municipalizzata stessa visto che il veicolo, atttualmente senza concorrenti, si propone con largo anticipo rispetto ai concorrenti europei e con costi inferiori ad un economico veicolo a benzina di pari prestazioni.

«Oggi – spiega il presidente di Rama, Marco Simiani - inizia un lavoro dalle grandi prospettive che ci impegnerà molto e dal quale ci aspettiamo grandi risultati. Sono molto soddisfatto del fatto che Rama Spa ha ora le condizioni per evolversi nel proprio ruolo e continuare a svolgere una funzione strategica, addirittura nel contesto europeo. Sin da subito cercheremo ulteriori partner per sviluppare il progetto in Italia e in Europa».

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Video di Roberto Locatelli che prova la TTXGP della CRP Racing

venerdì, 2 luglio 2010

Suggeriamo a tutti gli scettici in merito alle performance e alle possibilità nel futuro dell’elettrico a due ruote di dare un’occhiata a questo Video. a castelletto di Branduzzo Roberto Locatelli , ex campione mondiale della 125 e per diversi anni pilota della 250 che ha testato , primo tra i piloti professionisti che hanno vinto un campionato del mondo, la guida di una vera moto elettrica destinata alle competizioni. il Loca da anche qualche prima indicazione di setup della stessa. la prima cosa che lo ha impressionato e il non capire che cosa fosse uno strano “grattio” che veniva percepito ogni volta che scendeva in piega… alla fine ha appurato che si trattava del rumore delle saponette che normalmente in una moto normale non viene assolutamente percepito , mentre invece guidando una sbk elettrica si percepisce eccome.. ultimo appunto dato dal loca e sul setup della moto che allo stato attuale secondo lui trasferisce troppo carico sull’avantreno e nelle staccate a causa del peso delle batterie “perde” il retrotreno che tende a derapare. suggeriva quindi un abbassamento dello stesso e un trasferimento dei pesi verso il retro.

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Resuscita la Horex con un motore a 6 cilindri sovralimentato.

domenica, 20 giugno 2010

horex01
La crisi si sa, non e sempre vista come una situazione in cui le aziende tirano i remi in barca per proporre prodotti sempre piu economici riducendo all’osso l’investimento tecnologico … la forbice tra poveri e ricchi si allarga e quindi spesso , se si ha soldi da investire , diventa anche l’occasione per proporre prodotti di nicchia d’alto livello da destinare ad una clientela senza limiti di budget alla ricerca di prodotti di prestigio per affermare uno status sociale…

E il caso della Horex , gloriosa azienda motociclistica tedesca nata negli anni 20 che si distingueva per i suoi velocissimi (per l’ epoca) motori bicilindrici con albero a camme ion testa che chiuse forzosamente i  battenti nel corso della guerra , venne poi rifondata nel ‘46 dando vita alla SB35 Regina che venne prodotta fino al 1953 in 16.000 esemplari dopo di che l’azienda entrò in crisi.

Negli anni 60 il nome e la fabbrica vennero acquistate dal gruppo Daimler Benz che di fatto la affossò senza farci mai nulla. probabilmente vi era qualche progetto di resurrezione che e caduto al primo cambio di dirigenza e non se ne fece piu nulla.

Vi furono poi nel corso della storia vari tentativi di rinascita tra cui il piu recente nel corso degli anni 80 , quando in seguito alla moda dell’enduro vennero immessi sul mercato molti monocilindrici e quindi  molti fabbricanti anche di piccolissime dimensioni  pensarono che questa forse l’opportunità buona  per ridar vita ad un marchio morto e sepolto senza buttarci troppi soldi …venne quindi presentata a parigi la Horex HRD TT equipaggiata con telaio in tubi e motore Rotax monocilindrico ad aria da 644 cc… e realizzato dalla stesso gruppo aziendale italo tedesco che realizzo negli anni ottanta le motociclette HRD 125…  Horexalla fine ne e stato impacchettato giusto qualche esemplare per il giappone e non se ne fece piu nulla…

A distanza di tempo ora questo marchio ritorna con un progetto molto piu consistente: un motore dalla achitettura esclusiva che non ha eguali in ambito motociclistico ma che invece si e già visto tra le auto. Si tratta di un motore a V di 15 gradi ma sarebbe piu corretto definirlo un 6 in linea con i cilindri sfalsati ad uno ad uno di 15 gradi negli spazi lasciati vuoti tra un cilindro e l’altro con uno schema tecnico molto simile ma non uguale ai 5-6 cilindri Volkswagen della serie VR6 . la testata e una sola con tre alberi a cammes (nei volkswagen erano due) ,di cui due indipendenti che azionano le valvole di aspirazione (due per cilindro) della bancata di destra e di quella di sinistra ed uno in comune che aziona tutte le valvole di scarico (una per cilindro) delle due bancate. il risultato e un V6 compattissimo , piu stretto di un 4 cilindri anche se obbiettivamente un pò alto…probabilmente non avrebbe fatto male angolare di piu le 2 bancate verso il basso cercando di sovrapporvi il cambio.. ad ogni modo ne e uscito un incredibile V6 sovralimentato con un compressore  da 1200 c.c. con prestazioni da primato: 203 cv con una erogazione piattissima : ben 15 kg di coppia a 7200 giri!!! un vero trattore. quello che non si capisce e perche a fronte di simili prestazioni si sia puntato su una cicilistica naked dal baricentro piuttosto alto. ok il motore e bello e bisogna farlo vedere ma quantomeno una semicarenatura per non lottare con il vento ci stava bene… il peso poi non e proprio da fuscello… parliamo di circa 240 kg a secco. dal nostro punto di vista un motore del genere poteva stare benissimo dentro una supertourer in grado di sfidare le supermaxi giapponesi e bavaresi del settore magari con uso di pellami pregiati per le imbottiture coinvolgendo qualche marchio italiano. il design e esclusivo ma non molto affilato per una meccanica così performante… anche se non e affattto escluso che qualcuno dei tanti tuner tedeschi venga in mente di fare ben altro uso di tanto ben di dio per farne una vera sportiva coi fiocchi imbrigilata in un telaio da superbike…

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[VIDEO]Storica vittoria di Quantya nel SX Minimoto a Las Vegas: per la prima volta una motocross elettrica davanti a tutte le moto a benzina!

venerdì, 14 maggio 2010

Il 7 maggio 2010 sarà una data da incorniciare nella storia dei veicoli elettrici. ad un anno di distanza dalla epica sfida a Las Vegas tra svizzera Quantya e la americana ZERO si e deciso di allargare la sfida ad un plotone di moto a benzina capitanate da Jay Maloney su Kawasaki e da  Jimmy Lewia bordo di una  BBR Honda 150F.

il plotone elettrico invece vedeva alla guida delle ZERO Chris Dvoracek e il campione mondiale di motocross Sebastian Tortelli , mentre invece protagonista del plotone Quantya e stato l’asso Drew Gosselaar…

Il trofeo denominato Minimoto SX Energy Crisiscross ha visto per la prima volta misurarsi insieme e con il beneplacito della AMA motociclette elettriche con motociclette a benzina a 4 tempi da 150 c.c.  rigorosamente di serie.

La gara e risultata bella ed emozionante ed il dominio Quantya e stato evidente benchè a livello motoristico almeno sulla carta Zero avrebbe qualche cosa di piu da offrire. forse il risultato finale fa pensare che l’equivalenza tra 4T 150 cc ed elettriche previlegia un pò troppo le elettriche e non e detto che il terreno di confronto non si sposti presto su cilindrate piu alte… ad ogni modo dal video potrete vedere che il match e stato abbastanza equilibrato ed ha visto ancora una volta la casa svizzera dominatrice incontrastata. …certo ci piacerebbe vedere in questi confronti anche la presenza di altri silenziosi competitors come la tedesca EKRAD o la italiana E-VOLT e non ce ne spieghiamo la ragione visto che le moto sono pronte da tempo. però ci fa piacere che la trazione elettrica comincia ad affermarsi in alcuni settori ben precisi e che cominci a attrarre l’attenzione di potenziali clienti. non dimentichiamo che Quantya ha allestito in giro per il mondo svariati QUANTYA PARK dove e possibile noleggiare e guidare le motociclette della casa svizzera così da potersi rendere conto che elettrico non significa necessariamente giocattolo e che queste moto raggiungono prestazioni anche impegnative donando vero divertimento di guida.

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Presentata una Royal Enfield elettrica

mercoledì, 5 maggio 2010

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Ci rendiamo perfettamente conto di quanto strano e poco ortodosso possa sembrare l’elettrificazione di una motocicletta praticamente d’epoca in quanto replica fedele fatta in India di una motocicletta inglese degli anni 50… eppure l’idea e agli occhi nostri tutt’altro che balzana.

Si tratterebbe in buona misura di una applicazione del concetto di “retrofit elettrico”. ovvio bisognerebbe stabilirne i criteri per far si che il veicolo risulti fedele all’originale per quanto possibile,  ma al tempo stesso rispondente al concetto di veicolo di interesse storico a ZERO EMISSIONI.

Ad ogni modo negli states , dove sul decidere cosa possa circolare e cosa no non si va tanto per il sottile , la cosa e già possibile. La Royal Enfield che vedete in questa fotografia e derivata direttamente dalla Bullet 2008-9 ed e pero stata equipaggiata con una semicarena  che nasconde un motore elettrico HMH-62 ed una batteria al litio polimeri da 102 volts con una potenza di 6 kwh il tutto per la somma di 18.500 dollari.

lode all’inventiva  e al coraggio, anche se per questo prezzo avremmo gradito un livello di finitura migliore ed una carenatura specifica che non sia rattoppata alla meglio da una “scatola” destinata a nascondere il tutto. ci auguriamo tuttavia che l’esempio sia seguito da altri…

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fonte: www.autobloggreen.com

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Arrivano le batterie a molla piu efficienti delle litio ion.

sabato, 24 aprile 2010

molla

Come sempre il Massachussetts Institute of Technology sforna tecnologie curiose e promettenti. Il merito della nuova intuizione va a Carol Livermore, ingegnere meccanico e professore associato al MIT, che ha scoperto che utilizzando nanotubi di carbonio modellati in forma di molla è possibile accumulare grandi quantità di energia, tanta da competere con la capacità di accumulo delle attuali batterie litio-ioni.

Dalle ricerche condotte dalla Livermore risulta che tali minuscole molle in carbonio presentino una densità energetica di mille volte superiore a quella delle corrispondenti molle in acciaio e che presentino prestazioni migliori rispetto alle batterie Li-ion, sia in termini di affidabilità che di capacità di mantenere la carica nel tempo. Ben si presterebbero, dunque, ad essere impiegate in gruppi di continuità (UPS) e in sistemi di allarme, per i quali è fondamentale che la carica si mantenga anche con tempi di inattività molto lunghi, in alternativa a generatori diesel e in dispositivi utilizzati in ambienti estremi, a pressioni elevate e temperature che comprometterebbero le prestazioni delle tradizionali batterie, progettate per funzionare al meglio in condizioni standard.

Diversamente dalle batterie comuni, le molle possono rilasciare l’energia accumulata sia in modo sia istantaneo, come le trappole per topi a scatto, che dosato e graduale come in una sveglia a carica meccanica. Inoltre, l’energia accumulata nelle molle non ha perdite nel tempo e non è necessario effettuare test periodici per rilevarne l’effettiva carica. L’ideale sarebbe impiegare i nano tubi a molla per erogare energia meccanica piuttosto che convertirla in energia elettrica.

Infine, le batterie a molla teoricamente potrebbero essere ricaricate innumerevoli volte senza riduzione delle prestazioni. Tutto queste virtù devono però essere verificate con test opportuni. C’è parecchia strada ancora da fare ma le prospettive sono interessanti. Staremo pronti a… scattare come molle quando la ricerca avrà prodotto nuovi risultati da sottoporvi.
FONTI: energeticambiente.it – : EnergoClub Onlus, per la riconversione del sistema energetico

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