Supertest OXYGEN Cargoscooter: Bergamo – Iseo – Polaveno(1000m slm) e ritorno: 134km con una carica! Super Test:Oxygen Cargoscooter: Unbelieveble! 83 miles with climbing of mountain tall 1000 meter…

Come ricorderete avevamo già testato in quel di padova il Cargoscooter nella versione con autonomia da 90 km effettivi , e data la brevità del test non ci era stato possibile mettere alla frusta l’autonomia del mezzo , mentre invece avevamo comunque apprezzato le doti dinamiche e tecniche del mezzo, un mezzo che dietro alle proprie forme inconsuete e dietro a scelte tecniche che con il marketing non hanno nulla a che fare , nasconde assai bene i propri “tesori”.

Ma veniamo a noi: L’econoleggio Eco-rent.it ha deciso di mettere alla prova questo scooter documentando e fotografando passo passo il risultato del test. obbiettivo: Partire da Bergamo , raggiungere la vetta del Polaveno , un passo situato a cavallo tra il lago d’iseo e quello di Garda , un luogo ben noto a tutti i ciclisti per la durezza dei propri tornanti e per il terribile salitone finale prima di arrivare alla vetta , il tutto avendo come luogo di partenza Villa di Serio e come tappe intermedie Grumello del Monte , Capriolo , il castello di Paratico ,  e la città di Iseo per un percorso totale di 120 Km stimati. Vero che Oxygen dichiara di poter fare 120 km a PIENO CARICO su percorso urbano , ma è vero anche che il guidatore ovvero il sottoscritto pesa ben 112 Kg senza vestiti e che la salita del Polaveno non è certo un percorso urbano… ma il fatto che questo scooter sia stato scelto dalle poste svizzere mi rende fiducioso sul fatto che le salite non saranno un problema.

KM0-Villa di Serio:Domenica 5 Giugno Ore 8.15 – Foto di rito dello scooter di fronte al sagrato della chiesa di Villa di Serio: la batteria è bella carica ed i parziale segna 0 km. Ci concediamo un Cappuccino e Brioche e armati di tuta antipioggia , giubbotto con protezioni, casco e macchina fotografica partiamo. Con il gas spalancato fisso a 50km/h attraversiamo Scanzorosciate , Negrone , Torre de Roveri , Albano S. Alessandro e proseguiamo fino a quando le prime gocce di pioggia non ci suggeriscono di fare una sosta a Grumello del Monte.

KM18,3 Grumello del Monte ore 8,49 – Non spiove e quindi decidiamo di infilare l’antipioggia . facciamo un paio di foto dei paraggi e poi proseguiamo il nostro cammino in direzione di Villongo. in realtà dopo pochi metri la pioggia smette , am decidiamo di rimanere così anche perchè fa anche un pò freschino e le nubi non promettono nulla di buono. l’asfalto in compenso non è viscido e anche sul pavè l’assetto dell’oxigen si dimostra indovinato , anche se ovviamente le sospensioni sono pò rigide essendo progettato per trasportare carichi importanti , tuttavia le asperità sono ben filtrate anche dall’ampia sella ,decisamente comoda.

Lungo il percorso incontro molti ciclisti che di fatto stanno facendo il mio stesso percorso. mi raggiungono ogni volta che mi fermo a fotografare e li risupero ogni volta che monto in sella , per poi reincontrarli al semaforo successivo. tutti quanti sembrano molto curiosi in merito a questo scooter silenzioso.

Giunti a Tagliuno , una frazione di Castelli Calepio abbandoniamo la statale per imboccare la strada che porta a Caprino così da trasferirci verso il versante bergamasco del lago d’iseo , il tutto sempre alla massima velocità concessa ovvero i 50 orari di codice. la frenata si dimostra sempre pronta e sicura e stupisce molto l’efficacia del tamburo sulla ruota anteriore , sempre graduale ma mai propenso al bloccaggio. essendo lo stesso anche freno di stazionamento del veicolo la scelta è caduta obbligatoriamente su un tamburo benchè nella produzione globale l’uso degli stessi  sia pressochè scomparso in favore di dischi piu appaganti esteticamente , ma non sempre all’altezza della situazione. Continua >>>>

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Km 24,2 Caprino Bergamasco – Dopo aver affrontato il discesone ed un paio di tornanti che portano al ponte su un affluente del fiume Oglio,  effettuiamo una breve sosta a Caprino giusto per documentare il passaggio con un paio di foto e quindi rimontiamo in sella percorrendo un lungo pendio che attraversa la campagna , Quindi imbocchiamo la strada che ci porta di lì a poco ad Iseo.

Sulla sinistra vediamo affacciarsi  un Castello che non avevo mai notato prima… dal resto viaggiare a 50 orari ti permette di notare molti dettagli mai visti , pertanto decido di fare una piccola deviazione lungo una strada sterrata ed un rilievo di circa un centinaio di metri. non mi spiego l’assenza di segnalazioni fino a quando non mi accorgo che vi è un vero e proprio cantiere in atto e la struttura , tuttora in ristrutturazione è probabilmente anche di proprietà di privati o destinata ad un agriturismo. mi limito quindi ad una breve foto sul ciglio d’ingresso  per poi ripartire in direzione di Iseo.

Km 39,7 – h.9,33 -  Iseo – Sono decisamente sorpreso dalla batteria di questo scooter… siamo ormai alla soglia dei 40 km ed abbiamo consumato circa un 15% dell’energia a disposizione. alla spicciolata vedo arrivare tutta la “banda” dei ciclisti incontrati lungo il percorso , un pò sono bergamaschi , un pò sono bresciani , ed un pò arrivano da chissadove. poco alla volta mentre faccio le solite foto di rito attorno a me si crea un piccolo capannello di persone che cominciano a chiedermi del perchè continuavo a fermarmi e del perchè continuo a fotografare il cruscotto , oltre che il paesaggio…. e così comincio a raccontare del mio test e dell’intenzione di raggiungere la vetta del Polaveno. tutti sembrano un pò perplessi del fatto che con un veicolo elettrico sia possibile raggiungere la vetta senza incorrere o in un consumo anomalo o nella necessità di scendere dal veicolo per spingerlo… spiego a tutti che in realtà era già stata fatta una simulazione di 120 km su e giu per le mura di città alta in occasione di una piccola maratona ciclistica e quindi mi sentivo tranquillo sulle potenzialità del veicolo , tuttavia sapevo benissimo che se a metà salita la batteria avesse superato il 50% avrei dovuto abbandonare l’impresa e ritornarmene a Bergamo con le pive nel sacco… ma ero fiducioso: avevo a disposizione ancora l’85% della capacità residua e finora il motore non ha mai mostrato consumi anomali anche di fronte a salite importanti.

Ad Iseo perdo una buona mezzoretta per soddisfare le domande dei tanti curiosi… faccio anche il classico numero che stupisce tutti ovvero lascio cadere a terra lo scooter ed invito il piu diffiente di tutti ad issarlo in piedi , per dimostrare quanto ben centrate siano le masse di questo scooter. alla fine quando finalmente mi congedo nessuno dei presenti ha cambiato idea in merito al design dello stesso , ma in parecchi cominciano a cogitare su quante e quali cose si possono fare con uno scooter elettrico capace di 120 km di autonomia. 120 km sono davvero tanti da fare in un giorno solo su un mezzo che fa i 50 orari… la puntatina in montagna o al lago sono realmente fattibili al contrario di quanto avviene con i soliti scooter lead acid dove il range a pari condizioni (ammesso di avere a loro volta un motore da 4 kw con 150 Nm di coppia, cosa a mio avviso molto improbabile) non supera i 30-40 km veri.

Abbandono Iseo ma nell’uscire dal paese per errore vado a sinistra anzichè a destra ingannato imbocco la strada che va a Sulzano. me ne accorgo dopo 5 km e quindi , quando ritorno verso Iseo e sono ai piedi del Polaveno , ho buttato via una decina di KM… lo stato della batteria però è pressochè identico e quindi abbandono gli indugi e decido di affrontare il salitone ,anche se il parziale dice che ho già passato i 50 km. al limite , penso,  vedrò di usare bene la frenata rigenerativa in discesa così recuperare un pò di energia per il percorso del ritorno…ad ogni modo ora non posso piu tirarmi indietro… la decisione è presa.

Il Polaveno l’avevo affrontato per l’ultima volta cavalcando la “Rondine” la mia fida Xj750 trasformata in Cafè Racer anni 70 , ed era obbiettivamente una bella sensazione  sentire la spinta lineare di un 4 ad aria che ti porta su per i tornanti in scioltezza… ma credetemi anche con l’Oxigen le emozioni non mancano.

Tanto per cominciare i 15o kg di questo scooter non si sentono proprio… lo sbatti a destra e a sinistra senza il minimo indugio e l’avantreno non ti tradisce mai… e poi la spinta del motore ha del miracoloso…. con il gas spalancato sei praticamente sempre tra i 45 e i 50 orari anche in salita senza il benchè minimo indugio… solo nei punti di maggiore pendenza si è preso il lusso di scendere a 38-35 orari per poi riprendere con vigore subito doppio , ma la coppia di questo motore credetemi ha qualcosa di  non umano… e l’assurdo è che mentre son lì ancora che sghignazzo incredulo alla guida di questo oggetto che tornante dopo tornante mi fa salire in vetta al passo nel piu completo silenzio , lo stupore vine dall’assaporare suoni che non avevo mai sentito… riesci a percepire il sibilo del vento sul casco, il ron-ron del rotolamento delle gomme , il fischio dei freni , il cinguettare degli uccellini o le campane di un campanile vicino o lo sfrigolare della pancetta sul fuoco di qualcuno che sta cucinando e il tutto metre la marcia trionfale di questo scooter verso la vetta prosegue inarrestabile. il piacere di guida , superato lo stupore iniziale , è pressochè assoluto.  quello che il cervello fatica ad accettare è rinunciare ad associare la percenzione della velocità a quello del rumore del motore che qui diventa solo un debole ronzio . ma non è una rinuncia… per una sensazione che abbandoni ne guadagni altre 100 decisamente piu salubri. questo signori miei non è il futuro… è il presente. questa moto esiste e funziona davvero bene .

Km 60,00: ore 10,30 SONO IN VETTA! – la successione di tornanti di questa montagna è davvero emozionante , ma vuoi la buona forcella e vuoi i penumatici di buona sezione , il cargoscooter continua a ragalarmi divertimento puro continuando a salire inesorabile con il gas spalancato , fino a quando , abbandonato l’ultimo tornante parte un lungo rettilineo che mi porta fino ad un piccolo spiazzo panoramico. incredibile! sono già arrivato , vedo Iseo e le torbiere sotto di me come dei puntini all’orizzonte e sono a 1000 metri sopra il livello del mare… e il tutto  dopo circa 20-25 di minuti di salita senza che il motore accusasse il benchè minimo impedimento ho raggiunto la vetta… Una ad uno vedo arrivare i ciclisti che avevo incrociato ad Iseo durante il mio “comizio dimostrativo” e non sono pochi quelli decisamente stupiti di vedermi qui… ci sono anche svariati bikers che però mi guardano con un occhio piuttosto torvo. Non li biasimo se non riescono proprio a condividere il mio entusiasmo per quell’aggeggio che non fa nemmeno rumore. Dal resto che cosa vuoi raccontare ad un uomo che ha speso migliaia di euro per incrementare il sound del loro motore con una Akrapovic aperta e  quindi non può capire dall’oggi al domani che gusto ci possa essere a guidare una moto che non brucia benzina e fa alcun rumore. tantopiu uno scooter che per un biker è poco piu di una tazza del cesso su ruote.  I cinesi sono piu fortunati di noi perchè ci han messo un attimo a lasciarsi alle spalle dei cloni dell’ Honda Cub 4tempi in favore di scooter elettrici sibilanti che attraversano la capitale in cambio di poche ore di corrente… per loro la moto non ha fatto a tempo a diventare un oggetto di culto ed è poco piu che un elettrodomestico. Per noi invece che abbiamo 100 anni di motorizzazione alle spalle e che abbiam visto l’ evoluzione dei 2 tempi e dei 4 tempi , la nascita e la rinascita dei bicilindrici , le plurifrazionate degli anni 70 fino ad arrivare alle moto di oggi con tanta elettronica , erogazioni tagliate a prova di imbecille e con scarichi ovattati ,la moto è spesso uno status symbol  ed il rumore dice a tutti: “hey gente! guardate che moto che mi son comprato!” pertanto abbandonare il rumore del motore diventa qualche cosa di poco accettabile… ed infatti proprio per questo non mancano negli USA aggeggi pensati per le moto elettriche in grado di ricreare qualsiasi sonorità in MP3 modulandola con il movimento dell’acceleratore.

Ad ogni modo… la missione è compiuta ora è il momento di ritornare indietro senza nemmeno preoccuparmi troppo. ho ancora il 70% della batteria e mi aspetta solo una lunga discesa e molte molte curve in piano. ridiscendo dal Polaveno e noto che la frenata rigenerativa funziona davvero . se infatti tento di superare la soglia dei 50 orari la centralina recupera l’energia in eccesso per ricaricare la batteria che infatti guadagna circa 5 punti di ricarica. Ad ogni modo la discesa verso Iseo procede senza intoppi pertanto decido nel tragitto di ritorno di non passare da Caprino ma di passare da Clusane girando attorno al lago e di fare una sosta al molo di Paratico per documentare il passaggio:  sono al KM 78,3 e sono le ore 11,12

Km 80,3 – Sarnico – Ore 11,19 – Sono arrivato a Sarnico , classica meta dei bikers della domenica , ovvero quelli che sia da Brescia che da Bergamo fanno il classico giretto domenicale sui rilievi dei dintorni, dribblando i ciclisti e la polizia e poi si fermano sul lungolago per fumarsi una sigarettina e seguire le evoluzioni e gli upgrade delle moto altrui… Alla spicciolata rivedo i ciclisti incontrati ad Iseo e reincontrati al Polaveno… ma comincio a sentire un certo appetito per cui riparto anche se devo constatare che la batteria ha raggiunto solo adesso circa il 50% dell’autonomia. e ormai sono a 30 km da casa… tanto valeva non fermarsi ad iseo e tirare dritto fino a Salò per raggiungere il garda!!!!  ci proveremo la prossima volta. e già medito di partecipare alla cavalcata delle Valli orobiche di ottobre con questo gioiellino. il percorso scooter è composto da circa 100 km in mezzo alle montagne… dovrebbe farseli tutti in scioltezza! vedremo. intanto raggiungo Grumello Del Monte alle 11.40 e sono già 89 KM fatti…

Km 103 Torre de Roveri – Ore 12:06 – incredibile a dirsi , ma qui percepisco che sono davvero stato troppo prudente… ho ancora il 30% abbondante di batteria e sono ad un passo da casa. complici la sovrastima dei Km fatta da google map e dall’altra il volersi garantire un margine di prudenza dovuto al fatto che le pendenze del Polaveno erano ben oltre il 20% previsto dal costruttore Oxigen… decido pertanto di fare una deviazione di percorso verso Negrone – Tribulina lungo il Col di Paste , un rilievo della zona non molto alto, ma ricco di tornanti e di pendenze da capogiro che i ciclisti della zona percorrono molto spesso per allenamento. l’obbiettivo? mandare volutamente a terra questa batteria indemoniata nel piu breve tempo possibile. raggiungo quindi la vetta presso il bivio con Gavarno …nulla da fare . pur avendo trovato un tratto con forte pendenza capace di far scendere la velocità a 35 orari con il gas spalancato arrivato al km 105,7 la batteria è sempre tra il 30 ed il 25 per cento dic apacità , pertanto decido di proseguire fino alla vetta adiacente dove si trova un piccolo santuario… la strada è tutta contropendenza e a partire da un certo punto non e piu asfaltata…  sono le 12.20 e  al KM 108 e la situazione è pressochè identica. abituato alle alpi svizzere, queste collinette fanno solo il solletico al motore dell’Oxygen… pertanto rassegnato raggiungo Villa di Serio e decido di fermarmi a mangiare un boccone e di vedere la gara della Moto GP…

Villa di Serio – Km 115,37 ore 12.30 ormai sono affamato e stanco tenterò nel pomeriggio dopo la gara di capire fin dove questa batteria assatanata composta da 4 elementi Valence al Litio Magnesio per un totale di 48V può arrivare.

Villa di Serio – Km 115,37 ore 15.30 – Dopo aver degustato involtini con polenta , ho dato un occhio alla gara e quindi sono andato a farmi un giro in centro. raggiungo le Eco-rent.it  alla fine decido di rientrare perchè dei nuvoloni neri minacciano pioggia pertanto mi prefiggo di girare solo a poca distanza dalla Eco-rent.it dove appunto esiste anche una postazione di ricarica … a 123 Km la moto va in riserva e dopo una ventina di minuti  ormai stufo di girare e con ancora un pò di carica residua decido di metterla sotto carica. sono le 16.00. e la batteria è a 134km – percorsi in buona parte in salita con un guidatore da 112 kg. pertanto fidatevi…se Oxygen dichiara 120 km , i 120 km li fate tutti. fino all’ ultimo.

Alla fine ho pochi dubbi: credo proprio che il Cargo Scooter LR sia lo scooter elettrico regolarmente prodotto con la maggiore autonomia al mondo. costa 6.990 euro iva esclusa senza calcolare incentivi ,ma adesempio le aziende possono acquistarlo in leasing in 48 rate , e li vale tutti soprattutto se pensate che potete usarlo davvero tutti i giorni anche al posto dell’auto risparmiando comodamente 1600-2000 euro di benzina all’anno.

in meno di un anno recuperate il costo rispetto ad uno scoter a benzina di pari requisiti e in 3 anni si ripaga dell’intero investimento e senza calcolare il risparmio in tagliandi , bolli e assicurazione (che costa il 50% di uno scooter 50 a benzina) . e valutate che esiste anche in versione motociclo che aumenta la velocità massima del 40% circa a fronte di una autonomia ridotta di circa il 20%. Gli impieghi possibili per il cargoscooter possono essere molteplici: dal trasporto merci nelle zone ZTL (porta ben 90 KG di peso omologato) , alle poste , al catering fino ad arrivare alla staffetta per le gare di biciclette , alle consegne di ricambi per assistenza veloce , ai noleggi di scooter o alla flotta di motociclette aziendali.

Giuliano Campagnola

fonti: http://www.oxygenworld.it/content/faq e a Bergamo: Eco-rent.it

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5 Commenti a “Supertest OXYGEN Cargoscooter: Bergamo – Iseo – Polaveno(1000m slm) e ritorno: 134km con una carica! Super Test:Oxygen Cargoscooter: Unbelieveble! 83 miles with climbing of mountain tall 1000 meter…

  1. ponant scrive:

    salve signor campagnola, prova interessante e dato che l’argomento moto elettriche mi interssa assai eccomi qua !

    ma questa roba puo e gia< in commercio si puo comprare veramente da privato ?

  2. admin scrive:

    Ma certo che si può acquistare… l’esemplare da me utilizzato è del 2009!. ad ogni modo se vuole informarsi sulle possibilità di acquistare a Bergamo il mezzo può contattare le ECO RENT.IT allo 035.5293888 o via mail info@eco-rent.it .oltretutto la capacità di carico e di tiro in salita lo rendono superiore ad un mezzo a benzina di pari prestazioni. vieni pure a testarlo senza impegno così ti renderai conto!

  3. [...] ricorda molto i miei lunghi primi viaggi con lo Zem, ma in questo caso riguarda un Oxygen Lepton: Supertest OXYGEN Cargoscooter: Bergamo – Iseo – Polaveno(1000m slm) e ritorno: 134km con una car… Ecco le mie impressioni: ovviamente le sospensioni sono pò rigide essendo progettato per [...]

  4. admin scrive:

    ricordo di aver letto il tuo test e di essermi trovato in pieno disaccordo e ti spiego perchè: la risposta dell’acceleratore lenta può essere causata solo da due ragioni: o si trattava di un esemplare che faceva uso del vecchio controller selin o altrimenti per non rischiare di farti stare a piedi ti hanno dato un cargoscooter con già settata la mappatura economy che quindi ha effettivamente un tempo di risposta moolto lungo. ma con la mappa normale la risposta è più che buona. le batterie sono della valence e sono di ottima qualità in quanto sono assemblate con moduli da 12 volt ciascuno ma si collegano ad una unità bms attiva dotata di cam bus. un sistema sofisticatissimo che da solo giustifica più della metà del costo dello scooter. anche la centralina è programmabile da cam bus ed è l’unico che tiene la centralina all’interno del forcellone in un carter stagno. la scheda tecnica la trovi su http://www.eco-rent.it azienda che si occupa ancora di assistenza e vendita di esemplari usati e ricondizionati e ne segue le sviluppo in quanto la oxygen è in liquidazione da settembre dello scorso anno. ma moltissimi sono gli esemplari in circolazione in quanto equipaggi tuttora le poste svizzere con svariate migliai di esemplari.

  5. admin scrive:

    non è il lepton. è il cargboscooter. usa solo le plastiche esterne del lepton ma è profondamente diverso. anche il telaio deriva dal lepton ma è stato profondamente modificato ed irrobustito mentre invece per quel che riguarda l’intero powertrain ci sono differenze come dal giorno alla notte.

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