
l'offroad elettrico della ktm - fonte www.autobloggreen.com
E’ notizia di questi giorni che la ktm farà il suo esordio nel fuoristrada elettrico e già circolano foto sul prototipo che sarà presumibilmente la base della prossima offroad austriaca.
l’idea non è nuova in assoluto… negli stati uniti già da molto tempo esiste la americana ZERO X http://www.zeromotorcycles.com e da più di un anno anche la svizzera Quantya http://www.quantya.com/ che sono già entrate sul mercato con mezzi estremamente performanti ed in grado di assicurare una autonomia da un minimo di mezz’ora ad un massimo di due ore…
per le performance giudicate voi da questi filmati…
forse a molti sembrerà piuttosto bizzarro che l’idea dell’elettrico attecchisca proprio nell’offroad ma invece i vantaggi di questa soluzione sono molteplici.
in primo luogo nel cross l’autonomia è un problema relativo…una autonomia di mezz’ora con il gas spalancato è più che sufficiente per disputare una mache di una gara sul fettucciato ed inoltre le prestazioni in termini di coppia e potenza sono estremamente elevate e si traducono in una eccezionale motricità ed in una resa davvero performante sui terreni accidentati.
il peso grazie alle batterie litio polimeri è contenuto in 90kg in ordine di marcia con motori da 48-72 volts capaci di accelerazioni fulminee e di un tiro pressochè costante con qualsiasi tipo di salita.
il costo per elevato per ora delle batterie non è così alto da sforare oltre il costo di un equivalente mezzo a benzina , visto l’elevato valore specialistico dei mezzi cross-enduro ed alla fine si è visto che quantya e zerox si assestano su prezzi vicini ai 9000 euro che possono scendere anche di 2000 euro sui mezzi targati (attualmente solo quantya ha una versione enduro immatricolata) laddove siano previsti incentivi sull’acquisto come ad esempio in lombardia…
e poi l’enorme vantaggio di non inquinare e di non fare rumore il che potrebbe senz’altro riportare l’offroad non agonistico anche in aree aperte naturalistiche opportunamente selezionate come ai tempi della grande diffusione della regolarità negli anni 70-80…
la congiuntura di questi fattori fa si che questi mezzi diventino parecchio appetibili sul mercato e l’area di interesse per le stesse identiche ragioni potrebbe estendersi al motoalpinismo ed al trial ed in una certa misura anche per le gare su pista.
l’unico vero difetto è la conseguenza del fatto che questi mezzi siano così silenziosi da non sentirli arrivare… non inquinano e non fanno rumore ma se ti vengono addosso fanno male comunque… quindi suggeriamo ai gitanti della montagna di guardarsi le spalle d’ora in poi…un lontano ronzio potrebbe essere qualcosa di più grosso di una zanzara…
Giuliano Campagnola
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