La rinascita della MZ nelle mani di Martin Wimmer e Ralf Waldmann parte da un moped elettrico.

il prototipo della MZ monocilindrica 4 tempi

il prototipo della MZ monocilindrica 4 tempi

La casa tedesca MZ qui in italia non ha mai avuto grandi favori da parte del pubblico, eppure si tratta di una azienda davvero ricca di fascino e di storia che ha segnato tappe fondamentali nell’evoluzione del motore a due tempi . nata sulle ceneri della mitica DKW si e dovuta necessariamente sganciare dalla casa madre dopo la guerra quando la germania si è ritrovata divisa in due da un muro.  il marchio MZ ha però vissuto una vitalità straordinaria alla fine degli anni 60 , quando le aziende del blocco comunista decisero di sfidare il mondo nelle competizioni e la MZ se ne uscì con una meravigliosa moto dotata  per la prima volta nella storia di motore bicilindrico in tandem con glia lberi accoppiati da una terna di ingranaggi con immissione guidata da due dischi rotanti che fece letteralmente man bassa di tutti i titioli mondiali delle categorie in cui partecipò… poi avvenne che la complessa macchina burocratica della DDR decise che era troppo oneroso far correre delle moto senza goderne commercialmente dei frutti vistom che la produzione di serie non rispecchiava affatto le meravigliose macchine da corsa e le vendite verso l’overst erano contingentate e quindi si decise il ritiro , con la conseguenza che il progettista di quella moto se ne scappò dalla DDR e andò a vendere i disegni di quel motore in giappone…per intenderci è lo schema che sopravvive tuttoggi nei bicilindrici aprilia da corsa.  per lunghi anni quindi MZ si caratterizzò soprattutto per semplici ed affidabili monocilindriche a due tempi di 125-175 c.c. montate su un telaio monotubo a motore sospeso caratterizzate dalla testata costruita in blocco con il cilindro di forma rettangolare molto alettato e fortemente squadrato , i cui cloni sopravvivono con altri marchi anche in russia , in turchia ed in cina. con l’abbattimento del muro e la riunificazione delle germanie l’azienda cambia proprietario e  il nome in MUZ … per un certo periodo la casa realizza anche qualche modello a 4 tempi affidandosi solo al vecchio rotax ad aria di 350-500 cc poi   negli anni 90 si avvia una fase di collaborazione con yamaha che portò alla realizzazione della Baghira dotata del monocilindrico 600 di derivazione TT ed infine il debutto nel mondo delle “grandi” di un modello tourer-sportivo  dalle forme spigolose e una naked dal telaio a traliccio dotate di un motore bicilindrico parallelo con alberi con i piedi di manovella sfalsati di 270° realizzato sulla base del motore della TDM 850 portato però a 1000c.c. , mentre invece per la gamma 125 venne scelto al posto del vetusto 125 2t (che però nei suoi cloni è tuttora prodotto) un moderno e performante 125 4t realizzato da Morini (un disegno di lambertini destinato ad equipaggiare un modello gilera, dotato poi di un motore honda)  tutte moto che nonostante gli enormi sforzi economici della casa, ebbero un tiepido successo solo in germania e le cui sorti non cambiarono la situazione dell’azienda che dopo anni di oblio chiuse definitivamente i battenti.

A Marzo di ques’anno però è partita la acquisizione da parte di Waldmann e Wimmer e i progetti futuri dell’azienda sono stati presentati recentemente nella sede di Zschopau  attraverso un raduno che è stato occasione di incontro con la stampa e con i fan accorsi da tutto il mondo . innanzitutto la prima fase passa attraverso la rimessa in vendita dei pezzi di ricambio delle MZ esistenti. inoltre viene rimesso in vendita il charly , un simpatico moped elettrico guidabile senza patente al costo di 1350 euro nella versione dotata di indicatori di direzione che sicuramente mai come adesso può raccogliere l’interesse del pubblico orientato all’elettrico. la rimessa in vendita dei modelli esistenti di 125 c.c. comunque avverrà entro fine agosto. è stato inoltre presentato il prototipo di una monocilindrica 250 c.c. 4 tempi  dotata di un interessante telaio a traliccio e data l’esperienza agonistica dei proprietari non è detto che in futuro la MZ non possa ritornare anche in pista… fonte: http://www.mz-blog.de/

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