Zero X non poteva fallire questa missione in quanto doveva riscattarsi da due recenti episodi: il primo , la sfida indoor a Las vegas con la Quantya di svariati mesi fa in cui l’azienda americana e stata sonoramente “bastonata” in casa , mentre l’altro fatto riguarda problematiche di surriscaldamento sul modello motard che ha costretto l’azienda ad un richiamo ufficiale… bisognava quindi fare qualcosa per riscattarsi da tutto questo e tenere viva l’attenzione sulla bontà di un prodotto che entra in un mercato tutto da costruire.
La Federazione motociclistica francese (FFM) ha recentemente incluso anche i veicoli elettrici all’interno delle competizioni MX e quindi l’evento annuale di Gironville con una folta partecipazione di veicoli di 250 e 450 c.c , sembrava l’evento ideale per rilanciare il guanto di sfida tra le due pionieristiche aziende .
Il match svoltosi in due gare e due turni di qualificazione di cui una gara per i veicoli di Classe E normalmente riservata ai soli veicoli elettrici mentre la seconda gara in classe D comprendeva 40 partecipanti molti dei quali appunto di 250 e 450 c.c. .
nella Gara di classe E la Zero X guidata da Thomas Aubrey ha avuto vita facile davanti alle Quantya dei piloti locali Julien Bréant and Adrien Goguet mentre invece il giorno successivo , viste le prestazioni ottenute , i veicoli di classe E sono stati ammessi alla classe D e quindi hanno partecipato alla gara insieme ai 4 tempi a benzina con piloti di calibro regionale. Thomas Aubrey si qualifica in 13a posizione e quindi sa di avere una gara in salita , ma nel corso della gara si fa valere e riesce ad avere la meglio di moltissimi competitors a benzina colocandosi alla fine al TERZO posto assoluto e primo di classe per quel che riguarda la classifica dei veicoli elettrici. davvero una bella rivincita sia per l’affermazione dei veicoli elettrici che per la Zero-X stessa. fonte: www.autobloggreen.com
Non mi voglio schierare nella fila di quelli che hanno deciso di sparare su Badoer. ho profonda stima per il pilota italico e per tutto quello che ha fatto dentro la ferrari e prima di arrivarci. tuttavia ritengo che veramente alla ferrari si stia perdendo di lucidità mentale di fronte a decisioni che riguardano il proprio futuro prossimo , la propria immagine e quella della formula uno… certo se l’affare shumacker fosse andato in porto sarebbe stata una operazione mediatica notevole ed anche in assenza di risultati comunque avrebbe creato un indotto di sponsor che avrebbe ossigenato una formula uno asfittica e priva di veri protagonisti.
Invece di fronte al mancato ingaggio di shumy che ricordiamo, era comunque già sotto contratto , la ferrari risponde d’inpulso ingaggiando il pilota veneto , un collaudatore di 38 anni che non partecipa ad una gara di formula uno da da dieci anni , che non guida dall’inizio dell’anno e che presumibilmente ha già dato quello che poteva dare ?…
che razza di “premio” sarà mai dopo 10 anni di duro lavoro allombra dei riflettori della stampa ritrovarsi in griglia di partenza a scannarsi con giovani rampanti come Vettel o Buemi alla guida di una macchina “ostica” che non ha mai guidato e dotata per giunta del kers? gli diamo del “pane duro” sapendo che la dentiera è rimasta in qualche comodino la bellezza di 10 anni fa?
e per fortuna che in formula uno ci sono solo una ventina di macchine altrimenti avrebbe subito anche l’onta della non qualificazione!
la situazione non è rosea lo sappiamo ma a questo punto perchè non cogliere l’occasione per pungolare un pò il dormiente e probabile partente raikkonen ed al tempo stesso perchè no dare l’occasione della vita a qualche giovane talento in erba? qualcuno proveniente da un team minore dove in virtu dei rapporti commerciali in essere si può chiedere di avere un pilota “in prestito” visto che l’altro collaudatore Marc Genè non sembra dare solide garanzie prestazionali…
Si sa che la Force india ha un debito con la Ferrari che potrebbe essere estinto con il prestito di un pilota… tanti parlano di Fisichella che ha appena fatto una fantasmagorica pole position , ma non dimentichiamoci il carattere “lamentoso” del romano… che c’è Sutil che da inizio campionato gli ha sempre fatto mangiare la polvere e che sembra un lottatore di razza…perchè non provarlo? sempre in Force India c’è il collaudatore Liuzzi che in pista gira molto forte, già ha dimostrato talento da vendere e che in Toro Rosso e red Bull non ha raccolto nulla per mancanza di affidabilità dei mezzi…perchè non provarlo? sempre attingendo a Team con cui la Ferrari collabora ci sarebbero i due piloti della Toro Rosso: Sebastien Buemi è veloce, grintoso ed è date le origini italiane non ha alcun problema con la lingua e la Toro Rosso dietro buon compenso potrebbe cogliere l’occasione di testare qualche campione in erba per la consorella red Bull , ma anche il neocompagno di squadra Jaime Alguersuari fresco sostituto della promessa mancata Sebastien Bourdais si è dimostrato subito all’altezza della situazione. in fondo si tratta di difendere il 3 posto del campionato costruttori oltre che di non lasciare il povero raikkonen privo di riferimenti… in due la macchina si sviluppa meglio specie se ci si mette in condizione di superare il Q1 ed il Q2… il dormiente finlandese , in attesa dell’arrivo di Alonso ha bisogno di un pungolo. qualora questo pungolo fosse Fisichella sarebbe comunque in grado di non prendere due secondi dal finlandese ed anzi… un “fisico” in giornata potrebbe comodamente stargli davanti. quanto al povero Badoer non posso immaginare un peggior fine carriera di questo…che bel ragalino gli ha fatto la ferrari! spero possa riscattarsi correndo nel turismo o nel campionato Gt dove sicuramente potrebbe ancora dire la sua alle prese con auto “vere” priove di tanta elettronica…
la Start lab Open Street è una microvettura elettrica prodotta in italia e omologata come quadriciclo che rientra nella stessa categoria di microvetture quali la Ligier , Aixam, Grecav e tante altre ma sulle quali dimostra un indubbio vantaggio… quella di essere ad emissioni XERO e quindi guidabile con patentino per ciclomotore e parcheggiabile ovunque anche nei giorni a circolazione zero e nelle zone bloccate al traffico.
Nell’uso pratico si rivela un validissimo commuter urbano a due posti . un bagagliaio abbastanza capiente ed una autonomia di circa 65 km con una velocità massima di 55 orari (ma l’impressione è che vada un filino di più) ed una accdelerazione davvero ragguardevole come potrete vedere dai filmati che mettono in evidenza anche la buona tenuta di strada. è stata infatti provata in un ampio piazzale ed abbiamo potuto constatarne le buone caratteristiche di guida… tenuta di strada da Go kart grazie all’ottima cella in aulluminio e le sospensioni indipendenti , una buona frenata rigenerativa ed un motore brushless completano il tutto. se il risultato è questo con delle batterie al piombo Gel ci chiediamo cosa potrebbe fare con un set di batterie al Litio Ferro Fosfato che tra l’altro sono ricaricabili in 15 minuti al 50% e ridurrebbero di molto il peso già esiguo con una densità di carica molto superiore e caratteristiche ulteriormente migliorate con costi sempre comparabili ai quadricicli a benzina.
Se volete provarlo potete rivolgervi presso PUNTOGIALLO a Bergamo. Puntogiallo già pioniore nel noleggio delle biciclette a pedalata assistita ho infatti messo a disposizione la START LAB per il noleggio a tempo così da permettere a chiunque voglia raggiungere il centro di Bergamo senza l’assillo dei blocchi al traffico e con la possibilità di fare shopping parcheggiando nelle zone antistanti ai negozi . il noleggio è rivolto anche ai quattordicenni che vogliono valutare l’acquisto di un quadriciclo elettrico in alternativa allo scooter o alla motocicletta 50 c.c.
Puntogiallo si trova oltretutto in una zona antistante ad un ampio parcheggio LIBERO ed è pochi chilometri dall’aeroporto di orio al serio e dalla stazione centrale di Bergamo – potete contattarli dal sito www.puntogiallobergamo.com o chiamando lo 035-4522275 il prefisso internazionale è +39 per chi chiama da fuori italia.
AGGIUNTA DEL 22 gennaio: Aggiungiamo ulteriori notizie riguardo al costruttore dei veicoli: la START LAB è un produttore ITALIANO è il modello OPEN STREET èd il modello visibile in questa foto ora disponibile RISTILIZZATO e dotato anche con batterie al LITIO che ne portano l’ autonomia a oltre 80 km a pari condizioni.
la Tesla S la prima versa sedan elettrica 4 posti di fascia medio alta.
Permettetemi alcune considerazioni in libertà sull’argomento “veicoli a propulsione elettrica”… la situazione attuale merita effettivamente qualche spunto di riflessione… l’elettrico per l’autotrazione poteva già essere una realtà dall’arrivo delle batterie al litio in poi… infatti sono stati prodotti prototipi a profusione ma allora si parlava di costi folli e di autonomia ancora non soddisfacente… poi tre anni fa è uscito il primo prototipo della TESLA che ha avuto in corso d’opera vari aggiustamenti… prima si parlava di un bolide in fibra di carbonio che doveva costare svariate centinaia di migliaia di euro… ma evidentemente si è capito che i tempi non erano maturi per un’auto da nababbi interamente elettrica… poi si è optato per la scocca della Lutus Elise ridisegnata all’esterno da vendere ad un prezzo diciamo politico di circa 100.000 euro… obbiettivo centrato! in poco tempo si son fatti avanti attori , ex attori, attricette , rockstar smaniosi di farsi pubblicità acquistando l’auto del momento… risultato? 100 esemplari bruciati in pochi mesi… su molti giornali anche molto specializzati (ed anche di casa nostra…) è nata una campagna denigratoria di chi diceva che Tesla era una bufala , che non aveva consistenza economica , prendeva i soldi ma non consegnava i veicoli … ma la Tesla che dell’uso dell’ IT è più esperta di colossi dell’auto gestisce l’informazione attraverso un proprio blog dove documenta giorno dopo giorno le fasi che precedono la prima consegna avvenuta nel novembre 2008 e da lì passo dopo passo procede a consegnare regolarmente… vero parliamo pur sempre di un mezzo a carattere artigianale e dal resto anche solo assemblare i gruppi batterie cche contengono ben 3800 accumulatori da computer con un gestore di carica integrato non è proprio uno scherzo. la macchina funziona pefettamente , è pure divertente da guidare con una accelerazione ed una coppia che i mezzi a benzina se la sognano e i 350 km di autonomia non sono una chimera… con una Tesla Roadster ci hanno fatto un rally a Montecarlo e per fugare ogni dubbio l’autonomia di 350 km è stata certificata dai commissari di gara… anzi… a fine gara avanzava ancora un pò di carica per andarsi a bere un caffè da milano a bergamo … il successo è comprovato anche dalla presenza di una Tesla elaborata da Brabus… come è andata a finire con Tesla lo sappiamo tutti… in poco tempo Musk è diventato partner Daimler Benz per equipaggiare le smart della nuova generazione. Dopo poco tempo si è giunti alla presentazione del tanto atteso sedan 4 posti da 60.000 euro con prestazioni paragonabili alla Roadster e dal comfort eccezionale e gli ordini sono fioccati… è di questi giorni la notizia che Mercedes ha acquistato quote della Tesla che a tutti gli effetti diventa partner Daimler… non è azzardato sostenere che lasciar preparare una Tesla a Brabus sia stato il germe della collaborazione che li ha poi portati verso Mercedes.
Da qui si capisce che insomma la prospettiva di viaggiare tutti in elettrico in tempi ragionevolmente brevi è tutt’altro che peregrina…ci si stava già arrovellando su come ci si poteva mettere daccordo per uno standard unico di batterie per poter effettuare lo stoccaggio e la sostituzione rapida in apposite stazioni di servizio ma poi è arrivata la notizia delle batterie litio zolfo capaci di densità di carica fino a 13 volte le attuali litio… significa insomma che realisticamente anche 1000 km in modalità tutto elettrico non sono un miraggio.
Allora perchè qui in europa nessuno ne parla? perchè si continua a considerare l’ibrido una cosa di nicchia e l’elettrico roba da fricchettoni in vena di pruriti ecologici? no…non vi parlerò di complotti , di accordi tra petrolieri ecc…
farò una semplice riflessione:
1)ACCISE SUI CARBURANTI: per chi ancora non lo sapesse per ogni litro di benzina che consumiamo il 65% va in accise ed il 35% è il REALE COSTO della benzina con GUADAGNO PER CHI LA PRODUCE E DISTRIBUISCE. in poche parole gli stati europei hanno l’abitudine di far cassa sul consumo di carburante… più carburante consumiamo e maggiore è il gettito fiscale che rientra… c’è da chiedersi quindi in base a quale criterio dovremmo essere indotti a ridurne il consumo , ma il punto è un altro: se domani mattina 10 milioni di cittadini italiani rottamassero le loro auto in favore facciamo l’ipotesi di 10 milioni di TATA NANO ELETTRICHE , lo stato italiano si ritroverebbe da una parte a pagare un sacco di incentivi e dall’altra a vedere drasticamente ridotto il proprio gettito fiscale in quanto se è vero che qui cittadini consumeranno pur sempre un bel pò in più di corrente per ricaricare i loro veicoli tutti i giorni è anche vero che il fabbisogno energetico di un veicolo con un rendimento del 90% è assai meno di quello di un veicolo con un rendimento del 30 ed inoltre le accise della corrente che serve anche a dare la luce, a cucinare , a lavare i panni , a stirare specie adesso in tempo di crisi non possono essere aumentate più di tanto… ergo per lo stato si presenta il dilemma di da che parte far rientrare quell’ingente gettito fiscale che arrivava dai carburanti fossili , soprattutto durante la fase di transizione tra i due sistemi … se si aumentano ulteriormente le accise dei carburanti si accelera il processo… se si aumenta troppo la corrente che come detto serve anche ad altro si affamano le classi meno abbienti nonchè chi produce che con la corrente ci lavora… si deve insomma andare verso una riorganizzazione della gestione energetica…arriveremo ad un costo differenziato tra l’energia che usiamo per caricere l’auto e quella che usiamo per fare la torta ma rimane pur sempre il dilemma di far entrare lo stesso flusso di denaro da un minore flusso di energia… nel frattempo che gli stati si riorganizzano pr decidere a tutti i livelli come riorganizzare il prelievo fiscale a livello europeo, le amministrazioni hanno tutto l’interesse a FRENARE la corsa all’elettrico.
2)ACCORDI INTERNAZIONALI SUL CARBURANTE: lo sappiamo tutti… gli stati e le grandi aziende quando fanno accordi per acquistare petrolio da un fornitore piuttosto che da un altro si impegnano ad acquistarne ingenti quantità e se l’accordo lo prevede , se il consumo cala drasticamente si creano enormi problemi tra chi acquista e chi vende… l’energia elettrica in buona parte si fa e si continuerà a fare con il petrolio ma se l’autotrazione progressivamente riduce il fabbisogno di petrolio va da se che la riduzione del fabbisogno globale pur aumentando la produzione di energia elettrica , sarà drastica. in Cina il 90% dei motocicli elettrici nelle metropoli sono già tutti elettrici eppure le reti cittadine non hanno dovuto sovradimensionare le centrali elettriche… perchè? perchè nella maggior parte sono caricati di notte e con un flusso di corrente relativamente modesto in quanto si caricano in svariate ore. certo se a casa nostra ci dotassimo di un caricatore rapido ed impiegassimo batterie al litio ferro dell’ultima generazione avremmo facoltà di caricarle fino all’80% in un quarto d’ora ma in tal caso dovremmo chiedere all’enel un contratto diverso da qullo tipico dei 3 kw… quanti saranno a chiederlo? ci scommettete che la maggior parte preferirà caricare l’auto in carica lenta in circa 8 ore e eventualmente se necessiterà di una carica veloce la farà fare alla stazione di servizio?… ad ogni modo è innegabile che l’elettrico per l’autotrazione farebbe scendere di parecchio il fabbisogno energetico globale ed indurrebbe i cittadini a sprecare meno energia mentre invece l’indotto del petrolio si è visto che in tutti questi anni si è autoalimentato creando un fabbisogno di auto sempre più sprecone … vedi SUV e Monovolumi varie… ci voleva la crisi per accorgersene? ad ogni modo per tornare al discorso del punto 2) se un paese si impegna ad acquistare ipotesi un milione di litri di greggio in 10 anni ha qualche difficoltà se al terzo anno si presenta dal petroliere e gli dice che forse gliene basta la metà… che ne dite?
3)I costruttori di autoveicoli a carburante fossile non si sono certo dati un gran da fare per proporre alternative elettriche… e dal resto nemmeno nell’ambito del carburante fossile l’evoluzione è stata volta più di tanto verso la ricerca dell’efficienza energetica. la vera conquista dei costruttori è stata ABBATTERE I COSTI DEI VEICOLI… sempre più pezzi sono stati realizzati in comune tra costruttori e sempre più sinergie sono state attuate al fine di ridurre gli ammortamenti… le catene di montaggio si sono robotizzate , i sistemi di assemblaggio son diventati sempre più veloci , la richiesta di manodopera qualificata si è continuamente ridotta… tutto questo ha fatto ridurre di molto il costo degli autoveicoli rispetto ad una paga media. poi mettiamoci che quasi tutti ormai producono il grosso della produzione laddove costa meno… oggi in polonia , domani in Cina , dopodomani in Thailandia o in Mongolia… ma quali sono le grandi evoluzioni prodotte nell’ambito dei motori dagli anni ottanta ad oggi? il turbo? c’era già e poi è sparito e ora è ritornato… le sedici valvole? be siamo arrivati anche alle 5 valvole per cilindro che sembravano la panacea di tutti i mali e che oggi n0on usa più nessuno e sono ancora in produzione un sacco di motori a due valvole per cilindro…come mai? il Common Rail? beh è sicuramente un bel passo avanti ma per avere emissioni decenti richiede pur sempre un filtro antiparticolato che brucia carburante per incenerire le polveri sottili e che va rimpiazzato con costi folli … solo oggi si promette di arrivare ad euro 6 attraverso il multiair, la eliminazione della farfalla di aspirazione attraverso un sistema di alzata variabile delle valvole (benchè siano allo studio da vent’anni) ed un sacco di altre diavolerie ma a che prezzo?… e l’ibrido? beh se non era per la toyota che ci ha scommesso qualcosina per acchiappare il mercato californiano dei veicoli a basse emissioni l’ibrido ce lo sognavamo ai saloni fino al 2030…
ci voleva qualcuno completamente al di fuori da questo business… uno che arriva da Silicon Valley per avviare la rivoluzione quale appunto la Tesla di Musk, e ci volevano le sirene della crisi a a far partire la richiesta… ma davvero prima nessuno ne sentiva il bisogno.
come vedete non c’è nessun complotto attorno all’elettrico … ma ci sono mille ragioni per far si che tre soggetti interessati ovvero gli stati , i petrolieri e i produttori di automobili non ne siano troppo contenti.
certo non è una rivoluzione che parte dall’oggi al domani: occorre in primo luogo ATTUARE LE SINERGIE PER PRODURRE ELEMENTI BATTERIA DI GRANDI DIMENSIONI A BASSO COSTO. proprio all’inizio di quest’anno si sono attuati i grandi movimenti in tal senso tra grandi poli chimici e qualche grande costruttore di automobili (scicchezzuole… nomignoli come BASF , GM , HONDA , DENSO , ecc… ) e ci si attende che questo porterà qualche grosso cambiamento anche perchè nell’ambito dell’auto qualcuno dopo il vento della crisi sta seriamente pensando all’elettrico… chi senz’altro sta investendo soldi veri è la Honda che da una parte ha proposto la INSIGHT ibrida primo vero concorrente della Prius e dall’altra ha già annunciato di essere pronta a fare motocicli elettrici entro il 2010… d’altra parte ci sono anche gli indiani della TATA che hanno già presentato la Indica elettrica annunciata ad un prezzo attorno ai 13.000 euro… tata dal resto ha in serbo anche la NANO , macchina a carburante fossile da 2000 dollari al pubblico e si continua a parlare di un mezzo ad aria compressa riscaldata… ci sono anche i cinesi della BYD fortissimi nelle elettriche e nelle ibride anche loro con costi intorno ai 13.000 senza incentivo e con autonomie superiori ai 200 km che hanno appena fatto un mega accordo con Volkswagen… poi c’è la KTM ed uno stuolo di piccoli costruttori che operano nell’ambito fuoristrada mx… carne al fuoco insomma ce ne molta è ma è ragionevole credere che il percorso di chi vorrà passare all’elettrico anche investendo qualcosina non sarà così semplice… ma quando ti ritrovi con 35 gradi in casa a maggio e prevedi di fare un figlio che dovrebbe campare su questo pianeta per il prossimi 100 anni pensi che forse per il suo bene e per il tuo val la pena di provarci…
il costruttore svizzero Quantya ed il costruttore americano Zero-X si sono sfidati a Las Vegas il 1° Maggio in occasione del Maxxis MiniMotoSX
Il confronto sulla carta sembrava impari in quanto la zero X sulla bilancia era più leggera di 30 pounds e con una potenza superiore del 69 per cento , tuttavia quando si parla di mezzi a due ruote tutti sappiamo che deve essere anche valutata l’efficienza dal punto di vista ciclistico oltre che il “manico” di chi la guida e da questo punto di vista la Quantya che usa moltissima componentistica italiana di prima qualità ed un telaio di prim’ordine sa di avere qualche asso nella manica . certo è costruttuvamente più tradizionale ma è stata ingegnerizzata da gente che ha già esperienza nel settore mx mentre invece la più rivoluzionaria Zero-X interamente in alluminio pur raffinatissima dal punto di vista tecnologico non viene da una scuola di pensiero con esperienze precedenti in ambito fuoristradistico e quindi poco si sapeva sulla bontà telaistica di questo progetto…
Le due squadre hanno inviato a Las Vegas rispettivamente 5 moto ciascuna e c’era molta attesa per l’esito della gara… gli esponenti di quasi tutti i network americani “green inspired” ma anche quelli generici dedicati ai motori avevano dato ampio risalto alla notizia perchè erano sicuri che la Zero X avrebbe stravinto ed infatti tutti quanti riportavano la notizia dell’atteso confronto… dopo di che la gara si fa , ma arriviamo al 3 maggio ed i blog americani TACCIONO e nessuno racconta come è andata. strano dico io… a meno che l’evento non sia slittato…
Ebbene…ve lo racconto io come è andata. il sito ufficiale della Maxxis MiniMotoSX riporta ben nascosto al suo interno:
“The first multi manufacturer Electric bike race was won by Brian Roth on a Quantya over fellow Quantya rider David Lodermeier and Zero mounted Blake Mitchell who finished second and third respectively”
In Sintesi la Quantya guidata da Brian Roth ha vinto seguita dall’altra quantya di David Lodermayer a concludere una straordinaria doppietta… solo terza la prima zero -X guidata da Blake Mitchell…
ebbene cercate pure su Google Quantya vs Zero-x…. troverete decine e decine di articoli di blog americani che annunciano la sfida ma non un solo blog che dice come è andata ovvero l’europea quantya ha vinto!!!
cantava caterina caselli: “la verità ti fa male lo so….” la sconfitta è sempre un brutto rospo da ingoiare ok… ma non è il caso di farlo sparire!!! la zero X potrà sempre rifarsi un’altra volta visto che non manca certo di validissime freccie al suo arco.
E’ la domanda che si pongono in parecchi , più o meno avvezzi ai meccanismi della rete ma comunque ingolositi dal potenziale di poter accedere ad un parco ricambi pressochè mondiale a condizioni di prezzo vantaggiose.
In realtà bisogna tenere conto di una serie di fattori:
a)cosa compriamo.
b)da chi
c)come pagare.
vediamo questi aspetti uno per uno…
a) cosa compriamo: in primo quando effettuiamo la scelta del ricambio vedremo che ce ne sono con l’opzione “compralo subito” o attraverso il meccanismo dell’asta oppure con entrambi i meccanismi. cerchiamo quindi in primo luogo di farci un’idea di che cosa vale il ricambio usato sulla base di che cosa viene chiesto nei compralo subito… se ci vengono poste molte alternative di prezzo possiamo darci un tempo ed un tetto e tentare anche la strada dell’asta fermo restando però che quando si tratta di oggetti altamente desiderabili l’asta fa scattare un meccanismo di “ingarellamento decerebrato” per cui gli offerenti incominciano a rilanciare a raffica senza pensare a quel che stanno facendo… c’è gente che ha offerto quasi 200 euro per uno scarico 2 in 1 completamente arrugginito (ed in foto si vedeva) fabbricato con un collettore originale ed un terminale in carbonio derivato da un due tempi!!! piuttosto estendete la ricerca anche all’estero usando i parametri di ricerca estesa (che sono un pò nascosti a dire il vero) usando parle chiave delle lingue relative ai paesi più interessanti come ad esempio la germania che offre un vastissimo parco ricambi a prezzi più che onesti , idem la francia , l’olanda , il regno unito… altro punto… LEGGETE BENE GLI ANNUNCI. non devono spaventare le vendite con formula “visto e piaciuto”…tra privati non si può pretendere di chiedere la garanzia quando si attinge al garage di un appassionato anzichè ad una rete di assistenza. piuttosto laddove è possibile ritirate a mani e pagate cash dopo aver visto oppure chiedete MEGLIO IN UN COLPO SOLO anzichè per richieste successive foto dettagliate dell’oggetto visto da dove vi interessa di più. i risparmi rispetto al nuovo specie con ricambi NON STRUTTURALI possono essere notevoli… laddove poi si tratta di moto vecchie è una autentica necessità. il giunto cardanico della mia yama Xj 750 costa nuovo 240 euro. su ebay in germania se ne trovano in perfette condizioni a 30-40-60 euro massimo. in qualche caso sono addirittura fondi di magazzino nuovissimi. in italia nessuno si prende la briga di vendere oggetti del genere. vogliono tutti vendere le carene e gli scarichi in carbonio dell’ultimo R6 e possibilmente all’asta.
b)da chi: altra bella questione… in ebay ci sono venditori di ogni genere oltre ai tanti cittadini onesti che si disfano del ricambio lasciato in cantina spesso anche senza sapere quanto possa valere ci sono meccanici che si disfano di quella parte di ricambi che rischia di stare in magazzino per dieci anni… privati o più spesso meccanici che lo fanno per loro che vendono ad esempio i pezzi originali di una moto destinata alla trasformazione o alla pista per poi reimpiegare parte del capitale per acquistare nuovi pezzi , restauratori , INCETTATORI che attingono alle aste che rischiano di finire deserte per comprare oggetti che per ingenuità del venditore (che magari mi mette all’asta partendo da un euro un telaietto reggisella di un VFR 750 con scadenza alle due del mattino di martedì) finiscono per essere venduti ad un euro -due euro e poi rivenderli… ed infine esistono anche veri truffatori matricolati che vivacchiano mettendo annunci di cose che nemmeno posseggono , intascano i soldi e poi chiudono l’account e ne aprono un altro. credetemi c’è di tutto su ebay ed i meccanismi di vendita sono dovuti all’esperienza e alle necessità di chi vende…anche perchè va detto che per chi vende le commissioni di vendita di ebay arrivano anche oltre il 7% a cui si sommano i costi dell’annuncio ed eventualmente la commissione sulla transazione se l’acquirente paga con paypal . … quindi è ovvio che in qualche modo chi vende se non è uno sprovveduto dovrà rifarsi di queste spese senza per questo essere un poco di buono …ma come si capisce se un venditore è serio oppure no? non esiste un sistema infallibile ma qualche indicazione si può avere. in primo luogo il feedback ovvero la percentuale di transazioni andate a buon fine. vengono calcolate su base annuale (quindi se uno ha fatto un pò di porcate e poi sta buono per 12 mesi appare puro come un giglio) quindi se volete vedere le magagne dovete proprio scorrere uno per uno tutti i feed anche più vecchi di 12 mesi. va anche detto però che non mancano i casi di feed calunniosi da parte di acquirenti non paganti quindi cercate di leggere i vari botta e risposta. va detto che dal 2008 i venditori non possono mandare feed negativi agli acquirenti. ergo tenete gli occhi aperti da venditori con pochissime transazioni che potrebbero essersi guadagnato il feed positivo vendendo a se stesso una penna bic da un euro. va detto che dopo 3 mesi nei database non compare più traccia di CHE COSA si è venduto ma solo il giudizio sulla transazione.
esistono comunque moltissimi venditori con centinaia di transazioni fatte con successo che descrivono e fotografano accuratamente gli oggetti , che sono disponibilissimi ad offrire spiegazioni anche sulla provenienza degli oggetti in vendita , sullo stato del ricambio e su eventuale restituzione del valore nel caso non soddisfacesse i requisiti richiesti e questo vale sia per operatori professionali che per semplici appassionati che trovano così il modo di finanziare le proprie passioni disfandosi di tutto ciò che non gli serve più. gli affari insomma esistono ma bisogna scegliere bene chi vende. in ogni modo non credete ad offerte apparentemente troppo vantaggiose e se anche vi capita di aggiudicarvi un oggetto del genere fate molta attenzione a che sistemi di pagamento vi propone… se rifiuta paypal anche pagando le commissioni è meglio andarci cauti. non spaventatevi delle minacce di controversia di un truffatore. se non possiede l’oggetto difficilmente chiamerà in causa ebay.
c)come pagare: un ottimo sistema è il bollettino postale. sapete a chi pagate ed è certificato ed in 5 giorni mediamente viene ricevuto.ha validità legale a tutti gli effetti. un ottimo sistema se volete pagare con carta di credito e vedere il pagamento accreditato il mese preossimo è paypal. se l’oggetto “puzza” è un ottimo ssistema per snidare il truffatore eventualmente offritevii di pagargli le commissioni così davvero è in buona fede non avrà scuse. non è scluso tuttavia che si rifiuti semplicemente perchè nemmeno sa che cosa sia. per voi è doppiamente sicuro perchè in caso di non ricezione dell’oggetto potete aprire controversia e così facendo paypal sottrae in automatico i soldi al venditore dal conto paypal e se il soggetto non risponde alla controversia otterrete il riaccredito in automatico. se invece non vi metterete daccordo sarà paypal a giudicare e nel caso il venditore non sia in grado di dimostrare di avere spedito con tutte le cautele necessarie fornendo anche un tracking della spedizione otterrete in ogni caso l’accredito (coprendo il valore fino a 1000 euro in caso di insolvibilità).
assolutamente sconsigliabile caricare carte postepay altrui. dal punto di vista strettamente legale NON E UN PAGAMENTO e non è garantito nè da ebay nè dalle leggi rientrando nei casi di incauto acquisto. dal resto presenta discreti rischi sia per chi lo riceve che per chi lofa. chi lo fa può dimostrare di aver trasferito il denaro ma chi lo riceve può non essere l’intestatario della carta che puo essere stata venduta o sottratta. al contrario chi paga potrebbe usare il numero della carta di credito ricaricata per tentare di fare acquisti su siti non protetti adeguatamente da codice di verifica prosciugandone il contenuto. l’ideale sarebbe pagare con paypal (che all’acquirente non costa nulla) inserendo come strumento di prelievo la propria postepay.
molta gente si sente tutelata al 100% dal pagamento mediante bonifico. in linea di principio può essere vero ma sull’efficacia pratica c’è da discuterne. in primo luogo c’è sempre la problematica che è molto difficile poi per l’acquirente capire quando e come lo paghiamo. vero possiamo mandargli la ricevuta del bonifico ma non possiamo pretendere che lui ci consegni prima di vedere i soldi accreditati sul conto. possiamo è vero fargli avere il CRO del pagamento ma è pur vero che non sono così rari i casi in cui le banche anche in presenza del CRO dicono di vedere l’accredito soltanto quando si prendono la briga di registrarlo e purtroppo la regolamentazione delle comunicazioni interbancarie è una selva intricata di regole che a noi appaiono incomprensibili in cui il dubbio che entrambe le banche guadagnino sulle valute a volte ci assale… tenete conto che se una persona dichiara di aver pagato inviando una ricevuta falsa non avremo nessuna possibilità di dimostrarlo perchè la banca emettente non è tenuta a dichiarare la veridcità o meno di una ricevuta fatta da un proprio cliente nei confronti di terzi. la banca risponde solo al proprio cliente e nemmeno ci può dire se tizio ha fatto o meno l’operazione in questione. non mancano i casi di bonifici regolarmente partiti e poi annullati in giornata per mancanza di fondi o perchè il cliente ha chiesto la revoca. ergo se non avete fretta usate pure il bonifico solo sappiate che da banca a banca in casi come assenza dell’iban o piccoli errori di forma che consentono comunque di risalire al beneficiario possono volerci anche due settimane prima che il bonifico risulti regolarmente accreditato. inoltre in caso di microtruffe a cui non corrisponde poi l’invio della merce non è poi così facile riavere i soldi indietro ovvero attivarsi per riavere i soldi costa spesso più che lasciarli al truffatore che magari nel frattempo ha anche chiuso il conto… ovvio se dobbiamo fare trasferimenti di denaro consistenti e certificati non ci sono molte alternative. quanto invece a Western Union , Money gram eccetera la certezza del trasferimento di denaro c’è. ma la possibilità di riavere indietro i soldi in caso di truffa è pressochè nulla non trattandosi di correntisti.
nella prossima puntata parleremo di come VENDERE ricambi usati su ebay.
Questa concept è stata presentata all’intermot a Colonia è stata disegnata da due studenti di un college tedesco Nike Albertus e Andre Look ed oltre a dimostrarsi particolarmente interessante sul piano stilistico inizia ad esplorare gli scenari di una concreta realizzazione elettrica. punti cardine: 1)lo stoccaggio dell’energia avrà luogo in un contenitore che presumibilmente avrà poco a che fare con il concetto di serbatoio. ben difficilmente sarà tra le gambe del pilota e ben difficilmente potrà essere modellato con forme stravaganti con funzioni aerododinamiche. dovrà comunque stare in basso. nel nostro caso le batterie circondano il motore. 2)la coppia altissima prefigura assenza di cambio. quanto più sarà efficiente la trasmissione della stessa e quanto più sarà efficiente il recupero energetico in frenata e quanto più performante sarà il mezzo. nello soecifico si è ipotizzata una trasmissione automatica CVT 3)il telaio assume in questo scenario una funzione profondamente diversa. probabile che si esplorino nuovi scenari che vedano nuove soluzioni anche a livello di sospensioni che potrebbero a loro volta attuare recupero energetico. un estremo cambiamento apre gli spazi anche a grandi rivoluzioni stilistiche dove moto minimaliste con ruote anulari possono essere anche solo l’inizio. prestazioni? si parla di un range di 140-290 km di autonomia e di 190 km/h di velocità massima. mica poi tanto male…
Dopo le lunghe feste natalizie riparte l’attività del comitato regionale campano della Federazione Motociclistica Italiana. Il 2009 sarà per i centauri campani un anno che li vedrà protagonisti sia in pista sia su strada. Il presidente Antonino Schisano analizza la stagione che si è appena conclusa, e traccia le linee della nuova: “ Il 2008 è stato un anno positivo – dice – grazie all’impegno di una squadra composta da appassionati che ha lavorato con dedizione alla crescita del motociclismo nostrano. Primo risultato è il rilancio di un vecchio ma interessante modo di vivere la moto, come i motoraid e le gimkane. Sono cresciute le motocavalcate, e sono aumentati gli sforzi per assistere gli impianti nell’ottenimento delle omologazioni, aspetto fondamentale nell’ottica sicurezza. Abbiamo chiuso il 2008 con 123 moto club tesserati, ed oltre 12.000 tesserati ”. Nello sport soddisfazioni sono arrivate ed arriveranno nell’off road: “ Il Cross – spiega il presidente – ha visto ripartire il campionato regionale, e per quest’anno sono previste in calendario sei prove. Nel Motard in accordo con i comitati della Calabria, Molise e Puglia, è confermato il modello proposto dal moto club Motor Sannio, al fine di incrementare il divertimento e le griglie di partenza; avremo così un trofeo dal carattere sempre più interregionale. Il Trial vedrà a Mercato San Severino (Sa) una prova valida per il campionato nazionale. Particolare attenzione riceverà il Trofeo del Mediterraneo dedicato alle moto d’epoca, mentre l’Enduro avrà un campionato basato su sei prove che abbracceranno le piste delle regioni limitrofe. La velocità è legata alle due prove del Trofeo del Mediterraneo ed alle selettive minimoto per il campionato nazionale. Stiamo pensando ad un nuovo modello di Turismo non più basato sul rapporto chilometri-punteggio, ma su viaggi ed escursioni programmati dagli stessi club organizzatori”. Molti i nomi che si sono imposti come protagonisti in ambito nazionale ed internazionale: “ Nella Velocità – dice Antonino – Vittoio Iannuzzo e Luca Morelli hanno rappresentato alla grande la Campania nel mondiale Sbk, mentre Raffaele De Rosa ha dimostrato nel palcoscenico del motomondiale il suo talento. Soddisfazioni in campo nazionale sono giunte da Geggè Sabatino, Tommaso Busiello e Manuel Russo. Tommaso Consales nel panorama nazionale dell’enduro ha sorpreso per i risultati raggiunti, secondo solo ad un pilota del mondiale. Certo c’è ancora molto lavoro da fare – conclude – ma il motociclismo in Campania è vivo e forte, ed il comitato regionale lavora per farlo raggiungere traguardi sempre più importanti”.