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GP della Malesia – Pat Fry: “Con il senno di poi”

domenica, 24 marzo 2013

Pat Fry: “Per entrambi i piloti la fase iniziale della corsa ne ha poi condizionato la conclusione ed è un vero peccato perché la partenza prometteva bene. Il contatto tra Alonso e Vettel alla seconda curva è stato un episodio sfortunato: sapevamo che c’era un danno all’ala anteriore ma la vettura sembrava comunque competitiva e abbiamo deciso di correre il rischio restando fuori. Sicuramente potevamo giocare sul sicuro e farlo rientrare, ma così saremmo finiti dietro a tutti con gomme da bagnato e avremmo perso ulteriormente con il successivo pit-stop per le gomme da asciutto. Con il senno di poi possiamo dire che è stato un rischio inutile. Sul bagnato Felipe ha faticato un po’ a trovare il giusto passo e questo ha compromesso le sue possibilità di lottare per un podio. Una volta sull’asciutto poi i suoi tempi sul giro sono migliorati: in definitiva la sua è stata una buona gara e ci ha permesso di guadagnare punti preziosi”.

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GP della Malesia – Felipe reagisce e centra il quinto posto, Fernando sfortunato nel suo 200esimo Gran Premio

domenica, 24 marzo 2013

Intensa la reazione di Felipe Massa dopo essere scivolato in classifica dalla prima fila al via, che si è tradotta in preziosi punti grazie al quinto posto finale conquistato. Il 200esimo Gran Premio di Fernando Alonso, invece, non sarà di quelli che il pilota spagnolo ricorderà in modo particolare, poiché è durato giusto un giro prima di terminare nella ghiaia della via di fuga. Doppietta, invece, per la Red Bull, con Sebastian Vettel primo davanti al compagno di squadra Mark Webber. A completare il podio, Lewis Hamilton con la Mercedes.

Inevitabilmente qui a Sepang, la pioggia ha fatto la sua comparsa pochi minuti prima che le monoposto fossero obbligate a lasciare il riparo garantito dai propri box: Intermediate ed Extreme Rain le gomme che venivano quindi preparate, con la pioggia che si intensificava. Molta l’acqua presente in alcune zone della pista, con molte vetture che uscivano fuori strada nel raggiungere la griglia di partenza, simile a un Garden Party con tutte le squadre che avevano momentaneamente eretto tende per riparare le proprie monoposto. A quindici minuti dal via, la pioggia riduceva la sua intensità, lasciando spazio a una leggera pioggerellina, con gli strateghi delle squadre che si trovavano quindi ad affrontare il tradizionale enigma malese.

Così come tutti gli altri 20 piloti, Felipe e Fernando dedicavano di prendere il via con pneumatici intermedi. La migliore delle scelte possibili considerando la nube d’acqua alzata dalle monoposto nel loro giro di formazione. Allo spegnersi del semaforo rosso, Vettel manteneva la prima posizione dalla pole position, Fernando aveva la meglio su Felipe, con Webber che quasi riusciva a sopravanzare il pilota ferrarista, mentre Felipe scivolava in quinta posizione dietro alla Mercedes di Hamilton, davanti a Nico Rosberg.

I guai arrivavano al secondo giro: intensa la lotta di Fernando per sopravanzare Vettel, ma un contatto tra i due piloti si traduceva in un danno al musetto della F138 del pilota spagnolo. Al muretto l’idea era quella di lasciare in pista Fernando ancora per uno o due ulteriori giri: così facendo, al suo rientro ai box, si sarebbe cambiata l’ala anteriore oltre a montare gomme slick, scelta ormai imminente. Ma la parte danneggiata cedeva, con Alonso che si ritrovava nella ghiaia della via di fuga all’esterno della prima curva. Invano il cenno del pilota spagnolo ai commissari di pista di essere spinto. Nel frattempo, Button con la McLaren si era portato in quarta posizione davanti a Rosberg, con Felipe, che aveva avuto un primo giro difficoltoso, in sesta posizione. Prime tre posizioni occupate da Vettel, Webber e Hamilton, con Rosberg che si riportava in quarta posizione davanti a Button. Dopo quattro giri di gara, Felipe era a due secondi di distacco da Button.

Alla quinta tornata Vettel era il primo a rientrare ai box per montare gomme slick, seguito da Felipe, che ritornava in gara in ottava posizione. La pista sembrava molto bagnata nel primo settore. Al sesto passaggio, Sutil, Ricciardo, Raikkonen, Di Resta, Maldonado, Van De Garde, Bianchi, Bottas rientravano tutti in pit lane per passare alle slick. Al settimo giro era invece la volta di Webber, Hamilton, Button, Hulkenberg, Vergne, Perez, Pic. Hamilton cadeva nel classico errore di chi cambia squadra, fermandosi in un primo momento al box McLaren invece che in quello Mercedes! Con i piloti passati tutti a gomme slick, la classifica al nono giro vedeva Webber in testa davanti a Vettel, Hamilton, Rosberg, Button, Hulkenberg, con Felipe settimo a quattro secondi dal pilota tedesco della Sauber e con un ritardo di 22,6 secondi dal leader della corsa. Alle spalle del brasiliano, Perez, Grosjean e Raikkonen, completavano le prime dieci posizioni, tutti con gomme Medium a eccezione di Webber (Hard). In questa fase della gara, con una classifica che subiva leggeri cambiamenti, la battaglia più emozionante era quella che vedeva Raikkonen andare all’attacco della McLaren di Perez per la nona posizione.

La seconda tornata di pit stop si inaugurava al 19esimo passaggio con Webber e Ricciardo. Felipe era più vicino a Hulkenberg (Sauber), ma in ottava posizione Grosejan (Lotus) stava riducendo progressivamente il suo distacco sulla Ferrari. E infatti i due rientravano insieme ai box al 20esimo giro per un nuovo set di gomme – Hard per il pilota brasiliano – e riprendevano la via della corsa nelle stesse posizioni. Anche Di Resta rientrava ai box con la Force India nello stesso giro. Hamilton e Button, invece, effettuavano il loro pit stop entrambi al 21esimo passaggio, così come Hulkenberg e Raikkonen. Felipe era invece in battaglia per la settima posizione, dietro alla Force India di Sutil e davanti a Grosjean e Hulkenberg. Alla 22esima tornata, Vettel e Rosberg, rispettivamente in prima e seconda posizione, imboccavano la pit lane, seguiti da Perez al sesto posto. Prolungata la sosta di Sutil, con Felipe che era quindi sesto, a 9,2 secondi da Button. In testa alla corsa, invece, Webber era sotto attacco dal suo compagno di squadra, mentre le Mercedes di Hamilton e Rosberg, tra di loro in bagarre, erano ancora alle spalle delle Red Bull. Quinto, invece, Button, con un vantaggio di 8,9 secondi su Felipe.

Al 30 dei 56 giri di gara, Hamilton era il primo ad effettuare il terzo pit-stop, rientrando in corsia box dalla quarta posizione, seguito dal leader della corsa Webber e dal terzo classificato Rosberg. Ancora sesto Felipe, con Hamilton che precedeva il pilota brasiliano di cinque secondi. Vettel, primo, cambiava gli pneumatici al 32esimo passaggio, rientrando in pista in quarta posizione di pochi centimetri davanti a Rosberg. Al giro successivo era la volta di Felipe fermarsi ai box, mentre Button si trovava così temporaneamente in testa alla corsa. Con gomme nuove, però, Webber aveva la meglio sul pilota McLaren alla 34esima tornata, mentre Hulkenberg e Raikkonen uscivano dalla pit lane con le rispettive monoposto affiancate dopo aver entrambi effettuato il terzo pit-stop. Button rientrava quindi in pit-lane, ma era obbligato a fermare la sua McLaren in mezzo alla corsia box dopo il cambio gomme per una ruota mal fissata, con i suoi meccanici costretti a riportarlo a spinta nei propri box.

A 20 giri dal termine, Felipe aveva recuperato fino a una “solitaria” quinta posizione, lontano dal quarto posto di Rosberg e con un vantaggio di circa 7 secondi su Grosjean. Mentre Vebber aveva 3,6 secondi di vantaggio su Hamilton, il pilota Mercedes sentiva sul collo il fiato di Vettel e Rosberg. Con il Campione del Mondo in carica che aveva la meglio su Hamilton al 38esimo giro, la Red Bull occupava le prime due posizioni in testa alla gara. L’inglese della Mercedes era il primo a fermarsi per il quarto pit-stop alla quarantunesima tornata, seguito in quella successiva da Vettel e Rosberg. Webber si fermava ai box al 43esimo giro, riuscendo a rientrare in pista per poco davanti al compagno di squadra, con le due Red Bull che si ritrovavano così a lottare ruota a ruota. Felipe, invece, era ancora autore di buoni tempi sul giro, con il distacco sulle Mercedes tra loro in battaglia che si attestava sui 6,5 secondi. Difficile da credere che Vettel e Webber siano compagni di squadra per come hanno combattuto senza risparmiarsi per la leadership della corsa, con il tedesco che alla fine si portava in testa alla 46esima tornata. Quarto e ultimo pit-stop per Felipe al 48esimo passaggio, con il brasiliano che scivolava in ottava posizione, giusto alle spalle del duello tra Perez-Raikkonen. Ma non passava molto prima che Felipe avesse la meglio sulla McLaren e sulla Lotus, riportandosi in sesta posizione. Con gomme più fresche, il ferrarista era decisamente veloce e, a due giri dalla conclusione, metteva a segno il suo ultimo sorpasso, avendo la meglio su Grosjean per la quinta posizione. In quarta posizione, tra il ferrarista e i primi tre sul podio, finiva invece Nico Rosberg.

Con questo risultato, dopo due gare la Scuderia Ferrari è terza nella classifica Costruttori, seppur a parità di punti con la seconda classifica Lotus, mentre è la Red Bull a essere adesso in testa. Felipe e Fernando sono invece rispettivamente in quinta e sesta posizione nel Campionato Piloti.

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1199 Panigale Experience: i circuiti più importanti d’Europa per provare la regina delle supersportive Ducati

mercoledì, 20 marzo 2013

Per tutto il 2013, in collaborazione con DG Sport, Ducati offre la possibilità di partecipare a una serie di sessioni speciali di test ride in pista, in sella alla regina delle supersportive, la 1199 Panigale.

DG Sport, azienda leader nell’organizzazione di track days in Europa, da oltre dieci anni organizza speciali pacchetti pista per tutti i livelli permettendo a numerosi motociclisti di scoprire alcuni dei circuiti europei più leggendari e blasonati, come Aragon, Spa-Francorchamps, Le Mans, Brno e Misano. In più, da quest’anno chi parteciperà ad una di queste giornate avrà l’occasione davvero unica, di prendere parte alla 1199 Panigale Experience per provare le potenzialità della supersportiva top di gamma Ducati nel suo ambiente naturale: la pista.

La 1199 Panigale, supera le barriere ingegneristiche del design motociclistico, equipaggiata dal bicilindrico di produzione Superquadro parte integrante di un innovativo telaio monoscocca consente di raggiungere un’impressionante potenza di 195CV. Inoltre, con un semplice clic si attivano tre differenti Riding Mode che offrono altrettante combinazioni di sette diverse tecnologie al vertice della categoria: ABS sportivo di ultima generazione, Ducati Traction Control (DTC), Ducati Electronic Suspension (DES), Ducati Quick-Shift (DQS), Engine Brake Control (EBC) Ducati di derivazione sportiva e il Ride-by-Wire (RbW), tutti programmati per fornire al pilota un’assistenza elettronica caratterizzata da grande continuità. Perfino il display TFT a colori del dashboard è concepito per adattarsi al Riding Mode selezionato.

Queste sono solo alcune delle caratteriste peculiari della rivoluzionaria Supersportiva “made in Borgo Panigale”, e i partecipanti che hanno scelto di vivere a 360° una giornata in pista Bikers’Days (www.bikersdays.com) potranno iscriversi gratuitamente anche alla 1199 Panigale Experience per un test in sella alla Panigale.

Primo appuntamento con la 1199 Panigale Experience è stato ad Aragon 11-12 marzo e in calendario sono previste le seguenti giornate:

· 27-28 aprile: Spa-Francorchamps
· 10-11-12 maggio: Misano
· 21 maggio: Spa-Francorchamps
· 31 maggio e 1 giugno: Brno
· 11-12 luglio: Hockenheim
· 29-30 luglio: Le Mans

Il test ride è gratuito, tuttavia sarà richiesto un deposito a titolo cauzionale. Ogni sessione della prova sarà di circa 20-25 minuti e comprenderà un briefing tecnico di 15 minuti prima dell’ingresso in pista. A disposizione dei partecipanti ci sarà un istruttore ogni 3 bikers. Gli istruttori, altamente qualificati, sono direttamente istruiti dalla direzione tecnica del Ducati Riding Experience, e seguiranno i partecipanti sia nel briefing che nelle sessioni in pista, allo scopo di assicurare e garantire la massima sicurezza e professionalità a tutti coloro che vorranno vivere questa fantastica opportunità.

Ma non è tutto, perché nelle giornate dedicate alla Panigale Experience, all’interno dei circuiti sarà a disposizione dei piloti il Ducati Caffè, che offrirà ristoro e relax anche a tutti i Ducatisti che esibiranno la tessera Ducati Card e ai loro accompagnatori.
Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito Bikers’Days (http://www.bikersdays.com/).

Altre informazioni:

Le prenotazioni sono fino a esaurimento dei posti disponibil e vanno ritenute confermate solo al momento del completamento dell’acquisto del pacchetto pista.

Sono disponibili agevolazioni per Soci di Club Ufficiale Ducati (Desmo Owners Club).

I partecipanti sono tenuti ad osservare il regolamento e le condizioni indicate su www.bikersdays.com

Bikers’Day hotline: +32 (0) 87 53 90 18 (Lingue: Inglese, Francese, Tedesco, Italiano, Olandese).
Email: panigale@dgsport.eu

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Iniziano i corsi dell Guidare & Pilotare Moto

mercoledì, 20 marzo 2013

Parte il primo corso del 2013 della Guidare & Pilotare Moto. Venerdì 22 marzo sul Circuito Internazionale del Volturno, l’istruttore Maurizio Bottalico svelerà i segreti della guida veloce e sicura ai suoi allievi. Un’esperienza consigliata sia a chi vuol migliorarsi tra i cordoli, sia a chi ha voglia di acquisire maggiore sicurezza nella quotidianità su due ruote: “Il corso – spiega Bottalix – è essenzialmente dedicato a coloro che si avvicinano alla pista per la prima volta. La teoria sarà altrettanto fondamentale quanto la pratica. Grande attenzione verrà data alla corretta postura in sella, alla comprensione dei meccanismi di trasferimento di carico nelle situazioni di frenata ed accelerazione. Scenario delle lezioni sarà la pista di Limatola. Grazie alla collaborazione con la Viscardo Motors di Santa Maria Capua Vetere di Massimo Viscardo, la moto oggetto delle lezioni sarà la bellissima e grintosissima Benelli Tnt”. Un corso, come detto, utile non solo per andare forte in pista: “Essere – sottolinea Maurizio – consapevoli dei propri limiti, aiuta molto anche sulle strade di tutti i giorni. Imparare a districarsi di fronte gli innumerevoli imprevisti che le strade cittadine purtroppo regalano ai centauri, significa ridurre ulteriormente le possibilità d’incidente. Ecco perché consiglio di partecipare a questo corso anche a coloro che per vincere i problemi del caotico traffico cittadino, si spostano su due ruote”.
ALFREDO DI COSTANZO

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200 volte Alonso

martedì, 19 marzo 2013

Questo fine settimana in Malesia Fernando Alonso festeggerà il suo duecentesimo Gran Premio di Formula 1. Con questo risultato lo spagnolo si piazza in quattordicesima posizione come numero di partecipazioni ufficiali alle spalle di Jean Alesi e Alain Prost, entrambi a quota 202.

E quale miglior posto per celebrare questo importante traguardo se non sul Circuito di Sepang, al quale Fernando è legato da tanti bei ricordi e successi: in undici partecipazioni il ferrarista ha ottenuto tre vittorie, quattro piazzamenti sul podio, sette fra i primi dieci e due pole position. L’ultima vittoria risale proprio con la Ferrari, alla guida della F2012 lo scorso anno, in una gara che Alonso vinse in rimonta dall’ottava posizione grazie alla strategia vincente della Scuderia e alla sua abilità sul bagnato.

Dopo il buon avvio di stagione a Melbourne, la Scuderia Ferrari e i suoi piloti torneranno in pista questa domenica, quando scatterà la quindicesima edizione del Gran Premio della Malesia. Il caldo torrido e l’elevata percentuale di umidità sono da sempre gli antagonisti principali di questa tappa, fattori pesanti che come in nessun altra gara incidono sia sulle vetture che sui piloti ma anche sulle squadre. A Sepang non ci saranno novità di rilievo dal punto di vista tecnico: bisognerà cercare di adattare al meglio la F138 alle caratteristiche del tracciato malese, ben diverso da quello dell’Albert Park. In particolare, sarà importante trovare il giusto compromesso fra carico aerodinamico e velocità di punta, visto che il primo e il terzo settore sono caratterizzati da due lunghi rettilinei sui quali però la Ferrari potrà contare su una buona velocità di punta.

La Malesia sarà anche un banco di prova interessante per testare le mescole Pirelli – previste le Hard e le Medium – e per continuare a comprenderne il comportamento. Le temperature rispetto all’Australia saranno decisamente diverse e sarà fondamentale stressare le gomme al limite nelle prove libere del venerdì per delineare la migliore strategia da adottare in gara. Altra incognita? Come al solito saranno le previsioni meteo. Gli anni scorsi siamo stati abituati a vedere cambiamenti repentini e improvvisi temporali. Chissà se quest’anno il clima ci darà una tregua…

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La Moto3 parla inglese a Jerez

martedì, 19 marzo 2013

Venti piloti hanno deciso di prendere parte a questa seconda giornata di test andalusa, nonostante la pioggia che ha modificato i piani di lavoro di gran parte del paddock. Jack Miller è stato il migliore in sella alla FTR-Honda numero 8 con la quale ha registrato il tempo di 1′57.627.

L’australiano, già protagonista lo scorso anno di varie gare interessanti, si è piazzato davanti al compagno di squadra John McPhee, il cui inizio di stagione sta decisamente sorprendendo.

Luis Salom ancora non in perfette condizioni a causa della febbre di ieri, ha preceduto Alex Rins (Estrella Galicia 0′0) e Arthur Sissis (Red Bull Ajo KTM).

Tra gli italiani solo Matteo Ferrari in pista con la Ongetta-Centroseta numero 3. Per lui 13º tempo a poco più di 2 secondi da Miller.

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Talento universale e best-seller: è stata prodotta la 250.000° MINI Countryman

lunedì, 18 marzo 2013

Ingresso di successo in un nuovo segmento di mercato: la prima MINI a quattro porte, con un grande cofano posteriore e un massimo di cinque posti, equipaggiabile a richiesta con la trazione integrale, conquista nuovi target-group in tutto il mondo

Con l’introduzione della MINI Countryman e il conseguente ingresso in un nuovo segmento automobilistico il marchio premium britannico ha scritto un nuovo capitolo della propria storia di successo. Il partner di produzione e di sviluppo austriaco Magna-Steyr di Graz produce oggi la 250.000° MINI Countryman. L’anniversario di produzione che viene celebrato solo due anni e mezzo dopo il lancio delle vendite è una prova più che convincente che il caratteristico divertimento di guida e il tipico stile del marchio MINI affascinano anche nel segmento delle automobili premium compatte. “L’elevata domanda su scala mondiale rappresenta una conferma della strategia di ampliamento coerente della gamma di modelli MINI”, afferma Harald Krüger, membro del Board di BMW AG, MINI, BMW Motorrad, Rolls-Royce e Aftersales BMW Group. Il roll-out della 250.000° MINI Countryman avviene immediatamente dopo l’avvio della produzione della MINI Paceman. Anche il settimo modello del brand verrà prodotto a Graz.

La MINI Countryman è il primo modello nella storia ultracinquantenaria del marchio ad essere equipaggiata con quattro porte e un grande cofano del bagagliaio, un massimo di cinque posti e che offre un versatile bagagliaio dalla capacità tra i 350 e i 1.170 litri. L’innovativo concetto automobilistico desta l’interesse per il MINI-feeling di target-group nuovi, i quali apprezzano la maggiore funzionalità del modello come anche il netto equilibrio tra agilità e comfort di guida, percepibile soprattutto nei viaggi più lunghi. La MINI Countryman si rivela un talento universale anche grazie a un’innovazione nel campo della motoristica.

Infatti, la MINI Countryman è la prima MINI ordinabile con l’optional trazione integrale ALL4. La ripartizione variabile della forza motrice tra l’asse anteriore e l’asse posteriore permette di godersi anche delle gite sullo sterrato ed assicura una nuova interpretazione del tipico go-kart feeling delle MINI.

Attualmente, l’optional ALL4 è disponibile per le tre varianti di modello MINI Cooper S Countryman (135 kW/184 CV), MINI Cooper SD Countryman (105 kW/143 CV) e MINI Cooper D Countryman (82 kW/112 CV). L’offerta comprende inoltre il modello supersportivo MINI John Cooper Works Countryman, dotato di serie della trazione integrale, il quale traduce la potenza del proprio motore da 160 kW/218 CV, sviluppato attingendo al know-how delle corse, in ogni situazione in divertimento di guida estremo. La gamma di modelli viene completata dalle versioni a trazione anteriore MINI Cooper Countryman (90 kW/122 CV), MINI One Countryman (72 kW/98 CV) e MINI One D Countryman (66 kW/90 CV). Ad eccezione della MINI One D Countryman, tutti i modelli sono equipaggiabili, in alternativa al cambio manuale a sei marce di serie, con un cambio automatico a sei rapporti.

Il successo globale della MINI Countryman si riflette nei volumi di vendita di tutti i principali mercati automobilistici. Nel solo 2012 sono stati venduti in tutto il mondo 102.250 esemplari del modello. La variante di modello più richiesta è stata la MINI Cooper S Countryman, seguita dalla MINI Cooper Countryman. Nonostante le varianti diesel non vengano offerte in tutti i mercati, anch’esse sono molto amate dai clienti. Nel 2012 la quota delle varianti a gasolio della MINI Countryman è stata del 37 percento circa.

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Radici britanniche, carattere europeo: MINI celebra 100 anni di produzione automobilistica a Oxford con un giro attraverso il continente

lunedì, 18 marzo 2013

Nello stabilimento MINI di Oxford sono in corso i preparativi di un evento eccezionale: da100 anni si producono automobili a Oxford; analogamente all’era attuale, anche la storia dello stabilimento è strettamente legata all’originale vettura compatta britannica. Laddove oggi viene costruita la MINI si trovava anche la culla della Mini classica, uno dei modelli più importanti costruiti a Oxford dal 1913 in poi. Ma la Mini classica non aveva solo delle radici britanniche, bensì anche un carattere europeo: infatti, per decenni il modello venne assemblato anche in altri paesi d’Europa. Per dare il via ai festeggiamenti in occasione dell’anniversario, cinque MINI prodotte a Oxford partiranno per un giro attraverso l’Europa che le condurrà a otto dei vecchi centri produttivi della Mini classica.

L’8 maggio 1959 venne prodotta a Oxford la prima Mini classica. Entro il 1968 seguirono 602.816 esemplari. In più, in questo periodo a Oxford vennero prodotti anche dei gruppi costruttivi di autovetture che venivano assemblate successivamente in altri siti nell’ambito del processo definito CKD (Completely Knocked Down). Il giro d’Europa degli attuali modelli MINI vuole ricordare il carattere transfrontaliero della produzione. Dal 13 al 27 marzo le MINI, accompagnate da rappresentanti dei media e dalla MINI Community, visiteranno otto ex siti produttivi. I fan MINI potranno seguire le varie tappe del giro su un sito creato appositamente www.since1913.co.uk. Una funzione di tracking indicherà la posizione momentanea del convoglio MINI nel suo viaggio attraverso l’Europa. L’itinerario e le sue tappe verranno documentati in dettaglio anche sulla pagina Facebook di MINI www.facebook.com/mini e nell’Online Community Forum www.minispace.com.

La destinazione del giro sarà Oxford, la vecchia e nuova patria di MINI dove il 28 marzo verrà celebrato il centenario della produzione automobilistica.

Il giro dei vecchi siti produttivi si estenderà per oltre 10.500 chilometri e includerà le tappe di Novo Mesto (Slovenia), Milano in Italia, il vecchio stabilimento produttivo di Malta, la città portoghese Vendas Novas, Pamplona in Spagna e Seneffe in Belgio, Amersfoort in Olanda e la capitale irlandese Dublino. Solo in tre degli otto siti si producono delle automobili ancora oggi. Ma dappertutto la Mini classica rappresenta un capitolo importante della storia industriale locale che così viene fatta rivivere. Inoltre, il processo CKD è stato applicato anche in tante altre regioni del mondo. Dei gruppi costruttivi della Mini classica completamente disassemblati e inviati per essere montati sul posto venivano esportati da Oxford anche in Australia e in Nuova Zelanda, in Cile, Uruguay, Venezuela e in Sudafrica.

Oggi, la produzione delle MINI è concentrata su un numero di stabilimenti nettamente inferiore. Essa ha luogo in Gran Bretagna, nel cosiddetto MINI production triangle che comprende, oltre allo stabilimento di assemblaggio di Oxford, lo stabilimento di presse di Swindon e il centro di costruzione motori Hams Hall vicino a Birmingham. Entro il 2014 il BMW Group investirà circa 500 milioni di sterline nell’ampliamento e nella modernizzazione delle capacità produttive in Gran Bretagna. Dal 2000 ad oggi, gli investimenti complessivi dell’azienda nei centri di produzione britannici hanno superato 1,5 miliardi di sterline. Nel frattempo, MINI è uno dei tre principali produttori di automobili del paese. Cinque degli attuali sette modelli MINI vengono costruiti a Oxford. Ma anche oggi la produzione MINI ha conservato il proprio carattere europeo: infatti, i modelli MINI Countryman e MINI Paceman costruiti dal partner di produzione e sviluppo Magna Steyr di Graz hanno una serie di componenti con il marchio “made in Great Britain”, tra i quali i motori provenienti da Hams Hall.

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